[Nuraminis-Villagreca e S.Sperate] Estremisti edili all’arrembaggio.


“Estremista edile
piangi e poi gli fai le fusa
mentre ho perso la mia musa
cambio rotta cambio stile
scopro l’anno bisestile
è volgare il mio annaspare, sai
divertente e criminale
la tua scala di sapone
questo è l’1.9.9.6.”

di Afterhours, 1.9.9.6. in “Hai Paura del Buio?”




Gli estremisti edili ci sono ancora, più forti  e convinti che mai. Non sarà mica un caso che un ministro si è dimesso per questioni legate ad una casa. Il mattone e l’edilizia: ci si innestano intere campagne elettorali su questi punti programmatici.

Mesi fa, questo blog ha ospitato un post ironicamente battagliero dedicato al centro storico di San Sperate. Si trattava in realtà di un piccolo sostegno ai nostri amici di Officine Vida, impegnati a difendere il centro storico da chi avrebbe voluto modificarne l’assetto viario, allargando alcune strade così da permettere alle autovetture di passarci meglio (!!??!!).

La questione degli allargamenti a San Sperate è ancora in ballo e rischia di essere approvata. Questo sarebbe un precedente gravissimo anche per altri centri storici e altre amministrazioni.

Rischi diversi, ma simili, si celano anche sul versante nuraminese e sono venuti a galla in occasione della campagna elettorale che vi si sta svolgendo. Così, ad esempio, abbiamo sentito affermazioni del tipo:”va bene valorizzare le singole case aventi un valore storico, ma per il resto possiamo anche buttarle giù visto che sono inutili immobili fatiscenti“.

Certe sparate senza senso sono possibili quando non è chiaro che “tecnicamente” non è la singola casa ad essere meritevole di tutela, ma il centro storico nel suo complesso. E forse non è nemmeno chiaro che non è un sindaco o una maggioranza a dover decidere cosa merita tutela e cosa no, ma un procedimento stabilito per legge.

E chi dice il contrario, magari sostenendo che certi vincoli potrebbero essere modificati “solo” per Nuraminis e grazie all’intervento del politico di turno, sta facendo solo fumo e dicendo cose non vere.

Ragazzi e ragazze, non facciamoci prendere per il naso. È meglio sapere che Nuraminis è uno dei pochi comuni a non avere concluso l’iter per la verifica dei piani particolareggiati dei centri storici (consulta qui l’elenco completo di chi l’ha già fatto).

Siamo, infatti, anche qui in forte ritardo, cioè non ci siamo ancora dotati di quello strumento che permette di censire con rigore scientifico i beni immobili di valore storico, sulla base di criteri stabiliti per legge e che sono contenuti anche nel protocollo d’intesa che la RAS ha sottoscritto con il Ministero dei Beni Culturali (essendo quest’ultimo deputato alla verifica di ogni singolo piano comunale).

Una volta mappata l’anima storica della comunità, su questa – dice l’accordo – si potrà intervenire solo in base a criteri stabiliti per legge, secondo un impianto normativo coerente e funzionale sia alla valorizzazione dell’identità insediativa delle comunità, sia al varo di politiche di finanziamento pubblico di cui i privati possano beneficiare per lo sblocco e il recupero degli immobili oggi totalmente vincolati.

Il fatto che queste stesse case non versino in ottime condizioni o che presentino delle coperture in eternit non cancella la loro storicità (qualora essa vi sia), né giustifica l’estremismo edile di chi vorrebbe buttarle giù. Semplicemente, rende più urgente un intervento di recupero, bonifica e sistemazione, sulla base di un quadro normativo pensato per dare corso a questo tipo di operazioni.

La realtà è molto più complessa di come ce la raccontano quelli che amano usare certi slogan alla Dixan. La situazione presente – quella cioè di un PPR molto restrittivo – è stata sostanzialmente determinata dalla volontà politica della Regione di costringere i comuni a dotarsi del piano particolareggiato, il quale costituisce l’unico strumento capace di allentare la rigidità del PPR e di permettere il riavvio di processi economici legati all’edilizia anche nel centro storico.

Deve essere chiaro infatti che gli strumenti per rilanciare il centro storico e farne un motore propulsore dell’economia di una comunità ci sono tutti, e innumerevoli lavori scientifici e giornalistici dimostrano come il riuso e il recupero producano un PIL perfino superiore a quello dato dalle operazioni di demolizione degli immobili e loro rifacimento.

La materia è complessa e merita un approfondimento sul quale questo blog sarà impegnato. Ma ridurre tutto a uno slogan ci sembra persino offensivo per l’intelligenza delle persone.

A San Sperate, su questo versante, si è aperta una battaglia culturale molto accesa tra una parte dell’Amministrazione Comunale e il mondo dell’associazionismo (NoArte in particolare).

Il progetto Colore Identità – di cui si dà conto nel video che segue –  è frutto di un lungo susseguirsi di spunti creativi delle varie associazioni che solo per passione creano cultura a San Sperate.

Questi progetti sono stati sposati da una parte (minoritaria?) dell’Amministrazione, la stessa che vorrebbe promuovere l’allargamento di certe vie del centro storico: ciò dimostra che l’estremismo edile sia sempre dietro l’angolo, anche in comunità “colorate”, “sensibili” e in espansione come San Sperate.

Qualche commento sulla questione di San Sperate

In generale come NoArte, che ha curato la realizzazione dei laboratori di progettazione partecipata, noi vorremmo assolutamente evitare che la giusta critica per il comune di Nuraminis, attraverso il contrasto con San Sperate, diventasse una lode sperticata nei confronti dell’amministrazione del nostro paese. Ti ricordo, e forse per correttezza sarebbe bene aggiungere l’informazione nel post, che anche San Sperate non ha il piano particolareggiato. Sono molte le case del centro storico che si presentano come fatiscenti perchè i proprietari non hanno modo di intervenire a causa di questo vuoto lasciato dall’amministrazione. Il risultato sarà che chi ha bisogno di una casa per andare a viverci sarà costretto a vendere in centro storico per comprare da un’altra parte, magari un appartamento anonimo nella periferia del paese.

Non si può fare a meno di pensare che questo lascerà importanti fette del centro storico alla mercè degli speculatori, forti di capitali che i privati non hanno, che interverranno con la solita logica della massimizzazione del profitto attraverso lo sfruttamento di ogni centimetro quadrato.

Come dici giustamente tu, il problema è proprio di atteggiamento generale nei confronti dei centri storici, e devo ancora trovare un’amministrazione che possa essere considerata una eccezione in questo senso. La questione degli allargamenti è ancora in ballo e rischia di essere approvata. Questo sarebbe un precedente gravissimo anche per altri centri storici e altre amministrazioni.

Sarebbe anche il caso di sottolineare che il progetto Colore Identità, al quale si fa riferimento, è frutto di un lungo susseguirsi di spunti creativi delle varie associazioni che solo per passione creano cultura a San Sperate, e non certo dell’amministrazione. L’unico merito di questa, o meglio di una piccola parte di questa, è stato quello di sposare l’iniziativa, o almeno di non ostacolarla. Niente più. Sul fatto che poi le parole del sindaco dimostrino che “ha capito” avrei qualche dubbio, ma almeno lo ha detto; e in futuro potrà essere inchiodato al valore delle proprie parole.

2 thoughts on “[Nuraminis-Villagreca e S.Sperate] Estremisti edili all’arrembaggio.

  1. Casualmente si parla di edilizia dopo i miei interventi di ieri…

    Forse il candidato sindaco che dice ”va bene valorizzare le singole case aventi un valore storico, ma per il resto possiamo anche buttarle giù visto che sono inutili immobili fatiscenti“ sarei io?

    Ragazzi va bene i buoni propositi, va bene portare alla conoscenza di tutti certi problemi, però non limitatevi a citare le singole frasi perchè cosi correte il rischio di perdere l’imparzialità che fino ad ora avete avuto.

    Anche io, come avete fatto voi adesso, ho parlato del Piano Particolareggiato come strumento essenziale per definire gli interventi realizzabili nei singoli edifici. Per immobile fatiscente intendo, a scanso di equivoci, quello che dal protocollo di intesa MIBAC-RAS viene definito “rudere”. Lo stesso protocollo d’intesa prevede per l’immobile in stato di rudere la possibilità della sua demolizione totale e la ricostruzione secondo lo schema tipologico evidentemente previsto dal Piano Particolareggiato per quell’immobile.

    Non definite “sparate senza senso” quello che fa comodo definire tale.
    L’analisi è “tecnicamente” estesa a tutto il Centro Matrice ma il risultato è l’intervento puntuale sul singolo fabbricato.

    Credo di non sbagliarmi nell’affermare che il mio discorso non ha stravolto quella che è la realta dei fatti e non credo di aver affermato che un Sindaco, o una maggioranza, possa agire o programmare al di sopra del dettato normativo.

    Non sono un urbanista e chiedo scusa se in quelche espressione non sono stato preciso.

    Buon lavoro
    Paolo Cocco

  2. Paolo le cose sono due (o tre). O non leggete bene, o non guardate i video che stiamo pubblicando, oppure avete tutti code di paglia grandi come un centro storico.

    Il nostro post si riferisce a chi ha detto di poter cambiare le “regole del gioco” in tema di centro storico/matrice, senza spiegare a chi ascolta e vede che esiste un quadro normativo entro il quale occorre muoversi.

    È rivolto a chi pensa alla distruzione come a soluzione del “blocco” del centro storico, a chi ancora non vede il centro storico come un “corpo” e si limita a considerare il singolo edificio come meritevole di tutela.
    È rivolto a chi ha detto che cambierà tutto grazie all’intervento di alcuni consiglieri regionali e non attraverso l’utilizzo degli strumenti previsti dalla legge.

    Il tuo intervento in materia, che pubblicheremo a momenti, è diverso e in diversi punti sembra coincidere con le posizioni che esprimiamo anche noi. Te ne diamo atto.

    Però, non capiamo perché tu ti sia riconosciuto in questo post.
    Su altri spazi abbiamo aperto una discussione con altri ragazzi che difendono la posizione espressa dalla lista guidata da Anni e che noi abbiamo contestato con questo post. Post che a loro volta essi hanno criticato, argomentando.

    Ti abbiamo tirato in causa sulle cave (non avete detto quasi nulla in merito), ma su quello nessuna risposta.
    E rispondi su questo?
    bo.

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