[Kill the Nutrias] Intervista ai Sikitikis


Heima ha la stessa radice del tedesco Heimat.

Non puoi tradurre Heimat, non in italiano, non funziona, non torna. Heimat non è patria, non è nazione, è più casa, è più home quando ET ne fa quasi lo spelling e la indica col suo dito luminoso, quello è Heimat. È qualcosa che ti appartiene e a cui appartieni, che nessuno ti può levare, che è difficile sostituire e tu ne fai parte volente o nolente, è un luogo, un ricordo che suona bene. 

Heima è un film/documentario della band islandese Sigur Ros, loro hanno già fatto quello che questa rubrica musicale vorrebbe fare, dare un suono alla propria casa.
Chiederemo a chi quel suono lo crea di descrivercelo di farcelo sentire con la sua musica e con quella degli altri. Noi partiamo da qui.
Conoscerete la nostra velocità.

Per cominciare col botto, abbiamo deciso di partire coi Sikitikis, band cagliaritana con all’attivo tre album – l’ultimo, Dischi fuori moda, del 2010 – e una colonna sonora, Jimmy della collina di Enrico Pau (2008). Lo scorso marzo hanno firmato un contratto di tre anni con la Sugar di Caterina Caselli: come si dice in questi casi, gente che non sta a pettinare le bambole. E che se le pettinasse farebbe probabilmente girare il tutto in bianco e nero e inciderebbe la sonorizzazione della pellicola, magari ispirandosi a un poliziesco italiano degli anni Settanta. 

Ai Sikitikis abbiamo chiesto di scegliere un pezzo con cui presentarsi, loro che di presentazioni non hanno bisogno.
Sikitikis, scegliete un vostro pezzo, abbiamo detto.
E loro.

Perché “Non avrei mai”? Avete “Tsunami in giro no? Non era più facile?
Semplicemente perché è il nostro primo video, girato nel 2005 a Cagliari (La Pailotte) da Lorenzo Vignolo, con comparse scelte nel giro delle nostre conoscenze più intime..come dire: l’inizio di tutto…

A proposito. Ora non prendetevela eh, ma a fine anni Novanta noi vivevamo a Cagliari, voi vi chiamavate ancora Canidarapina e c’erano locandine di vostre serate sparse per tutta la città, ma non siamo mai andati a sentirvi. Non è per cattiveria eh, sicuramente non avevamo manco i soldi per la consumazione. Comunque, cosa ci siamo persi?
Mah…che vi siete persi? Una band di crossover con la mente ben aperta..diciamo che il grande legame tra Canidarapina e Siki fu la passione per il suono delle colonne sonore e la musica italiana degli anni ’50 e ’60…dove finirono i Cani cominciarono i Siki…

Allora, come sapete, Kill the Nutrias ha un obiettivo ambizioso – sì, ce lo diciamo da soli, embé? – e preciso: vogliamo sentire il suono della Sardegna.
Quindi scegliete un posto, un angolo di Sardegna a cui siete legati o che magari detestate, raccontatecelo e diteci come suona.

L
a spiaggia del Poetto a Cagliari. Perché è il posto che dovrebbe identificare un’intera città, la nostra grande risorsa turistica e culturale. Il luogo in cui abbiamo cominciato a confrontarci col pubblico, in cui hanno preso forma tutti i nostri desideri. Dove ci siamo posti gli obiettivi da raggiungere e dove ci siamo ubriacati. Dove abbiamo conosciuto le nostre compagne…
Come suona il Poetto? Suonava tanto e in maniera articolata. Fino a qualche anno fa era semplice lasciarsi trasportare dal suono del reggae e del rock’n’roll. Da un po’ di tempo però non suona più, sprofondato in un silenzio che sa di “anzianità” mentale, prima che anagrafica. Speriamo che riprenda a suonare come un tempo, dando ancora una volta i natali a diverse band ed espressioni artistiche della città.

Voi avete una passione per le colonne sonore, avete anche un progetto parallelo che si occupa di sonorizzazioni per il cinema – e non solo per il cinema – e si chiama Brain Dept. Quale canzone scegliereste come colonna sonora del Poetto?
Per il Poetto di oggi “The sound of Silence” di Simon and Garfunkel. Per il suono del Poetto pulsante di qualche anno fa “La’ ga ti ddu dongu” dei nostri amici Ratapignata.

Grazie ragazzi. E in bocca al lupo per la Sugar. Ah, sentite, e ora dove andiamo? Per sentire il suono della Sardegna, di chi dobbiamo chiedere secondo voi?
I nomi da fare sarebbero tanti, in diversi generi e dalla diversa portata.
Ma scegliamo SALMO, talentuoso rapper hardcore di Olbia, perché è giovane, potente, sprezzante. La nuova musica dalla Sardegna passa anche da qui.

I Sikitikis

 

9 thoughts on “[Kill the Nutrias] Intervista ai Sikitikis

  1. mi ricordo quando Manai mi fece scrivere un saggio sul perturbante:Unheimlich, tutto ciò che un tempo fu patrio: « Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare. » Cari amici familiari complimenti. La musica raccontata da chi la fa, grandi!!

  2. Paola hai rovinato tutto, anche io mi ricardavo, ma non c’era nessun bisogno di rovinare la domanda

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