[Cagliari] Marina Café Noir. 15-19/09/2010


Il Nero Intorno

Il nero intorno è locuzione romanzesca, evocativa, fors’anche troppo ampia e generale per via di quell’intorno indefinito, ambiguo e non preciso, persino poco adatta a intitolare un Festival, seppure di letterature.
Eppure ci sono ragioni, motivi che spingono a credere che siano le parole giuste, per nominare questa edizione del Marina Cafè Noir. Prima tra le altre un’immagine, anzi l’immagine di quest’anno: una palla da biliardo, quella cruciale nel gioco all’americana, quella nera appunto, la numero otto. Il nero intorno intitola così l’ottava edizione di una festa delle storie – e dei saperi e dei linguaggi – nata con convinzione nel 2003 in un quartiere antico e multietnico di Cagliari, Sa Marina, e scopertasi un po’ per volontà e un po’ per magia negli anni esperienza cosmopolita ed internazionalista ( in un senso privo di connotati politici vecchi e nuovi, intesa come constatazione sociale), capace di attrarre a sé scrittori sardi e di ogni dove, artisti e cittadini vecchi e nuovi di una città di mare in affanno rispetto alle sue possibilità e al suo tempo.

L’ottava edizione del Marina Cafè Noir ha Il nero intorno perché abbiamo paura, siamo ossessionati, sentiamo fatti ed eventi rotolarci addosso con una velocità che ci spaventa, e intorno a noi vediamo troppe ombre e (false) luci per credere che lassù in regia ci sia qualcuno che ci ama davvero.

La cosa affascinante e inquietante al tempo è che tutto ciò ci indigna, intriga, incuriosisce, e che questo nero ci permette di sondare quelle zone dell’esistenza che sono l’ingrediente primo nella cucina degli scrittori: la vita stessa. Il discorso si fa complesso; la parte “nera” della vita, del resto e per fortuna, è solo una parte dell’esistente, è il nero di per se è un (non) colore declinabile in centinaia di modi, come ben sanno gli organizzatori di un Festival che la sua passione per i generi (noir in primis) ce l’ha scritta sul nome.

Non solo storie nere dunque: viene anzi da aggiungere che forse ciò che ci interessa davvero è l’intorno, ciò che resiste (o soccombe) nelle periferie (come la nostra), ciò che rende preziosi i territori e le resistenze umane, quel che rende memorabili le passioni e le vicende anche minime, e le note a margine ai capolavori e l’orrore della storia che si ripresenta in farsa e gli eroismi del quotidiano e le solitudini dei detenuti e…Insomma, assieme ai grandi ospiti e alle tante produzioni inedite, insieme al quartiere e alle nostre invenzioni, ritorneranno le ossessioni – che sono anche i punti di forza – dell’Associazione Chourmo: i temi del lavoro, del vivere urbano, delle grandi (e tragiche) migrazioni del nostro tempo, e le questioni razziali di nuovo assurdamente in auge, e le trasformazioni criminali, la “manutenzione” della memoria, le contaminazioni tra saperi e linguaggi, le culture underground; tutto questo rotolerà con noi, in una Cagliari settembrina cotta dal sole e mitigata dal maestrale, affinché ognuno possa conservare, di questa partecipazione, un’immagine (rigorosamente “in movimento”) in cui dal nero, come nelle vecchie polaroid, affiori lentamente ciò che ci sta intorno.

Programma, appuntamenti, mostre, laboratori…

www.marinacafenoir.it

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