[Lettere a Sancio] La Divina Maglietta. Paradiso.


Divin Sancio Cherubin d’Isole,

…La gloria di colui che tutto move

per l’universo penetra, e risplende

in una parte piu’ e meno altrove.

nel ciel che piu’ della sua luce prende

fu’io, e vidi cose che ridire

ne’ sa ne’ puo’ chi di la su’ discende;

perche’ appressando se’ al suo disire,

nostro intelletto si profonda tanto,

che dietro la memoria non puo’ ire…

…nzomma Sance’, mica sparava corbellerie il buon Dante. Che vedi, piu’ uno dice delle robe intelligenti, almeno nella giostra in disuso delle Lettere, piu’ ste robe stesse si sollevano dall’oggetto che pretendevano descrivere, svaporando pe l’aere nell’invisibile grammatica delle cose che verranno. Dette. O fatte. Per dirti che stracco che sono, colla borsa dei coglioni tracimante e ste magliettacce ancora da trovare, me pare che le prime terzine der Paradiso vadano pure bene per spiegare il capitale. Che piu’ t’avvicini al Piacere piu’ Virtute e Canoscenza vanno a prenderselo nel didietro. I piu’ grandi successi del commercio sono quelli che con maggior genio ti riassorbono nel grembaccio ove, fragile feto, sogni Forme d’incanto mentre ti spompini un pollice.

Che lasciate le rive del purgatorio ti basta strollar di poco, traversar Duke st. e ti trovi davati ai cieli stellati di Selfridges. Una colata di marmi vittoriani incolonnata per decametri, l’immanenza monumentale della vendita opposta allo sciabordare imperituro delle carni allucinate.

Comunque appena muovo gl’argani del portone girevole e m’imbuco tutte ste frottole me le dimentico che mai vidi cotanta eterea selezione di passere.

Che il signor Selfridge, all’inizio del secolo gia’ aveva capito tutto e quindi ti ha spiattellato borse profumi gioielli e cosmetici al pianterreno. E le ha popolate di pulzelle di primissima qualita’. Deve essersi sentito il piu’ stretto collaboratore di dio.

E’ tutto uno svolazzare d’angeli! S’immillano! Oh Sancio! Potessi contemplar cio’ che io vidi! Il diletto, la gioia che il cuore opprimono! Il chimico torrente che da sinapsi nell’erezion si fece! Tutta sta sorca giammai non vidi!

L’inglese di capello scuro ha  tumori d’ombretto sulle palpebre, strampola sulle gambe infinite, ha un tatuaggetto sulla morbida caviglia che disegna mosaici di piacere sul soffitto! Confabula col manager, la camiciozza nera e’ un accidente sul petto rorido e bianco! Un drappo portato dal vento! E guarda ste altre…tutte professionalmente in candidi camici insistono sui capolavori dei volti! Angeli addestrati all’imbellimento!

Occhiali da segretarie! Il peccato maschile comincia con la divisa! L’abito non fa il monaco ma di sicuro fa l’infermiera! E poi…che delizie semantiche…

“Meglio sfumare sotto lo zigomo, creare contrasto in coincidenza con le linee, danno profondita’ e variazione , una frammentazione dei tratti, un mosaico di particolari, una moltitudine di forme per il suo viso…”

Le arabe ci sguazzano! Stanno appollaiate a farsi incementare le gote! Strati e strati di miscele e cataplasmi! Ombretti rossetti mascara pomate rivitalizzanti pasticci emolienti unguenti balsami portenti delle creme! E che natura si sparge all’intorno! Le materie prime! Deretani di balena! Cartilagini di topo! Zoccoli di antilope del Serengheti! Cancrene di coccodrillo! Placente e placente e memorie di aborti cinesi! In abbondanza! Che parvenza danno al perimetro delle labbra! Le taumaturgie sulle zampe di gallina!

I professori della grafia del volto! Che prosa estatica! E che risultati!

Sopracciglia infinite! Parono le sciabole che s’incrociano all’entrata di Baghdad! Occhi tanto neri che se potessi…Sancio…riscriverei la Gerusalemme Liberata umettando il mio orpello in quelle pozze di petrolio!…Sti arabi..piu’ occidentalizzati degli occidentali…quelli ricchi…nemmeno giustificati dall’inganno della storia…L’inglesina dabbene si fa montare una ciocca biondastra dal rigattiere delle parrucche!

“Sai – le fa l’infermiera nera di turno, che loro sono esperte nei gingilli pelosi- io l’extension l’applicherei soprattutto sulla zona centrale della nuca…e poi…piu’ lievemente, sui lati…”

Ma non e’ tutto make up moderno e posticcio…no…ci sono i revival! Certo! Queste sono vestite da geishe! Ti propinano sciampetti e schiume da bagno di origine controllata e garantita! Un interludio floreale di giardini giapponesi e serafiche clorofille samurai!

Si passa fra gli stand senza soluzione! Di continuita’! Libero movimento e libera competizione! Confusione! Interazione! Un dedalo! La diversita’ si riunisce nell’Uno sotto la cupola della sintassi mercantile! So’ tutti amichi! Tutti escono dal palladio con la medesima busta! Un giallissimo cartone laccato con scritta nera…SELFRIDGES…li vedete…sorridenti…per Oxford Street…

E cazzo come ti setacciano collo sguardo…ti valutano…capo per capo…monile per monile…addestrati dall’abitudine…gli uomini sono la risultanza dei cenci che portano…in un istante la somma s’agglutina in pregiudizio…io so’ cameriere…so come funziona….

Mi tuffo fra i gioielli…Tiffany…Cartier…Morellato…tutt’un luccicare un riflettere un riverberare…i commessi manipolano i preziosi…sistemano posture di cinghie e collane al millimetro…pezzi da migliaia di piccioli..che tocchi delicati…son quelli che si sbucciano prepuzi e clitoridi, nella solitude del cesso…Bvlgari ha una vetrina enorme per un anello soltanto…soltanto 250 banane…argento e ceramica….parte del denaro finisce a “Save the Children”…un’associazione che aiuta i bimbetti ‘nguaiati…la conosco che io ci do un paio di spiccioli al mese…da ipocrita cittadino…appunto…mi chiedo come ottengano pietre e metalli…anche io sopravvivo grazie alle sigarette di contrabbando…l’anno passato han tirato su 6 milioni di sterline…quasi mi commuovo….le gnocche delle commesse sridacchiano e si danno un cinque appena attaccato il telefono…una telefonata di successo immagino…due pargoli s’azzuffano sul pavimento, fra le cubaglie di vetro…un peluche d’elefante ed un fante medievale se le danno di santa ragione…se ne fottono i bimbi….

Gli occhiali da sole poi! Tutti che si smorfiano agli specchi! Guarda un po’ che c’e’ qua…le penne…una montblanc per la modica cifra di 4300 sterline…per firmare contratti e convenzioni e trattati e accordi, pace guerra e amicizia…so’ cuggini e fra parenti nun se fanno i comprimenti…torneranno tutti uguali…li rapporti personali…

Comunque mo m’e’ venuto il prurito e scendo dabbasso a vedere che c’e che le maglie possono aspettare.

Oh che incanto! La desserteria di classe! Caffe’ te’ pasticcini su scheletri d’acciaio a tre piani! Vasti biancori di piatti ospitano minuscole prelibatezze…capolavori dell’abbacinante glucosio! Con che grazia ruminano pasticcini millestrati e sbaciucchiano le tazze! Nuzialita’ nel pomeriggio!

Piu’ in la’ si slarga un’oasi…arredamento postcoloniale da piazzare in giardino che le colonie non ci stanno piu’…scranni di bambu’…parasoli di lino…lanterne ad olio…sono un inviato del governo britannico! Sono piu’ alto biondo sulla quarantina e ho dei basettoni sbiondeggianti…siedo con la mogliettina ed il suo cappello di paglia e parlo con voce calma e tenorile, sdipano burocrazie ed affari…il mio pargoletto ciondola in silenzio le gambette dal bordo della sedia…

“Teodoro…per cortesia…tutto cio’ e’ oltremodo sconveniente”

“Ascolta tuo padre piccolo mio” – soggiunge la mogliettina.

Il Silenzio segue, pasticciato solo dalla sinfonia dei fringuelli tropicali… accendo un sigaro e rifletto sull’importanza dell’educazione per il nostro paese…il tuorlo del sole imporpora le foglie di mangrovia, intorno…

“Osserva piccolo Teodoro, nella nostra cara Londra il sole sta sorgendo…”

Che sguardo di amorevole ammirazione mi da la mogliettina. Stanotte dopo il brandy le sollevero’ la sottana e mi tuffero’ fra i suoi seni bianchi, fra esalazioni di sandalo ed gli incensi satya. Il piccolo ha gia’ la dimensione geografica del potere.

Naturalmente, accanto, l’agenzia di viaggi ripropone il messaggio.

Piu’ in la’ si trova il settore tecnologico…televisori a catinelle…immagini che ben s’attagliano al plasma…Sting si sroca in Message in a bottle…Shreck l’orchetto ripropone Chretien de Troys in chiave parodico-holliwoodiana, due wrestlers si slividano per i ciccioni americani in poltrona…baffi a manubrio e tutto il resto….in un lettore dvd portatile si agitano personaggi a me noti…Apollo Creed danza come Cassius Clay attorno a Tispiezzoindue…ride e scherza…ma Rocky sta preouccupato, cosi’ la moglie…che poi comincia a prenderle di brutto che la macchina russa lo sbatacchia di falce e martello ma lui resiste e la musica s’aggrava…ora e’ una maschera di sangue…si volta a guardar la moglie per l’ultima volta…la massa muscolare del proletariano lo maciulla come il grano i mulini le distese sovietiche…e’ una polpa sanguinante…io tremo come un piccione bagnato…Rocky non vuole mollare l’asciugamano che altrimenti tradirebbe lo spirto guerrier che ancora rugge dentro il suo rivale e poi mentore contro P.E Barracus nel numero III…ma c’e’ una forza assassina che usa il palcoscenico nel colosso sudato Ivan…Brigitte Nielsen tira una boccata famelica di fumo…che il suo pupazzo e’ una macchina pubblicitaria per i sogni di Lenin…la moglie grida, a Rocky casca l’asciugamano pozzato di sangue e sputazzi pugilistici…Apollo crolla come un quadretto del domino…voglio piangere…ma tanto poi Rocky decide di vendicarlo e torna alle origini anarchico-individualiste di Thoreau nella foresta e solleva carretti e pietre e affonda i ginocchi nella neve e ci da che ci da al bamboccio tecnologico….poi arrivano all’ultimo round che tutta Mosca ha cambiato sponda e il capitalismo e lo spirito americano vincono e conquistano con la perseveranza ed il coraggio e raccolgono nuove masse nel loro abbraccio ma senza crudelta’ che se lui puo’ cambiare, se noi possiamo cambiare allora tutto il mondo puo’ cambiare. Adriana, yes we can. Due giorni fa’ la stessa spazzatura cinematografica si e’ ripetuta ad Abottabad con quel coglionazzo di Bin Laden. Pensare che ci son cresciuto con le panzane americane.

E’ tempo di mettersi a cercare ste benedette magliette alla Tom Cruise in Top Gun. Perpetuero’ il genio di mio padre pilota morto nelle segretezze del Vietnam e scopero’ il mio boss la ricciuta Mc Gillis piangero’ per il povero Goose avro’ una crisi ma risorgero’ dalle mie fobie e da solo anzi con Iceman come spalla faro’ il culo ai mig 28 russi in volo rovesciato a 3 volte la velocita’ del suono. La giacca di pelle ce l’ho gia’.

Sbucato dalle scale mi ritrovo nell’acquario del ragazzo moderno giovane sbarazzino brillante metropolitano. Diesel, Levi’s, Lacoste la mia passione rinnegata, G- Star…si passa per le righe Ralph Lauren, le tinte unite Calvin Klein, lo stile pacioccone e gioviale di Boss, la classicita’ sportiva di Paul Smith…maglie del mio genere manco a parlarne…i commessi, ora tutti finocchi…attendono, strabuzzano le pupille…devo dire che faccio un bell’effetto…dabbasso gli angeli manco mi si inculavano…gli stand sono vuoti…diafani clienti senza volto passano leggeri, frusciano in silenzio…tatto ed attenzione….si sale vertiginosamente…Prada…Zegna…Canali…ecco l’Italia…Stewart canticchia Maggie May…la commessa di Saint Lauran improvvisa uno stacchetto fra gli abiti pencolanti…le farfalle hanno scelto…leggerezza…Barbour ha estivizzato le giacche…sempre unte per carita’…metti che ti trovi sotto la dolce ira di un temporale estivo…passeggi per qualche tratturo della Cornovaglia con la tua bella…bagnati come pulcini…ti ripari sotto un castagno…rivoli di pioggia sui visi benedicono gli umori di un bacio e della campagna…. Armani…si cambia di nuovo…la scienza della Nike…una giubba da 200 banane ti protegge dal sole alla mattina e dall’umidita’ la sera…si corre per Central Park…prima o dopo l’ufficio…maratoneti…laureati…un banchetto personalizza le All- Star…cimeli degli anni ’80 rivitalizzati dalla stampa…una fila di allocchi attende per farsi tatuare le babbucce di tela…neanche l’ombra di maglie alla James Dean…o forse si…ecco…l’isola  della biancheria intima…hanno infilato spolverini sgargianti nel pacco dei manichini…che razza di perversione e’? Ormai non vedo neppure piu’ la roba…ne ho piene le palle…

“Ciao carino come ti posso aiutare?”

Deve esserci un errore. Questa checchetta nera colla barba da belzebu’ non dice a me.

“Che?! Ah…guarda gumpa’…sto cercando della maglie bianche…semplici sanguinosissime maglie bianche. Girocollo, tessuto decente, quelle nei pacchi economici…alla Marlon Brando in Fronte del Porto se capisci cosa voglio dire…”

“Marlon che?…guarda abbiamo queste della Calvin Klein…sono quelle che rimangono aderenti…sono casalinghe…ma alcuni le portano anche per uscire…molto stilish con un jeans…semplice…”

Questo qua il cinema non lo conosce ma ha capito cosa voglio.

“Senti posso provarne una?”

“Ma ceeeerrrrrrto…che misura?”

“Mha…direi una small…a proposito…quanto vengono?”

“Il pacco da due viene 24 sterline…”

A questo punto sta bene. Pensa te, proprio qua le dovevo trovare…chi l’avrebbe detto. Mo le provo e la facciamo finita.

Entro nel camerino, m’infilo il pezzo da prova…mica male…aderente…bianca…cotone spesso…bella roba…ma 24 banane pero’…vabbe’ le prendo…sto sollevando i lembi per sgusciarmi dall’acquisto che dalla tendina filtra una voce…

“Come vaaaaaaaaa?!”

Cazzo vuole questo adesso…

“Bene bene grazie, le prendo le prendo…”

“Posso vedere?”

Eccola la’. Son fottuto. Ma non lo voglio offendere…fa il suo lavoro…

“Ohhhhhhh….ma ti sta benissimo! Bella aderente…e poi hai proprio un bel fisico….ma fai mica palestra?”

Il punto e’ che non so perche’ ma mi viene da guardargli il pacco. E…o ci ha infilato la busta di maglie che voglio comprare…oppure al posto del pisello ha un pitone avviluppato in spire pronto a soffocare la preda…brutta mossa…mo capisce male…mi capita sempre che mi prendano per finocchio…non so perche’…ho un animo sensibile…

“Grazie, grazie…no…cerco di tenermi in forma…qualche esercizio…un po’ di tennis…niente di che…”

“Ti stanno proprio bene…sei molto sexy…senti…io ho praticamente finito…ti va di andare a prendere qualcosa da bere…c’e un bel wine bar dentro Selfridges…al piano di sotto….che dici?”

Bella Beatrice del cazzo m’e’ toccata. Puttana eva.

“Guarda…son di fretta…devo…ehm…devo entrare a lavoro fra poco…alle 6…”

“Oh! Ma sono solo le 5! Abbiamo tutto il tempo…una roba veloce…cosi’ io mi rilasso e tu ti carichi prima del lavoro…”

Mai stato bravo ad improvvisare le scuse.

“No guarda…e’ che sai…niente di male amico mio…solo che sai…sono fidanzato…”

Altra bella scusa del cazzo. Non ne esco.

“E allora? Che problema c’e’? E solo un drink….parliamo di questo tuo amico Varlon Brindow…”

E no! Dio del cielo! Insiste! E mi storpia pure Brando! Mi sta mandando in ciampanelle!

E poi mi s’avvicina…siamo sulla soglia del camerino…la barbetta diavolesca affluisce nel mare delle labbra carnose…sento la densita’ dell’alito…la brama liquida…il sandwich sgranocchiato all’impiedi nella pausa pomeridiana…tonno…avocado…gamberi…

“Amico mio, sai una cosa? Niente di personale…ma…”

Mi levo la maglia. Lui si carezza la punta dell’uccello con l’indice…lo vedo…sorride lussurioso….gli mostro il mio petto latino…paro Mussolini che raccoglie il grano…m’infilo la mia Lacoste…

“…a me piace la figa. La topa. La patata. La patonza. Lo sticchio. La spaccatella. Capisci?

E poi tu e tutti sti rivenditori di cianfrusaglie…poveri, umili o ricchi…m’avete scassato la minchia. Capisci? 24 sterline per ste merde qua? Mia madre al mercato me le trova per 5!

Te le puoi tenere, fratello. Ci pensi ai bambini poveri, tu? Alle guerre? La fame? Le malattie? Asia, Africa…America del Sud? Le periferie di tutto il mondo? Noooooo….tu stai bene qua, state tutti bene qua…il benessere e’ una protesi con cui avete sostituito i veri valori…la generosita’, il coraggio, l’altruismo…la pieta’…la gloria…la fantasia…la poesia…capisci? Questo e’ il medioevo! E siete  schiavi…schiavi benestanti…e gioite…vi rallegrate…come foglie leggere planate… mentre vassalli valvassori e valvassini vi prendono a calci nello scroto da mane a sera! Ma tu che ne sai…cazzo perdo tempo…dai…scansati che me ne vado…”

“ Sei un povero coglione- mi fa – e cerca di raffreddarti altrimenti chiamo la sicurezza, testa di cazzo.”

Ha pure ragione. Un  collega s’e fatto vicino. Si mette male. Afferro la borsa e sfreccio lontano…la gente mi guarda…mi faccio tutta la strada a ritroso,  fissando il pavimento.

Paro Raskolnikov in delitto e castigo sulle prospettive di St. Pietroburgo. Solo piu’ basso…come Tom Cruise…piu’ superficiale…ed infinitamente meno determinato. Scale controscale angeli controangeli ed uscita. Fuori. Libero. A mani vuote, ma libere…

.. ho comprato poi le maglie. Come le volevo io… tre per 8 sterline e 85…e sai dove?…Nell’unico negozio che non avrebbe ispirato nemmeno un rigo dei tanti con cui ti ho tediato, o intrattenuto…o divertito… mio amato  Sancio…l’Empireo…Amazon…Internet…la ragna…

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