[Nuraminis-Villagreca] La cava divora anche te. Parte 2


Il nuovo mare di Nuraminis-Villagreca

Dopo aver raccolto oltre 1400 firme, la mobilitazione/petizione organizzata da questo blog per chiedere la bonifica dell’ex miniera d’oro di Furtei prosegue, ma allo stesso tempo vanno avanti anche le altre nostre iniziative su altri fronti.

Abbiamo già discusso in precedenti post della cava di Monti Cruccuri, facilmente visibile da chiunque transiti sulla strada statale sarda 131 dal km 28 al 31 (nel tratto tra Nuraminis e Villagreca). Si tratta dell’ennesima cava che, dopo avere prodotto la distruzione di una collina in passato famosa per i voli in deltaplano,  oggi giace abbandonata.

Noi, con l’aiuto di alcuni cittadini del luogo, abbiamo realizzato un video che documenta sia la distruzione che è stata condotta nel sito, sia il suo stato di abbandono.

Pubblichiamo il video perché vogliamo che i candidati per le prossime elezioni comunali si pronuncino in tema, dicano cosa vogliono fare in relazione alla questione delle cave a Nuraminis-Villagreca, se e come intendono muoversi per promuovere il ripristino dei luoghi e se e come intendano valorizzare il patriomonio paesaggistico e archeologico dei due paesi.

E vorremmo anche sapere perché, fino ad oggi, da nessuna parte – né maggioranza, né opposizione – nessun ha combattutto per chiedere ciò che la legge dispone: il ripristino dei luoghi.

La DELIBERAZIONE N. 18 / 31 DEL 26.3.2008 ordina infatti che: “gli interventi di recupero morfologico e ambientale delle aree e dei fronti di scavo dismessi dovranno essere immediatamente intrapresi e dovranno essere condotti contestualmente alle attività di coltivazione, garantendo l’immediato risanamento delle aree degradate da pregressi lavori di estrazione”.

6 thoughts on “[Nuraminis-Villagreca] La cava divora anche te. Parte 2

  1. Caro Jemp, giusto per rinfrescare le idee su chi ha fatto cosa riguardo alla cava di Monte Crucuris, rimando a questi articoli (forse un po’ polverosi) in cui c’è tutta tutta la storia, fatti alla mano, della cava.

    Nuraminis: le strane storie delle cave (di Giorgio Ghiglieri)
    http://www.isardi.net/pagine/articoli_dettaglio.asp?ID=751
    http://www.isardi.net/pagine/articoli_dettaglio.asp?ID=752
    http://www.isardi.net/pagine/articoli_dettaglio.asp?ID=762
    http://www.isardi.net/pagine/articoli_dettaglio.asp?ID=771
    http://www.isardi.net/pagine/articoli_dettaglio.asp?ID=797

    La conclusione delle storia la sintetizzo qui sotto:
    Il 10 ottobre 2008 il TAR dà ragione alla Ditta Locci e torto alla Regione Sardegna la quale, invece di ricorrere al consiglio di Stato, lascia perdere tutto e la ditta Locci continua a scavare sino a quando non decide che (si presume) ha scavato abbastanza.
    Smobilita e, grazie all’inerzia della RAS, lascia un disastro ambientale alle spalle visibile da tutti.

    Non è mai uscito il sesto articolo dell’inchiesta causa il fragoroso silenzio da parte della comunità di Nuraminis sull’argomento. Era la fine del 2008 ma, ad oggi a disinteresse, non mi sembra sia cambiato nulla.
    Giorgio Ghiglieri

  2. Non solo non è cambiato nulla, ma ci sono persone che dicono che questo blog sosterrebbe un ambientalismo ideologico.

    Nulla di più lontano dalla realtà, dal momento che ci siamo limitati a sottolineare come lo scempio sia stato determinato dal mancato rispetto delle normative in tema di cave: non siamo contrari alle cave a prescindere, ma chiediamo che vengano rispettate le norme che ne regolamentano le attivitità.

  3. Premetto che tutto voglio fare, meno che attaccare personalmente gli editori del blog, il mio ragionamento era di merito…
    Quando parlo di ambientalismo infantile mi riferisco a quel approccio alla politica del territorio e all’utilizzo del suoli che reputa tutto il territorio intoccabile, fregandosene delle relazioni che i territori hanno con le comunita’… Caso emblematico di questo modo di concepire l’ambiente we il concetto di valorizzazzione e’ il ben famoso caso di Tuvixeddu, che certa intellighezia verde preferisce come discarica a cielo aperto piuttosto che violarlo con il cancro cemento…
    Il discorso della cava appare ancora piu evidente, si parla di scempio e di “hanno deciso che hanno scavato abbastanza” senza tenere in considerazione dei lavori che presto coinvolgeranno Nuraminis sul nuovo tracciato della 131…pare evidente che in quella circostanza la cava riprendera il suo natuarale ciclo produttivo…
    Si fa troppo presto a dire scempio….

  4. la materia dello studio dell’ ambiente e del territorio e materia molto complessa…non puo essere affrontata con superficialita’ e qualunquismo…
    P.S.
    Non parlo da profano, questo tema e’ stato oggetto di miei studi universitari prima e della mia professione dopo…

  5. @ Gemarcer – Permettimi di chiederti ulteriori chiarimenti sui concetti che hai espresso. Non mi è chiaro, ad esempio, quale concetto vuoi esprimere parlando della relazione tra i territori e la comunità. Perdonami ma, dopo aver frequentato un certo numero di convegni, archivio queste frasi sotto la dicitura “aria fritta” in quanto sono affermazioni che non vogliono dire nulla se non supportate da qualcos’altro di più descrittivo. Non so se hai letto gli articoli che ho linkato (nel caso fallo, così mi eviti di scrivere un mezzo romanzo e ti chiarisci alcuni concetti). In caso affermativo ti deve essere sfuggita una cosetta importante sulla cava di M.C.: ci si estrae argilla che serve a tutt’altra cosa rispetto al fondo stradale della prossima 131 ventura. Lo scopo estrattivo era quello di rifornire i siti di Macchiareddu con sostanze atte a sigillare le vasche che ospitavano i famosi residui tossici accumulati negli anni della petrolchimica. Detto per inciso, è grazie a questa scappatoia che i legali della ditta Locci (i cavatori della cava) sono riusciti a vincere il ricordo al TAR; difatti hanno fatto passare gli scavi come un servizio di pubblica utilità.
    Facciamo comunque finta, per un attimo, che la demolizione di MC non sia un problema ma, anzi, è un bene che funzionino le cave. Bene, ma una volta finiti gli scavi non è che i cavatori salutano tutti e spariscono lasciando le cose come sono; le cose vanno, o meglio, dovrebbero andare diversamente. Ovvero, per contratto, sono tenuti a ripristinare lo stato dei luoghi. So bene che è una fesseria bella e buona, al massimo si può ripiantumare su quanto è rimasto ed effettuare opere di consolidamento; il ripristino dello stato dei luoghi è una favola politico-burocratica. Però quando si tratta di ripristini (ossia di cacciare soldi di tasca) i cavatori diventano immediatamente sordi (e spesso anche nullatenenti) e tendono a scomparire.
    Esiste poi anche un altro concetto, non secondario, chiamato “senso estetico” o, se preferisci, bellezza del paesaggio. Ma forse questo è in contrasto con la relazione che i territori hanno con le comunità…
    Per quanto riguarda Tuvixeddu capisco subito che ne stai parlando senza una cognizione di causa. Vai qui (http://seudeu.blogspot.com/) e leggiti tutti gli articoli su Tuvixeddu prima, poi possiamo riprendere il discorso quando vuoi, a patto che, come me, ti firmi con nome e cognome.
    Cordialmente
    Giorgio Ghiglieri
    P.S. – Non scrivo così per scrivere, sono anche un giornalista e mi documento prima di usare la penna….

  6. Ricordavo di avere da qualche parte l’epilogo della vicenda della cava di MC, infatti ecco la sentenza integrale che scrive la parola fine a qualsiasi tentativo di contrastare la cava da parte di chiunque utilizzando i mezzi legali.
    Giorgio Ghiglieri

    Pubblico integralmente la sentenza del TAR Sardegna con cui è stata autorizzata la ripresa dei lavori nella cava di Bia Segariu da parte della Ditta Locci.

    REPUBBLICA ITALIANA
    TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SARDEGNA
    SEZIONE SECONDA
    Registro Ordinanze: 380/2008
    Registro Generale: 731/2008
    nelle persone dei Signori:
    FRANCESCO SCANO Presidente
    MARCO LENSI Cons. , relatore
    TITO ARU Cons.
    ha pronunciato la seguente
    ORDINANZA
    nella Camera di Consiglio del 08 Ottobre 2008
    VISTO il ricorso 731/2008 proposto da FRATELLI LOCCI ESTRAZIONI MINERARIE SRL, rappresentata e difesa dalgli avvocati ANDREA PUBUSA E RICCARDO CABONI, con domicilio eletto in CAGLIARI, VIA TUVERI N.84 presso lo studio dell’avvocato ANDREA PUBUSA;
    contro
    REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA rappresentata e difesa dagli avvocati
    TIZIANA LEDDA e SONIA SAU, con domicilio eletto in CAGLIARI, VIALE TRENTO N.69, presso UFFICIO LEGALE REGIONE SARDA ;
    per l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione,
    del provvedimento del 12/8/2008, prot. n. 12461/Class X.6.4.3 della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato dell’Industria, a firma del Direttore ad interim del Servizio attività estrattive, recante Comunicazione di avvio del procedimento per l’autoannullamento degli atti adottati con note prot. n. 1590 del 12/2/2008, prot. 1977 del 21/2/2008 e prot. 2593 del 25/2/2008, concernenti la riapertura dell’iter autorizzativo e il trasferimento della titolarità della cava dalla ditta Foddi alla Ditta F.lli Locci in regime di prosecuzione dell’attività di cava in località “Bia Segariu” in agro di Nuraminis, nonché la sospensione cautelare dell’attività estrattiva;
    di ogni altro atto presupposto, inerente e conseguente.
    VISTO il ricorso, con i relativi allegati, e la contestuale domanda cautelare;
    VISTO l’atto di costituzione in giudizio di: REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA;
    VISTI gli atti tutti della causa;
    NOMINATO relatore per la Camera di Consiglio il Cons. MARCO LENSI, uditi altresì gli avvocati delle parti, come da separato verbale;
    VISTO l’art. 21, commi ottavo ed undicesimo, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come modificata dall’art. 3, comma primo, della legge 21 luglio 2000, n. 205;
    VALUTATA positivamente la probabilità dell’esito favorevole del ricorso, in relazione alle censure avanzate col ricorso medesimo;
    CONSIDERATO, in particolare, che non risulta debitamente considerata la circostanza che il materiale argilloso in questione è destinato a attività di risanamento di siti industriali inquinati;
    P.Q.M.
    IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DELLA SARDEGNA
    accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende il provvedimento impugnato del 12/8/2008, nella parte in cui sospende cautelarmene l’attività estrattiva
    La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
    CAGLIARI, li 08 Ottobre 2008
    L’Estensore Il Presidente

    Depositata in segreteria il 08/10/2008
    IL DIRETTORE DI SEZIONE

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