[Nuraminis-Villagreca] La bancarotta è qui. Stipendi a rischio per i dipendenti del Comune


“Sto vivendo una crisi
e una crisi c’è sempre
ogni volta che qualcosa
non va”.
La Crisi di Bluvertigo
in “Zero”, Mescal 1999

Il Comune di Nuraminis è superpovero. Anche se ha una tv al plasma

Il comune di Nuraminis è sull’orlo della bancarotta (e anche se possiede una Tv al plasma è superpovero). Fino al 2002-03 il fondo cassa dell’amministrazione conosceva un attivo di oltre 700 mila euro. Dopo quasi dieci anni è pericolosamente vicino allo zero.

Quando il consiglio comunale, convocato in tutta fretta per il 22 giugno, si apre, la tensione è già alta.

Il sindaco, già assessore nel quinquennio 2000-2005 e all’opposizione dal 2005 al 2010, legge in gran fretta le ragioni che hanno spinto la giunta a revocare il bilancio consuntivo approvato meno di un mese fa. Il provvedimento – che lo stesso primo cittadino ha definito “pesante” – si è reso necessario perché il revisore dei conti si è fidato dei conteggi dell’amministrazione invece che verificarne l’esattezza. Ha dunque avallato un calcolo che rappresentava una condizione finanziaria meno grave di quella reale.

Conclusa la relazione del sindaco, letta davanti ad un’aula consiliare gremita, revisore dei conti e segretario comunale si accusano l’un l’altro. Per Valeria Secci, segretario comunale, “il revisore deve fare il revisore. E deve assumersi la responsabilità di aver dichiarato che i conti erano a posto“.

Il revisore risponde lamentando come “nella relazione del sindaco non si menzionino le difficoltà da lui incontrate“, dovute al fatto che i documenti “mi sono stati presentati pochissimi giorni prima della scadenza“. “La giunta quando ha deliberato aveva o no gli atti? – chiede polemicamente il revisore – e se li aveva perché non mi son stati dati per tempo? Oppure la giunta ha deliberato senza gli atti?

A queste obiezioni il segretario non risponde perché “in quella seduta non c’ero, c’era la collega“. E nemmeno il sindaco ci spiega il perché di questi ritardi, lasciando intendere che la risposta andrebbe cercata altrove. Tutti accusano qualcuno: sembra di assistere ad una tribuna elettorale.

Come se ne esce?

L’unica soluzione – dice il sindaco – è il ricorso al debito fuori bilancio, che però “è subordinato al passaggio in consiglio comunale“. Lo dice chiamando implicitamente le opposizioni ad uno sforzo di solidarietà, che arriva subito. Le dichiarazioni di alcuni di loro sembrano provenire dai seggi della maggioranza. In assenza di opposizione è il sindaco a fare autocritica e ammette che “i campanelli d’allarme” ci sono stati nell’ultimo anno.

A nessuno viene in mente di capire perché, se i campanelli c’erano, non sono stati ascoltati.

Ma la polemica politica è bandita. Il sindaco spera che la popolazione abbia pazienza, perché in attesa di capire l’ammontare dell’idebitamento tutte le spese “inutili” verranno cassate. E spera che la Regione faccia un’eccezione per Nuraminis (ancora con questa storia?) o altrimenti il buco di bilancio graverà sulle tasche dei contribuenti.

L’opposizione non batte ciglio e vota unanime insieme alla maggioranza. Senza discussione.

Proponiaminis

Davanti ad una situazione così grave si reagisce evitando depressioni o di stracciarsi le vesti. Tutte le crisi possono diventare occasione di crescita. Se non altro perché impongono il reset e il riavvio del sistema.

Siamo convinti che il Comune non userà questo momento di difficoltà così grave per giustificare l’assenza di politiche per la persona a Nuraminis (intanto, la prima vittima del nuovo clima rigorista sono state le attività ricreative per l’estate).

Si può fare animazione, convegnistica, si possono organizzare manifestazioni importanti anche facendo a meno del contributo pubblico e dunque senza gravare sulle casse comunali.

Da questo punto di vista, le azioni dell’associazione culturale Khorakhané (3 readings letterari, 15 lezioni di Storia della Sardegna, una manifestazione come Nuraminis in Fair Play, tutte realizzate senza un euro di soldi comunali) sono esemplificative, così come i giochi estivi organizzati (probabilmente a costo zero) dalla stessa amministrazione comunale e che sono rimasti attivi nonostante il momento di oggettiva difficoltà.

La crisi non deve diventare un amplificatore delle lamentazioni, ma l’occasione per mettere a frutto la fantasia. E qui viene il bello: chi guida il paese non deve solo far quadrare i conti, ma anche indicare la via.

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