Propositi per il 2013. Secondo post collettivistico


buoni-propositi

Per il nuovo anno voglio comprare più vinili che cd. Il primo sarà Manhole di Grace Slick (Montag). E migliorare le tecniche di allontanamento istantaneo da quelli che si lamentano e basta, da quelli che “tutto fa schifo”, da quelli che “i politici son tutti uguali”, da quelli che mi vogliono convertire e da quelli che non credono in nulla (Jemp).

Nel 2013 voglio andare in piscina. Almeno dal prossimo marzo. Al più tardi aprile (Montag). E fare la spesa al mercato, trovare il tempo di farlo, al freddo d’inverno e al sole d’estate, nei giorni prestabiliti dai contadini, per regalarmi la coscienza del tempo che impiego, dei passi che mi servono, per nutrirmi. (Danibo)

Nel nuovo anno riacquisterò almeno due diottrie per occhio (quindi cambierò le lenti agli occhiali), andrò a casa di Montag ad ascoltare dischi, a pranzo da Danibo e andrò in bici con Jemp. Mi sembra abbastanza per un anno solare (E.P.).

Per il 2013, poi, voglio il teletrasporto. Per poter viaggiare leggera, bagaglio a mano e via. Ma soprattutto per avere tutti i miei amici a portata di cena. Cucino io (Pipps). Devo anche capire che la salute è una delle cose più importanti che abbiamo. E suggerire a tutti di non fare agli altri quello che non si vuole che venga fatto a noi (Andrea).

E trattenere il riso quando Berlusconi parla di “rivoluzione liberale”. Evitare il Pd in ogni sua forma. Contro la retorica del voto utile e del meno peggio, votare il meglio anche se sembra inutile (Montag).

Nell’anno nuovo vorremmo riscoprire i sapori del centralismo democratico, il peso politico delle secessioni individuali, il senso perduto di questo blog di competenti perdigiorno, il valore positivo del luogo che stiamo cercando. Infondo, la politica – quella bassa e non quella alta – non è mai stata interessante come in questi anni di navigazione senza bussole, in questi mesi di crisi tagliente e creativa, in queste settimane nelle quali gli inadeguati che ci governano capiscono che il loro tempo sta finendo. L’anno che è venuto vogliamo gettarci a peso vivo in questa apocalisse di parole, che procede di facebook in twitter, attraversando deserti televisivi lottizzati. Nell’anno che c’è, poi, scriveremo tutto quello che non merita di essere scritto e daremo spazio, come in passato, alle cose che le persone intelligenti e accorte lascerebbero perdere.
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