[Cagliari] Incontro con i protagonisti di “Un canto per Ecuba”


Dopo una lunga giornata lavorativa, per spezzare la routine quotidiana e concedermi una sosta culturale, ho partecipato alla presentazione dello spettacolo teatrale “Un canto per Ecuba”, del Cada Die Teatro, che aprirà questa sera, mercoledì 14 Luglio, la XVIII edizione del festival “La notte dei poeti” nel Teatro civico di Castello a Cagliari.
Tra il pubblico poco numeroso (ma buono), ho ascoltato con piacere il regista Giancarlo Biffi, le protagoniste Caterina Vertova (Ecuba), Rita Atzeri (Polissena), Isella Orchis (Cassandra) e l’arpista Marcella Carboni, del gruppo musicale Nat Trio, parlare di questo studio e del contributo dato dal teatro per “resistere alla barbarie”.

La storia è quella di Ecuba, regina di Troia, prigioniera dei greci in seguito alla caduta della città.
Il regista Giancarlo Biffi (autore anche del libro “Un teatro di storie”, edito dalla Cuec) vede in questa rappresentazione una duplice scommessa: da un lato la messa in scena di uno “uno studio”, ossia di un testo mai portato a teatro, e dall’altro il tentativo di mettere insieme attori e attrici provenienti da situazioni ed esperienze diverse. L’augurio è che l’opera da studio diventi una vera e propria messa in scena.

Lo spettatore, ascoltando le parole degli attori, rifletterà sul fatto che dopo 3000 anni dalla guerra di Troia i conflitti continuano a imperversare nel mondo e si domanderà “Siamo ancora qui?”. Non è cambiato niente, siamo ancora a un livello di barbarie? “Possiamo chiamarci uomini civili quando bandiremo la guerra”, dice Biffi.
Anche il ruolo della donna sembra lo stesso da secoli: Ecuba è una donna di potere e anche madre, vedrà morire i suoi figli in battaglia. Ogni canto sembra un’invocazione, che porterà il pubblico a riflettere. Nella storia, nell’umanità c’è una ciclicità senza fine. E’ un canto fatto con delle musiche che superano i tempi e i generi. Non c’è il coro classico greco, perché si vuole entrare nell’universalità, come se passato, presente e futuro coesistessero insieme.

I Nat Trio si sono uniti a questa compagnia teatrale non omogenea e hanno usato i loro brani e i loro suoni adattandoli allo spettacolo, come spiega l’arpista Marcella Carboni.
Caterina Vertova, felice della presenza del pubblico (segno che si partecipa a un mondo, quello del teatro, che cerca di vivere), parla del tema dello spettacolo, la guerra (non solo però quella fatta dalle armi, ma anche quella del nostro animo, nostra interna, vissuta in ogni attimo della nostra esistenza) e del suo personaggio, Ecuba, una donna che può definirsi “vecchia”, nel senso che ha vissuto ogni attimo della sua vita, ne è stata partecipe fino in fondo.

La trova moderna e contemporanea. E poi si lascia andare anche a qualche riflessione, spinta dalla passione per il suo mestiere, che la porta a visitare luoghi diversi e a scoprire sempre cose nuove, nuovi aspetti dei suoi personaggi, anche mentre recita (come dire che lo studio e la scoperta continua anche durante la messa in scena…).

Rita Atzeri, che impersona Polissena (figlia di Ecuba), parla dei sentimenti contrastanti che animano questa fanciulla: da un lato la costante ricerca dell’amore, dall’altro il desiderio di vendetta nel vedere la sua terra e la sua gente distrutta dall’uomo di cui si innamorerà. E ricorda anche lei il contributo dato dal teatro attraverso il lavoro degli attori e anche degli spettatori, che diventano a loro volta attori della propria vita, responsabili delle proprie azioni, dei si e dei no che decideranno di dare.

Isella Orchis, Cassandra, (altra figlia di Ecuba) si rammarica del fatto che il festival non possa ancora andare in scena al Teatro romano di Nora, per via del nuovo allestimento. Eppure trova il Teatro civico di Castello come il luogo più adatto per questa rappresentazione, in quanto “vittima” esso stesso della guerra: “fino a qualche anno fa si vedevano le mura perimetrali danneggiate dai bombardamenti, oggi è rinato” e di nuovo ospita spettacoli, tanto che sembra quasi riferita al nuovo teatro, come lei sottolinea, la frase pronunciata da Cassandra “Altre Troie sulle rovine di questa rinasceranno”.

La storia di Ecuba e dei suoi figli è lo spunto, “la necessità”, come sottolinea Biffi, che insieme alla passione per il teatro ha spinto regista e attori a confrontarsi col pubblico. “La forza di un’arte così antica non morirà mai”. L’attore cercherà sempre di adattarsi in ogni luogo, spinto dal bisogno di esprimersi e continuare a  trasmettere messaggi e valori all’uomo.

28° Festival “La Notte dei Poeti”
Teatro civico di Castello – Cagliari
14-29 Luglio 2010

 

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