[Fuoriusciti] Zambrotta, Ribery e Kakà, visti dall’Africa


Gente di casa, ma anche da voi i cugini d’oltralpe si son fatti soffiare la vittoria dal Mexico? E i vecchi campioni del mondo come son messi…hanno strappato un pareggio striminzito al Paraguay?

Mi vien da chiedere com’è il “Primo mondiale africano” lassù, in Europa. A Luanda si vive un’atmosfera strana sin dalle prime ore pomeridiane, quando ancora la gente è al lavoro o si muove verso casa dagli uffici, officine, mercati. Per noi che viviamo in una zona piuttosto centrale e costeggiamo le abitazioni del “popolo benestante” è una trasformazione della vita quotidiana a cielo aperto.

Le guardie delle ville si riuniscono davanti a uno dei cancelli lussuosi, probabilmente quello che ha un generatore di corrente e una spina per collegare su strada la tv. Tutti in divisa verde o sabbia, con tanto di cappello, concentratissimi a gruppi di 3 o 4 che spronano l’”EQUIPA” del momento a giocare meglio o fare meno/più falli verso l’avversario, dipende dalle simpatie, dalle colonizzazioni, da quanti emigrati afro giocano nella squadra euro-americana.

Anche i piccoli market hanno la tv, per scassata che sia, in alto su trave di legno, ben in evidenza anche per il cassiere più appartato. Cammini per le strade e la gente si osserva vicendevolmente.

Sopratutto i bianchi, qualcuno ti chiede di dove sei, come se per strada ci fossero più persone straniere che prima non avevi notato. Non abbiamo la tv in casa così, per nuotare in questo fermento di calcio, nazioni, gemellaggi e antipatie ci stiamo dedicando alle partite notturne di gruppo. Ci facciamo una breve passeggiata e raggiungiamo dopo due isolati, il VIKING CLUB, un localino semplice dotato di banco-bar, telo gigante, pulizia e posti a sedere per tutti.

Il Viking è famoso per esser aperto a tutti gli espatriati, gli stranieri di passaggio, i lavoratori delle ONG, delle istituzioni internazionali che operano in Angola, e per la sua noncurante capacità di mettere in relazione persone che parlano lingue diametralmente opposte ma che magari da qualche parte, hanno interessi comuni.

Stare a guardare le partite così, è un pò come stare allo stadio, giù, a Johannesburg. Dopotutto mica tanto lontano da qui. Mentre il francese stasera si strappava i pochi capelli che gli rimanevano, il messicanocolombiano saltava baldanzoso a ogni azione DOC dei suoi agguerriti conterranei.

Avant’ieri quei bontemponi dei carioca impazzavano sulle sedie scricchiolanti, mentre dei coreani ci rimaneva solo l’immagine piagnucolante sul grande schermo.

Ma anche voi sentite lo stesso interminabile, recidivo, mosconico ronzio di trombe, trombette e tromboni che accompagna melodiosamente i cronisti di tutto il mondo? Anche su in Europa succede o è un problema della TV locale che ha sottopagato il suo tecnico del suono prima di trasmettere gli incontri?

Pure bello e goliardico tutto questo contendersi il trofeo, le bevute in compagnia dei russi e dei belgi, ma io…ooooh, torno a casa con un mal di testa così!
Bom che dire dei nostri?
Non ci sono più quelli di una volta NEEE? Va bene che ce la siamo tirata per gli scorsi 4 anni, ma io ho pure una reputazione da difendere quando cammino per le strade da donna italica in terra straniera, fiera rappresentante delle prodezze degli italici giunonici, apollonici e quant’altro, cerchiamo di non arrivare ai rigori, intesi??

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