Nuraminis: buchi, toppe e una ricerca microgenetica


Ricercatore de subarralliccu studia la chimica giusta

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Se lo permette la legge va sempre bene?

Il 13 gennaio scorso L’Unione Sarda ha dedicato un’intera pagina ai rimborsi elargiti dal Comune di Nuraminis ai datori di lavoro di ex amministratori di Nuraminis. Secondo il giornale, tra 2007 e 2010, l’allora sindaco Luciano Cappai, due anni dopo la rielezione, si sarebbe fatto assumere dalla società delle figlie (la Sistac), alla quale il Comune avrebbe poi versato i rimborsi per le ore di lavoro perse a causa dell’attività amministrativa. Totale dei rimborsi: poco 78 mila euro e rotti.

Il nuovo caso appesantisce il giudizio sulla giunta Cappai che a Nuraminis, e non da oggi, ha provocato parecchie riserve, qualcuna delle quali – a suo tempo – fu discussa pubblicamente in questo blog (ad es. si veda qui, qui, qui). Non è la prima volta che l’ex sindaco viene tirato in ballo dalla stampa regionale per l’utilizzo disinvolto delle casse municipali (ne parlammo qui). A Nuraminis è ben nota (?) la vicenda della Profer System, società privata alla quale Cappai decise di pagare le bollette con fondi comunali. Doveva essere una grande scommessa occupazionale, alla quale credettero in tanti. Ma pagare bollette aziendali con soldi pubblici non andava bene. A dirlo è stata la Corte dei Conti. Invece, Paolo Carta, nel suo articolo sui rimborsi percepiti dalla Sistac, precisa che questi erano previsti dalla legge. Un punto sul quale insiste lo stesso ex sindaco, la cui replica trova spazio nel taglio basso del giornale.

L’argomento usato da Cappai è però una toppa peggiore del buco. Chi se ne frega se l’azione di un amministratore è regolare sotto il profilo legale. Qui la questione è di tutt’altra pasta. Perché una cosa è farsi assumere (dalla società dei propri figli) dopo essere stati eletti; un’altra è ricevere il rimborso per un lavoro che si svolge da tempi non sospetti. Chi ha appreso anche solo i rudimenti della politica conosce la differenza che corre tra un comportamento legale e uno opportuno. E probabilmente sa anche che, in politica, ciò che è opportuno è morale.

L’importanza della minoranza (e della chimica)

I fatti riportati dall’Unione Sarda provano, una volta di più, quanto sia fondamentale il ruolo dell’opposizione. Da anni Nuraminis non ha un’opposizione che dibatta pubblicamente e che controlli assiudamente l’operato delle giunte. Si pensi ai tanti temi emersi in questi ultimi tempi, come la questione case Italcementi, la salute dei cittadini, il piano particolareggiato, il bilancio del comune oggi in attivo, le diffide e gli insulti. Su tutti questi argomenti qual’è l’opinione dell’attuale minoranza?

Noi da parte nostra proveremo a risolvere questo problema: stiamo sviluppando un ritrovato microgenetico in grado di inniettare l’entusiasmo da campagna elettorale in chiunque ne faccia richiesta. Obiettivo: riaccendere un dibattito sulle cose, sulla forma e sulla sostanza della nostra politica locale.

La scienza, a volte, fa i miracoli.

3 thoughts on “Nuraminis: buchi, toppe e una ricerca microgenetica

  1. Scusate l’appunto, ma si scrive “iniettare” e non “inniettare”. Per il resto mi sembra un ottimo uso della chimica!

  2. Pingback: Rimborsi del Comune di Nuraminis. Lettera dell’avv. Fulio, legale dell’ex assessore Alex Sanna | ::il:PopBloG::

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