[Ghilarza] Su fogulone aka sa Tuva


C’era la leva, come ogni anno, quel giorno il 16 Gennaio, c’era la leva, il fogulone e santantonio furbo come pochi che la metteva nel culo al diavolo da secoli, senza sosta. C’è anche la leggenda che vale come un vangelo apocrifo, l’avrò letta centinaia di volte nel mio libro della sardegna, copertina rigida e una grafica ridicola, forse lo conoscete anche voi. Santantonio era uno con due coglioni quadri, lo dico davvero, per questo i preti avevano deciso di benedire la tuva, perchè aveva i coglioni quadri e non potevano negarlo pure se tutt’ora non è totalmente accettato dalla santa sede che il santo avesse le palle.

Il piano era bere, ma non tanto, altrimenti avrei vomitato come ogni volta, avevo deciso per il sushi quella sera, non volevo perderlo per niente al mondo e siccome credo fermamente di avere il gene, il gene quello che hanno i cinesi che se bevono il gene si esprime e loro vomitano, allora avevo deciso di non bere affatto.

Quindi giravo per le vie di Ghilarza, pensando che il mio coltello migliore non fosse poi così adatto per il sushi, e c’erano tuve più o meno grandi, c’erano quelle che la gente fa da una vita sempre nello stesso punto, sempre con lo stesso albero e la gente era sempre la stessa con le felpe in pile e le braccia conserte gli uomini e una mano al collo le donne come a sostenere testa e sciarpa. Era solo più invecchiata la gente e c’erano anche quelli morti che avevano ottenuto di tornare, in libera uscita almeno per santantonio, e la posizione era la stessa, il gesto plastico di versare il vino nei bicchierini bianchi sempre uguali, gli stivali di gomma sempre gli stessi da una vita e qualcuno mi salutava, mi riconosceva.

Alcune tuve erano sparite, tipo a S’iscra, forse per una lite del vicinato o perchè la gente era invecchiata e basta. Non c’era più il fumo nero dei copertoni bruciati, per una direttiva comunale. L’odore però, quello era uguale, la chessa brucia sempre allo stesso modo, ci puoi scommettere sopra.

Anche le scritte in calce bianca erano lì, sempre uguali, una bestemmia semi-cancellata con un monoteistico IL determinativo davanti a dio,  Abbasanta merda orgogliosamente spennellato al confine tra i due paesi, la sagoma di qualcuno che aveva deciso di far sparire il proprio cadavere, presunti tradimenti tra coniugi o leggende metropolitane che non contemplavano ne coccodrilli ne fogne.

Insomma tutto secondo norma, tutto a tempo vivo e vero. Anche i testicoli di santantonio.

Non avevo mai fatto il sushi prima e decisi che non avrei di certo cominciato quella sera.

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4 thoughts on “[Ghilarza] Su fogulone aka sa Tuva

  1. Esiste la possibilità che santantonio e il diavolo facciano solo finta di farsi la guerra? Oppure non sarà magari magari che questa persistenza del conflitto dentro i nostri fuochi dipenda dal fatto che infondo il Diavolo adora la Sodomia?

  2. beniminde rivolte del Mediterraneo…la tradizione della tuva è veramente diabolica come dice Jemp, un manipolo di persone si anneriscono il volto e si impossessano di un paese per un giorno, monopolizzano le strade, sfidano le regole base della sicurezza davanti a un fuoco di diversi metri. E’ un’euforia del potere che non è potere di niente, in fondo. Ma si sa, semel in anno licet insanire.

  3. Tutto vero, le preferenze sessuali del diavolo, la follia collettiva, ma ciò non toglie che santantonio fosse più scaltro di satanasso.
    In ogni caso il mio voleva essere più un amarcord.
    Cordiali saluti pals

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