[Italia] L’occasione mancata del referendum.


Raggiunto e ampiamente superato il quorum – non accadeva dal 1995 – il referendum sembra di nuovo robusto e vivo, altro che svilito come lo si raccontava, altro che inutile come lo si sperava. Questa consultazione racconta una forte voglia di partecipazione diretta e una capacità mobilitante dei grandi partiti ancora decisiva: è stato all’indomani dei ballottaggi, con Bersani improvvisamente folgorato sulla via del referendum, che il quorum è apparso alla portata.

Erano quesiti “coinvolgenti”, si dirà: resta che i comitati promotori e l’IdV da soli, senza copertura mediatica e senza il forte radicamento sul territorio del Pd, avrebbero avuto davanti una montagna quasi impossibile da scalare. Eppure non è una vittoria del Pd. Ha perso il governo, ma né il Pd né le opposizioni in genere possono dire d’aver vinto. Berlusconi ha perso perché gli elettori hanno bocciato le leggi scritte dal suo governo. Ma la vera sconfitta politica della maggioranza sta nell’aver rinunciato a difendere quelle leggi. E se si può capire la difficoltà di spiegare le leggi su legittimo impedimento e scelta nucleare – la seconda per manifesta impopolarità dopo Fukushima, la prima per fisiologico sfinimento della tematica anti-giudici – incomprensibile è l’abdicazione totale di fronte ai due cosiddetti quesiti sull’acqua.

Soprattutto di fronte alla leggerezza con cui il comitato promotore parlava di privatizzazione dell’acqua, la scelta del governo di rinunciare a difendere una legge – è lecito pensare – fatta con cognizione di causa è inspiegabile, oltre che suicida. Si è persa l’occasione per parlare di questioni che qualificano l’azione dei governi. E si è persa per responsabilità della maggioranza, ma anche dell’opposizione, del Pd soprattutto, che abbagliato dalla voglia di dare la spallata decisiva a Berlusconi ha cavalcato una battaglia che nemmeno condivideva.

É dalla paura di difendere l’ingresso dei privati nella gestione dei servizi pubblici che passa la rivoluzione liberale promessa da Berlusconi? E come il Pd pensa di rispondere ai suoi stessi amministratori locali che quotidianamente rischiano di dover tagliare servizi pubblici per mancanza di fondi? In un’intervista di oggi al Corriere Enrico Letta dichiara che “il referendum sull’acqua, il cui esito è chiaro e non può essere eluso, produce conseguenze che andranno gestite. La comunicazione ha concentrato tutte le attenzioni sull`acqua, ma gli effetti collaterali della norma abrogata toccano anche servizi dei trasporti, dei rifiuti e altri. E sono settori nei quali in molte parti del Paese le cose non funzionano. In Parlamento bisognerà cercare soluzioni per portare più efficienza e managerialità nella gestione

Di questo si è persa l’occasione di discutere prima del referendum, di questo prima o poi si dovrà parlare.

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