[Citizen Journalism] Resistere è bello. Ma inutile.


Le tecnologie informatiche permettono a qualunque cittadino di fare informazione. È questo, in buona sostanza, il citizen journalism, fenomeno di massa che sta cambiando radicalmente il mondo dell’informazione.

Grazie alla rete, milioni di persone sono in grado di offrire una copertura di dimensioni impensabili per i media tradizionali. È sufficiente un cellulare connesso per raccontare una campagna elettorale, un consiglio comunale, una rivoluzione politica o un disastro naturale.

Questo in teoria. In pratica le cose sono un po’ più complesse. Perché ci sono interi settori di società che guardano con sospetto a cittadini che, non essendo inquadrati in nessuna corporazione professionale, fanno informazione.

Proteste, denunce, minacce. I modi utilizzati da coloro che temono il tramonto dei rassicuranti monopoli dell’informazione sono quelli tipici dei corporativisti. Se n’è accorta Michela Murgia che recentemente ha avuto l’idea di promuovere un corso di giornalismo fuori dalle grazie dell’Ordine dei giornalisti sardi. Bagarre locale rilanciata dai media nazionali. Alla fine, il corso si è tenuto lo stesso ma la ventina di corsisti selezionati non ha potuto pubblicare i pezzi con i quali hanno raccontato la campagna elettorale cagliaritana.

Chi segue questo blog sa anche come le sue telecamerine siano state cacciate dalla sala consiliare del Comune di Nuraminis, dove – col consenso di chi l’ha poi mandato via – filmava i consigli comunali per metterli a disposizione degli internauti. Per chiudere la porta in faccia ai semplici cittadini che volessero riprendere i consigli, il Comune ha poi approvato un regolamento che ammette alle riprese solo i giornalisti professionisti (della televisione). Il monopolio in Italia è un fatto antropologico.

Piccole o grandi che siano, queste sono resistenze che non hanno scampo. I media tradizionali fanno ormai incetta di materiali caricati dai cittadini su Youreporter, Youtube, Facebook, alimentando così il cambiamento che li sta travolgendo.

All’orizzonte spuntano nuove gerarchie di autorevolezza. La vetta delle classifiche di ascolto è terreno di caccia non solo dei media professionali, ma soprattutto di quelli nati dentro un stanza e con l’uso di un pc da 600 dollari.

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