[Nuraminis-Villagreca] La povertà non si combatte col populismo


Ricchi e (super)poveri

Ricchi e poveri

In occasione di uno degli ultimi consigli comunale tenutosi a Nuraminis, sono stati discussi nove punti all’ordine del giorno. La gran parte di questi era ed è di grande interesse. Su alcuni ci riserviamo di tornare nel prossimo futuro, perché riguardano temi che stanno a cuore a questo blog dalla testa di legno.

Oggi ci vogliamo occupare del punto all’ordine del giorno relativo alle povertà estreme. È stato infatti approvato un nuovo regolamento per il  sostegno alle persone indigenti, che potranno beneficiare di un contributo di diverse decine di  migliaia di euro. Per essere ammessi al finanziamento, occorre avere alcuni requisiti minimi, primo tra tutti un reddito vicino allo zero.

Tuttavia, secondo il nuovo regolamento appena licenziato dal consiglio comunale, non basta essere poveri, ma è necessario anche apparire come tali. Non potranno godere del sussidio tutti coloro che, all’atto della domanda, saranno in possesso di oggetti ritenuti superflui, tra i quali, ad esempio, televisori al plasma, cellulari di ultima generazione ecc ecc.

Una premessa necessaria

Prima di esprimere i nostri trascurabili dubbi rispetto al provvedimento adottato, vorremo fare una premessa. Per chiarire che noi siamo assolutamente d’accordo sul fatto che le ridotte risorse pubbliche debbano essere gestite nella maniera più corretta e giusta possibile.

Nel caso di danari concessi per combattere le povertà estreme, riteniamo  sia che essi debbano andare esclusivamente a chi ne ha realmente bisogno, sia che debba essere adottato un sistema che eviti sprechi e ingiustizie. Siamo anche d’accordo sul fatto che sia corretto aumentare la percentuale dei fondi da distribuire quando i beneficiari si distinguano per attività svolte a beneficio della collettività (fatto che sarebbe più gratificante per coloro che riceveranno il sussidio).

Fatte queste doverose premesse, passiamo all’aspetto più discutibile di tutto il provvedimento. Come già detto, secondo il nuovo regolamento licenziato dall’amministrazione comunale, non potranno accedere al sussidio i possessori di oggetti ritenuti superflui come TV al plasma, pompe di calore, cellulari di ultima generazione, ecc ecc.

Se le finalità del nuovo regolamento sono condivisibili, certo non si può dire altrettanto per i metodi adottati per perseguirle. Come può infatti una giunta comunale ergersi a giudice stabilendo per regolamento chi è povero e chi non lo è sulla base di criteri discutibili come il possesso delle pompe di calore in casa o di un cellulare di ultima generazione?

Forse non esistono già altre istituzioni preposte alla valutazione del reddito, in grado di stabilire quale sia la soglia di povertà, di certificarne la condizione anche predisponendo i  relativi controlli? Certo che esistono. Sono loro e non certo un governo locale a dover svolgere questo ruolo di controllo. A meno che di non voler agire alla stregua dei peggiori regimi comunisti, entrando nelle case dei singoli cittadini per indagarne i consumi e lo stile di vita.

Più populismo per tutti.

Il problema delle povertà estreme non è solo di natura economica (ripartizione delle risorse), ma anche questione di natura sociale, che non si risolve con regolamenti populisti e demagogici come quello appena adottato dalla maggioranza che governa Nuraminis.

Noi pensiamo che non sia compito di una Giunta comunale stabilire chi è povero e chi no. Una giunta ha invece il dovere di stabilire dei criteri razionali per poter ridistribuire le risorse pubbliche. Proviamo a spiegarci meglio partendo da un concetto chiave:

Cosa sono le povertà estreme?

Sono situazioni di disagio estremo, caratterizzate dalla mancanza di condizioni minime di sussistenza, tali da pregiudicare la dignità delle persone.

Una politica sociale degna di questo nome non può limitarsi a distribuire a pioggia il danaro dei contribuenti (magari sulla base di criteri imbarazzanti come quelli adottati da Nuraminis); al contrario è necessario pianificare interventi che migliorino la condizione socio-culturale delle persone in difficoltà.

Dare cibo a chi ha fame o dargli denaro per acquistarne è parte della soluzione, ma un provvedimento che si fa carico del disagio sociale connesso al problema delle povertà estreme non può non considerare l’opportunità di dare anche strumenti di formazione ai destinatari di tali sussidi: non è importante solo avere soldi, ma anche spenderli nella maniera più efficiente possibile.

Strumenti alternativi.

Facciamo un esempio pratico per essere ancora più chiari: prendiamo i contributi per l’energia elettrica. Come evitare gli sprechi?

Questa amministrazione ha deciso che se hai le pompe di calore in casa non puoi usufruire del contributo. Noi diciamo invece che, una volta valutato che la famiglia in questione è in possesso dei requisiti di reddito, può ricevere un contributo proporzionale al numero dei componenti del proprio nucleo familiare, stabilito seguendo quelle che sono le rilevazioni statistiche sul consumo medio per persona. A tal fine sono disponibili dati statistici elaborati sia in ambito nazionale che regionale.

In sostanza: in famiglia siete 4, il consumo medio regionale per una famiglia di 4 persone è tot KW. Io, amministrazione comunale, ti finanzio fin qui… se consumi di più, provvederai tu a pagare il restante e non la collettività. Lo stesso criterio può essere utilizzato per  sostenere i bisognosi nell’acquisto di tutte le altre tipologie di beni essenziali.

In questo modo, da un lato si mettono i poveri estremi nella condizione di sopravvivere, dall’altro si offre uno strumento di educazione al consumo, che tutela la tasca del contribuente. Che si fa se uno non ha una pompa di calore, ma presenta bollette esorbitanti? Gli si paga tutta la bolletta solo perchè non possiede le pompe di calore o un cellulare di ultima generazione?

Eh?

Come si vede, la demagogia ha le gambe corte. Se inizialmente sembra fornire soluzioni efficaci e convincenti, col tempo mostra tutta la sua inadeguatezza. A lungo andare, i provvedimenti costruiti più per solleticare la pancia della gente dimostrano di essere una cura peggiore della malattia, dal momento che aggravano il problema invece che risolverlo.

Del resto, a sostenere i costi di queste clamorose sbandate non è mai chi governa, ma il povero contribuente con le sue tasse (perlomeno quelli che le pagano).

Più controlli per tutti?

Un’ultima cosa va detta. Se il Comune e la Maggioranza (bulgara) che ha votato questo regolamento fossero coerenti con la loro stessa impostazione, dovrebbero varare un regolamento nel quale sia scritto che tutte le famiglie che, in virtù del basso reddito dichiarato, beneficiano di particolari esenzioni, sussidi, borse di studio, rimborsi spese viaggi o agevolazioni di altra natura , siano tenute a non avere case con cubature elevate, auto di fascia alta, né vestiti da centinaia di euro l’uno, né cellulari di ultima generazione o orologi dai prezzi eccessivi.

Se i poveri (estremi) son tenuti a dimostrare pubblicamente la loro condizione, perché mai lo stesso obbligo non deve essere fissato per coloro che dichiarano redditi bassissimi, ma sfoggiano uno stile di vita elevato?

Non si vorrà mica sostenere che i controlli debbano essere condotti solo sui poveri e non invece, su tutti coloro che beneficiano del pubblico sostegno?

Eh?

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10 thoughts on “[Nuraminis-Villagreca] La povertà non si combatte col populismo

  1. Ciao!!Daccordo sull esempio della bolletta nel capitolo strumenti alternativi!Bisogna vedere però come devono essere distribuiti questi fondi, e se si può fare in modo di ripartirli adeguatamente alla situazione di ogni singola famiglia, sarebbe anche giusto nei confronti di chi è “più povero”..Il fatto è che, si c’è molta povertà, ma c’è chi fa della povertà, la scusa per ottenere il fondo che poi destina a tutt’altro che al sostegno della sua situazione..E così non va bene!!Altrimenti anche io da domani mi licenzio, non dichiaro più reddito, mi faccio crescere la barba e vado alla porta del comune a pregare di avere 2 soldi, che poi spenderò tranquillamente al bar, alle slot machine, in ristorante ecc..Così non va tanto bene, eppure a newraminis succede..Allora, cercate di essere onesti (cari compaesani) e se ottenete il sussidio perchè ne avete bisogno, non fate i furbi..prendete in giro anche noi!!Non siamo mica cechi!!!Ci conosciamo tutti, vi vediamo, e cade all’occhio che persone che si ritengono disperate, povere, disoccupate, se la spassino alla grande ubriachissimi e magari con il nervoso perchè hanno giocato 150€ alla slot machine, ma aimè non hanno vinto nulla!!Ridicoli..Trovate il rimedio, o per lo meno, all’ingresso del comune mettete una slot e un bar, forse i fondi li potrebbe dare anche quella…

  2. Ciao Carlo, purtroppo è disonesto anche chi dichiara redditi al di sotto della soglia di povertà ma ha delle aziende, ha il macchinone, i vestiti griffati e poi i figli risultano primi nelle graduatorie per i rimborsi spese viaggio, per le borse di studio e per altre agevolazioni.Conosciamo anche queste persone, o no? Lo scarsissimo senso civico proviene dai “poveri” ma viene anche da chi propriamente povero non è..perchè uno si mette in discussione e l’altro no? Quello che noi abbiamo voluto mettere in evidenza è che esiste una esigenza che va al di là dell’aspetto economico. Non si può discutere di un problema come questo senza tener conto del disagio socio-culturale che spesso genera l’incapacità non solo di procurarsi il necessario per la propria sopravvivenza ma anche di gestirlo in maniera adeguata. Non sto qui ad annoiarti su ciò che è risaputo in letteratura rispetto al rapporto tra backgroud socio-culturale e consumi ma per semplificare ti posso dire che dare denaro senza affiancare un adeguato percorso formativo-educativo genera inevitabilmente tutta una serie di dinamiche e comportamenti che poco conciliano con il fatto di non avere molte risorse a disposizione. Utilizzare come discriminante l’avere o no il cellulare figo o le pompe di calore non risolve il problema, anzi. Questa è solo demagogia. Gli strumenti si possono “tarare” in maniera razionale come nell’esempio della bolletta senza che un’amministrazione Comunale si improvvisi controllore e senza che questa imponga criteri discutibili come quelli di cui si sta parlando.

  3. Concordo pienamente!!Ci vorrebbe un percorso formativo al fine che ogni singolo che riceve i soldi sappia gestirli come dovuto!!Hai ragione, però non è da oggi che (almeno io) vedo questo sperpero inutile alle spalle di chi davvero ha bisogno dei soldi..Bisognava intervenire da molto tempo fa!!poi fate voi!!In quanto alla questione dei rimborsi spese viaggio ecc,quelli sono i famosi accozzi!!Come in tutti i settori,lavoro,rimborso,graduatorie ecc, purtroppo, ci sono gli accozzati!!Magari è questo il motivo per cui alcuni riescono incredibilmente ad accedere a servizi che, andando a vedere bene come sono le cose, si scorderebbero altamente…

  4. Ciao Carlo, il problema che tu poni c’è, esiste e nessuno lo nega.
    Il punto è: ti pare che varando un regolamento col quale si stabilisce che può avere il sussidio solo chi non ha un cellulare di ultima generazione o una tv al plasma il problema possa essere affrontato e risolto?

  5. Sicuramente non credo!!Bisognerebbe prima di tutto analizzare la vera situazione economica e familiare dei richiedenti..cioè non solo quante persone sono,quanti lavorano e quanti no!!Ma stilare una scheda per ogni singola persona componente il nucleo familiare,e vedere che attività veramente svolge, e come intende utilizzare il fondo che chiede!!Poi se le persone a cui viene assegnato il fondo, riescono a spenderlo in tv,cellulari,pc ecc,privandosi dei BENI PRIMARI, quelli sono cavoli loro!!Basta che poi non vadano a piangere la settimana dopo in comune a chiedere ulteriori soldi o aiuti!!!Ecco perchè da una parte sarebbe giusto vedere da quali soldi provengono tutti questi beni “di lusso”!!Il fondo è atto al sostentamento delle persone con reddito pari a zero..E allora se hai reddito zero, ma non vuoi privarti dei beni di lusso, non chiedere soldi dichiarando che ne hai bisogno per vivere!Abbiamo vissuto milioni di anni senza pc,telefono e tv, e se veramente hai un minimo di onestà, lascia il fondo a chi ne ha bisogno..La povertà e la fame non si placcano andando alla media world con i contanti della regione….

  6. Ecco intanto mettiamo un punto. Anche tu come noi convieni sul fatto che il regolamento adottato dal Comune non serve a risolvere il problema.

    In secondo luogo: abbiamo vissuto per milioni di anni anche senza democrazia, senza fogne ed energia elettrica, senza trattori e automobili.
    Prova a dire alla gente che può vivere anche senza l’automobile, perchè l’uomo l’ha fatto per milioni di anni. Cosa risponderebbero?

    Vedi, se continuiamo a ragionare su questo piano (l’utilità delle cose chi la stabilisce se non il singolo?) non se ne esce.

    Il punto è che il Comune non deve dare soldi liquidi, ma pagare dei servizi sulla base della presentazione di ricevute.
    Ad esempio, una bolletta. Però la bolletta non la dovrebbe pagare tutta: dovrebbe pagare solo la quota media calcolata per un nucleo familiare di tot elementi. Il di più è a carico del cittadino.
    Ricapitolando:

    1. Non vengono dati soldi liquidi ma solo buoni.
    2. vengono pagati direttamente dal Comune i servizi sulla base della presentazione di una bolletta
    3. Non si paga qualsiasi cifra, ma solo un consumo medio di energia (o di altri servizi essenziali: pane, latte, ecc).
    4. Tutto ciò che eccede questi consumi medi (calcolati sulla base delle statistiche regionali e nazionali) è a carico del singolo: in questo modo si evitano gli sprechi e gli abusi e si educa il bisognoso.

    Questo sarebbe un modo razionale di affrontare la questione. Senza demagogia, perché obbligherebbe i beneficiari a darsi una regolata.

    Poi Carlo, mi chiedo perchè i controlli che tu giustamente chiedi non vengano estesi a tutti coloro che godono del sussidio pubblico.
    Non è, come dici, un problema di accozzi, ma un problema di dichiarare condizioni diverse da quelle reali.

    Allora i sussidi pubblici devono andare a chi davvero ne ha bisogno oppure i controlli dobbiamo farli solo sulle categorie più povere?

  7. Assolutamente no!!Le regole valgono per tutti ovviamente!!Comunque concordo sui 4 punti!!Si potrebbe adottare questo sistema!!

  8. Siamo sicuri che chi ci amministra accetterà il nostro suggerimento e ne farà tesoro. In caso contrario, tra qualche tempo potremmo valutare gli effetti della strategia da loro adottata.

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