[Appuntamenti] Il lupo e il cielo spinato. La favola nera di Esther H. con/di Francesca Falchi


Esther H. Etty Hillesum muore ad Auschwitz. Etty nasce il 14 gennaio del 1914 a Middleburg in Olanda, da una famiglia della borghesia intellettuale ebrea. Prima della sua morte, Etty riempie otto quaderni con la sua scrittura minuta e quasi indecifrabile. Pagine che raccontano due anni di vita (194142) di una ventisettenne, due anni nei quali gli ebrei olandesi fanno i conti con la persecuzione razziale nazista.

I diari di Etty, più che un racconto sull’Olocausto, sono la narrazione dei turbamenti personali dell’autrice, della sua crescita spirituale, delle sue amicizie, dei suoi amori. L’olocausto è presente, ma non si impone mai. Resta come sullo sfondo, incombente e terribile.

Francesca Falchi (Cagliari, 1970), scrittrice, drammaturga e attrice, ha fatto tesoro dei diari di Etty Hillesum, provando a dare corpo e parole al flusso di coscienza che ne ha preceduto la stesura.

Il risultato di questo lavoro – durato due anni – è Il lupo e il cielo spinato. La favola nera di Esther H. uno spettacolo nel quale Etty, in prima persona, racconta le stupefacenti contraddizioni che ne hanno segnato la vita e le terribili crudeltà che ne causeranno la scomparsa.

La Falchi trasforma un diario sconosciuto al grande pubblico, da “codice cifrato segreto dell’anima” in immagine evidente e palpabile, dotata di straordinaria potenza evocativa. L’esperienza intima e personale di una ragazza qualunque acquista i connotati della grande storia sociale, senza mai perdere la sua dimensione umana, fatta di carne e desiderio e di una fragilità che sa essere talvolta urticante, talaltra commovente.

Il prossimo martedì 20 dicembre 2011 ore 21.00 presso La Casa delle Storie in Via Ponchielli 39 a Cagliari, Francesca Falchi riproporrà Il lupo e il cielo spinato. L’occasione, per coloro che ancora non avessero visto lo spettacolo, è di quelle da non perdere.

 Per info + prenotazioni: 380 3634780

 
Il lupo e il cielo spinato non è uno spettacolo sulla deportazione.
Non è uno spettacolo sul nazismo.
Non è uno spettacolo sull’assenza.
E’ uno spettacolo sulla presenza.
La presenza forte luminosa imprescindibile di un giovane donna che ha raccontato la sua vita senza paura della sua morte.
Etty testimonia la vita in ogni sua parola pensiero azione.
Una vita che dal piano materiale si è spinta a quello eterico.
Privilegiando lo spirito ma senza mortificare la carne.
Etty ama. Etty divora. Etty gusta.
La vita. Le persone. Il bene. Il male
Etty non condanna. Etty non giudica.
Etty apprende. Etty comprende. Tutto in sé. In quella creatura fragile e forte insieme
che è che continua ad essere
Questo spettacolo nonostante tutto ha un lieto fine.
Perché Etty è viva.
Dentro e fuori di noi.
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