[Nuraminis] Novantagradi pub. Punto e a capo!


Prima di raccontare quali nuove vicende animano la questione del pub Novantagradi, devo doverosamente correggere il tiro rispetto all’articolo precedente.

Preciso infatti che, nonostante la questione “infinita” che vede coinvolti i giovani gestori del locale abbia avuto inizio proprio a causa di una contesa tra gli anziani e i giovani, la protesta  della quale abbiamo dato conto in un nostro post, era mirata esclusivamente a denunciare le iniquità perpetuate dalle ordinanze comunali.

Ad aprire il secondo capitolo di questa vicenda è proprio l’ordinanza sindacale del 14 marzo 2010, che prolunga l’orario di somministrazione di alcolici fino alle ore 3:00 e la musica fino alle ore 01:30.

Quella di cui parliamo è una semplice proroga valida per i giorni 16 e 17 aprile. Dal 18 aprile quindi, l’ordinanza in vigore è quella che aveva portato i gestori a chiudere il locale per due giorni e fatto scendere in piazza i soci del circolo ACSI.

Tale ordinanza, oltre ai limiti sull’orario, prevede un insieme di disposizioni che investono i gestori del locale di una serie di responsabilità delle quali, a nostro parere, non sono tenuti a farsi carico.

Ci riferiamo ovviamente all’obbligo di prevenzione degli effetti dell’abuso di alcol e di promozione di iniziative di sensibilizzazione e informazione in questo senso e all’obbligo di farsi carico di ogni responsabilità derivante dal comportamento dei frequentatori anche all’esterno del locale.

E’ difficile accettare l’idea che il Comune imponga ai privati l’obbligo di fare sensibilizzazione, prevenzione e lotta alle dipendenze (con sanzioni in caso di mancato adempimento) in un contesto nel quale la latitanza della politica e degli amministratori su questo versante è evidente.

Ed è  un peccato che il circolo e i suoi avventori vengano considerati un problema da arginare piuttosto che una risorsa e un’opportunità per aprire un dibattito con le parti in causa, iniziando un’azione di inclusione della popolazione nelle decisioni pubbliche.

Si eviterebbero forse reazioni istintive ma esasperate da parte di chi dovrebbe avere come unica preoccupazione, non quella di dare soluzione a problemi sociali, ma di lavorare e offrire un ambiente accogliente contribuendo a dare del nostro paese un’immagine migliore.

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7 thoughts on “[Nuraminis] Novantagradi pub. Punto e a capo!

  1. Legge 160/2007, all´art. 6:

    Nuove norme volte a promuovere la consapevolezza dei rischi di incidente stradale in caso di guida in stato di ebbrezza.

    1. All’art. 230, comma 1 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo le parole: “e delle regole di comportamento degli utenti” sono aggiunte, in fine, le seguenti:”, con particolare riferimento all’informazione sui rischi conseguenti all’assunzione di sostanze psicotrope, stupefacenti e di bevande alcoliche”.

    2. Tutti i titolari e i gestori di locali ove si svolgono, con qualsiasi modalita’ e in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento, congiuntamente all’attivita’ di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, devono interrompere la somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2 della notte ed assicurarsi che all’uscita del locale sia possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti, una rilevazione del tasso alcolemico; inoltre devono esporre all’entrata, all’interno e all’uscita dei locali apposite tabelle che riproducano:
    a) la descrizione dei sintomi correlati ai diversi livelli di concentrazione alcolemica nell’aria alveolare espirata;
    b) le quantita’, espresse in centimetri cubici, delle bevande alcoliche piu’ comuni che determinano il superamento del tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza, pari a 0,5 grammi per litro, da determinare anche sulla base del peso corporeo.

    3. L’inosservanza delle disposizioni di cui al comma 2 comporta la sanzione di chiusura del locale da sette fino a trenta giorni, secondo la valutazione dell’autorita’ competente.

    4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro della salute, con proprio decreto, stabilisce i contenuti delle tabelle di cui al comma 2.

    …infilata in mezzo a disposizioni del codice della strada….
    Infatti il comma è inserito dentro:
    Legge 2 ottobre 2007, n. 160
    “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, recante disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione ”
    Quale Legge dello Stato va rispettata ed esistono direttive molto precise affinchè la normativa venga fatta rispettare. Che poi la legge non sia giusta, non piaccia e venga ritenuta iniqua è un altro paio di maniche.
    Giorgio Ghiglieri

  2. Ebbene, ringraziamo Giorgio per averci illuminato in quanto a legislazione stradale.
    Lo scopo dell’articolo non era contraddire il suddetto codice ne tanto meno dichiarare una presunta illegittimità delle disposizioni comunali, la sostanza era tutt’altra.

    Sai benissimo che il rispetto della legalità è sempre stato uno dei motivi per i quali abbiamo scritto e continueremo a scrivere; una delle costanti della nostra “battaglia” è proprio l’adempimento delle disposizioni e dei doveri che per legge le amministrazioni, gli enti privati e le comunità dovrebbero ottemperare.

    Si potrebbe aprire un lungo dibattito con contributi molteplici sulla legalità; testi unici/codici civili e penali/obblighi e diritti alla mano ci si potrebbe confrontare mettendo a nudo la nostra comunità e passando al vaglio della giurisdizione ogni singolo fatto sociale. Sono certo che a uscirne salvi sarebbero in pochi, in primis l’amministrazione comunale.
    Proprio per questo, Il taglio che ho voluto dare all’articolo era diverso, meno giustizialista in senso stretto più idealista in senso lato; la domanda di fondo era sempre la stessa ricorrente/noiosa/stupidamente adolescenziale: “L’amministrazione, che applica alla LETTERA le disposizioni del codice della strada nei confronti di un gruppo di giovani gestori di un locale, com’è che dal canto suo può dirsi lungimirante e certa nell’adempiere tutti gli obblighi che nei confronti della popolazione dovrebbe osservare?

    Saprai benissimo che basta andare a leggersi il TESTO UNICO ENTI LOCALI per rendersi conto di quante inadempienze, carenze e iniquità il comune compie nei confronti dei cittadini.Mi riferisco per esempio alle norme sulla partecipazione popolare, nelle quali si dispone che i comuni “VALORIZZANO le libere forme associative e PROMUOVONO organismi di Partecipazione popolare all’amministrazione locale”, oppure a quelle norme sui Diritto di accesso e di informazione nelle quali ancora “Al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all’attività dell’amministrazione, gli enti locali ASSICURANO l’accesso alle strutture ed ai servizi agli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni” e ci sarebbero ancora le norme sul Difensore civico, i sistemi informativi e statistici, ma preferisco fermarmi così.

    La domanda, ancora una volta è sempre la stessa: siamo certi che l’amministrazione comunale rispetti alla LETTERA tali disposizioni di legge?

  3. Caro misterwilde, tu hai scritto un post, io ti ho risposto con dei dati e tu hai controbattuto con…?
    Niente di definito, solo parole. Puoi dimostrare che l’amministrazione non rispetta alla lettera le regole?
    Se si cita dati verificabili, diversamente lascia perdere.
    E magari firma col tuo nome.
    Giorgio Ghiglieri

  4. Cercherò di ridurre al minimo le parole.
    Punto primo: il tuo è un copia e incolla del codice della strada, verificata l’applicazione di tali disposizioni statali da parte del comune, quale contributo hai apportato alla questione sollevata dal post?
    Punto secondo: Questa è la fonte degli articoli che ho volutamente evitato di copiare e incollare http://www.altalex.com/index.php?idnot=1091.
    Punto terzo, ti rigiro la domanda: Puoi dimostrare che il pub 90gradi non rispetta alla lettera le regole? E proseguo: se si, cita dati verificabili, diversamente parliamone.
    Infine, nella sezione autori trovi tutte le informazioni necessarie riguardanti la mia identità.
    Mister Wilde

  5. Parto dalla fine: non capisco perchè devo andare a vedere l’elenco degli autori per sapere chi sei, le regole di firma dovrebbero valere per tutti o anche in SuBarralliccu ci sono regole adpersonam?
    Comunque non è per questo che scrivo, è per quanto letto adesso (ore 00,15 del 07/05/2010 n.d.r.) che ti riporto col cpoia & incolla che (a quanto pare) non ti piace molto:
    (da Repubblica):”ALCOL: obbligatorio per locali ed esercizi pubblici possedere gli etilometri. Inoltre, scatta dalle 3 di notte il divieto di vendere le bevande alcoliche nei locali notturni. Negli Autogrill sulle autostrade divieto dalle 22 alle 6 (multe da 2.500 a 7.000 euro) e dalle 2 alle 7 per la somministrazione di bevande alcoliche (multe da 3.500 a 10.500 euro). Ancora, gli autotrasportatori e chi ha preso la patente entro tre anni non potrà bere alcolici prima di mettersi alla guida (multe da 155 a 624 euro).”
    La mia riflessione è una: perchè un gestore (Pub 90 gradi o altri) devono essere coinvolti in questa cosa che definirei una pagliacciata da scaricabarile?
    Chi gestisce un locale fa il suo mestiere e dentro questa attività ci sta anche versare grappini, whisky e quant’altro (se no farebbe, che so, il giardiniere…). Orbene se un tizio o dei tizi decidono di esagerare sulle quantità mi sembra sia un problema loro e non di chi sta dietro il banco. Poi, il far cessare obbligatoriamente da una certa ora la mescita di alcolici mi sembra quantomeno una (scusa il termne) stronzata galattica. Se uno ha deciso di ubriacarsi saranno anche fatti suoi nel senso che il barman non ha nessun titolo per impedirlo; lui fa il suo lavoro e basta. Poi è una questione di sensibilità personale (non dimentichiamo che, comunque, in un locale pubblico il gestore non può rifiutarsi di dare seguito alla richiesta del cliente) e non di una crociata che deve sostenere un gestore.
    Mettiamola così: il controllo “on the road” dovuto dalle autorità preposte (Polizia & Carabinieri) ha un costo che ricade sullo Stato quindi perchè spendere quando si può rifilare l’incombenza (ed i costi) ad altri? Ecco che il nostro caro Stato rifila colpe & oneri ai gestori dei locali facendoli, in pratica, passare come i veri artefici delle ubriacature di quei coglioni che, pieni di alcool diventano i pericoli pubblici sulle strade. Quindi giù ad obblighi insensati da parte di chi cerca di sbarcare il lunario con un locale che supporta musica o divertimento in genere.
    La cosa che in pochi sanno è che obbligano le amministrazioni locali ad applicare questi (secondo me) discutibili regolamenti ottenendo un doppio risultato: da un lato le rotture di palle e spese sono tutte a carico delle amministrazioni locali e gestori di locali e dall’altro lato, la figura degli aguzzini la fanno quei fessi di sindaci che si trovano a dover far rispettare leggi & leggine fatte solo per scaricare costi e responsabilità su persone e strutture che, alla fine, non possono difendersi.
    Questi sono (purtroppo) i fatti al di la dei vari copia & incolla di leggi discutibili.
    Un’ultima cosa. Non so se ricordi il mitico Jazzino di Cagliari. Beh, per quattro anni c’è stata una persona che, spulciando leggi & leggine, contestando verbali e passando tutte le notti con fonometri e leggi alla mano, ha evitato che venisse chiuso dalle autorità (tranne una volta per due giorni).
    Quella persona ero io.
    Per farti capire quanto mi fanno piacere leggi & regolamenti assurdi e quanto possa essere distante anni luce dal sistema. Però ci sono delle situazioni in cui tutti sono obbligati a rispettare le leggi per quanto possano essere assurde ed inique. Il problema è che non ci si sofferma a capire chi si deve realmente mandare a quel paese.
    Spero di averti fatto capire meglio il mio punto di vista.
    Quando mi incontrerai spero almeno un caffè me lo offra.
    Ciao
    Giorgio Ghiglieri

  6. Mi scuso per i refusi di battuta ma, causa l’alta risoluzione dello schermo ed il mio visus sempre peggiore, mi sono sfuggiti. Chiedo venia.
    Giorgio Ghiglieri

  7. In realtà la soluzione sarebbe quella di ripristinare i vecchi posti di blocco della Stradale che nei tempi andati erano un valido dissuasore. Però questo implicherebbe che lo Stato spendesse soldi per pagare gli straordinari agli agenti, la benzina alle auto, aumentasse gli effettivi eccetera. In poche parole spendesse dei soldi che verrebbero meno alla torta che quotidianamente si dividono i politici di “alto bordo” quindi perchè spendere? Meglio scaricare colpe e costi sugli altri così di soldi da rubare dalle nostre tasche ce ne sono sempre e la colpa è sempre degli altri. Un po’ come il concetto di privatizzare i guadagni e socializzare le perdite. Soltanto che si parla di soldi nostri.

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