[Nuraminis-Villagreca] Gli slogan da campagna elettorale uccidono la cultura?



I beni culturali non possono essere venduti

“Meno divieti”. È stata questa una delle parole d’ordine della campagna elettorale condotta dal gruppo politico che ha poi vinto le scorse elezioni comunali a Nuraminis.

Un “meno divieti” riferito in particolare ai vincoli del piano paesaggistico regionale, che sostanzialmente blocca ogni intervento sul centro matrice urbano. Un blocco che non è “eterno”, né definitivo, quanto funzionale a “costringere” i comuni a dotarsi di uno strumento (detto piano particolareggiato) necessario alla regolamentazione degli interventi.

L’attuale maggioranza comunale ha però condotto una campagna elettorale sostenendo che se avesse vinto, avrebbe concordato con la Regione una modifica di questo piano per il Comune. Una  promessa  che non sta né in cielo, né in terra, perché la Regione non potrebbe modificare le regole solo per compiacere la potentissima Nuraminis. Figurarsi poi quanta preoccupazione nutre oggi una maggioranza regionale in piena crisi, con un governatore indagato per corruzione e un incombente rimpasto di governo.

Al di là della regione, non vorremmo che gli annunci demagocici fatti durante la campagna elettorale in tema di centro matrice avessero convinto qualche persona o famiglia  o qualche operatore del settore edilizio ad attivare azioni di aggressione al patrimonio architettonico o archeologico del centro urbano, nella convinzione che con la nuova maggioranza sia possibile farlo.

Anche se il sindaco e la giunta sono cambiati, le norme in materia sono le stesse di prima. Il “meno divieti” annunciato in campagna elettorale non ha nessun valore e non può giustificare azioni ostili nei confronti del patrimonio culturale.

Certo però, le parole hanno un peso e andrebbero dosate bene, specie quando si trasformano in promesse allettanti (e prive di fondamento normativo). Creano aspettative nella gente, la convincono che col cambio di maggioranza si possa profittare di un clima di maggiore tolleranza o di minore attenzione rispetto a certi temi, come quello del rispetto delle leggi in tema di centro urbano e di beni culturali.

Meglio allora chiarire subito che, anche se la maggioranza è cambiata, le norme in materia di centro storico e di tutela dei beni archeologici sono rimaste le stesse. Meglio sottolineare che commette un errore chi pensa che adesso sia possibile “interpretare diversamente” le normative in tema di tutela dei beni culturali, dei beni archeologici, di quelli architettonici.

Questo blog sarà attento a ribadire che l’annuncio fatto in una campagna elettorale non ha valore di legge, né può essere in alcun modo inteso come via libera ad azioni di aggressione al patrimonio urbanistico e archeologico.

Qualora questo illusorio clima dovesse aver determinato la distruzione di beni di valore culturale o archeologico, il tema diverrà oggetto di discussione pubblica in questi spazi, chiamando in causa direttamente le istituzioni preposte al controllo e alla verifica di eventuali abusi edilizi e azioni contro il patrimonio architettonico-monumentale-archeologico.

Non è una minaccia, sia chiaro. È una promessa.

3 thoughts on “[Nuraminis-Villagreca] Gli slogan da campagna elettorale uccidono la cultura?

  1. forse qualcuno ke ha conoscenze molte alte nei palazzi regionali crede di poter ottenere le cose con un sempice schiocco di dita…guarda solo ke ci penso a quel “meno divieti” mi vien da ridere. forse sarebbe meglio ke qualcuno si preoccupasse di prestare maggiore attenzione all’ utilizzo delle macchine di servizio…xke sottolineo ke devono essere usate solo ed esclusivamente x scopi istituzionali e non x andare a fare la spesa o gli affari propri come mi è capitato di vedere. ciao

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