[San Sperate] Lo-Car. Dalla provincia nell’impero.


Piccola premessa inutile. Io me li ricordo come fossero domani quei pomeriggi passati con Carlo Addaris a farci di chitarre distorte o di tempi dispari. Sì, sì. A farci. Perché la nostra era (è) una tossicodipendenza in piena regola, una smania insana e sregolata per la ricerca di quel modo di dire le cose, che poi in conclusione sta diventando uno stile di vita. Che ci sta salvando.

Comunque, in quei tempi là, pareva che non dovessimo mai diventare grandi e che infondo la musica fosse solo un gioco.

Tutto ci raccontava questa bugia feroce, non il luogo nel quale stavamo, che era poi un giardino/deposito di pietre suonanti, di quelle incise da mister Pinuccio Sciola in persona.

E sì che eravamo a San Sperate, non mi ricordo nemmeno quanto tempo fa.

Adesso ci siamo tutti smontati e spolpati e ridotti all’osso, defilati alla ricerca di un modo nuovo di dire quelle cose che sappiamo. Io, forse, mi son perso e ho difficoltà a ritrovarmi – e anche Mèlanie non ho ancora capito dove diavolo sia andata a finire.

Ma Carlo invece, Carlo missà che non si è perso mai.

Il disco.

Carlo, dopo essersi scomposto, si è ri-materializzato sotto le vesti di Lo-CAr pronto per il suo ultimo disco, che poi è anche il primo. Un esordio d’autore micidiale, dritto al cuore, come la lama dell’amante deluso.

Diskotales è un concentrato incredibile di sapienza tecnica e gusto per la melodia che lo fa assomigliare tantissimo all’ultimo lavoro di un artista maturo. Niente male per un manufatto prodotto in casa, con gli attrezzi essenziali del mestiere, quelli che per imparare a maneggiarli ci metti anni di impegno e manovalanza.

La miscela di questi elementi diventa la forza e l’importanza di questo disco, doti che lo fanno brillare nel sottobosco sonoro italiano.

Diskotales è un gioco di richiami, un viaggio dentro la disparità tra i tempi reali e quelli percepiti; è un treno che corre all’impazzata verso territori sonori sbilenchi e ironici, cupi e luminescenti allo stesso tempo. È una ricerca sfrontata e gentile della specialità, dell’intimità, di un’ironia colta, ma mai supponente. È la traduzione in suono di quel tremore soffuso che sentiamo dentro, quando scopriamo che nella linea infinita che separa il tramonto dai sogni c’è spazio anche per noi.

Provateci, a chiudere gli occhi ascoltando questo disco, e sentirete l’effetto che fa.

Il video.

Un discorso a parte va fatto per il video di lancio del disco, che è stato ideato, filmato e montato da Stefano Cortis (produttore esecutivo del disco per la sua Needream Records). Il film è girato a New York, protagonista una ragazza sud-Koreana di una bellezza pulita e misteriosa. Colonna sonora “kill my days” estratto dal disco. In un video tre continenti, legati da un viaggio: quello della provincia sarda verso la capitale dell’impero.

La produzione.

Il disco e il video sono prodotti dalla cagliaritana Needream Records. Una piccola impresa culturale che investe i suoi risparmi in artisti nuovi e “alternativi” (non solo musicali). Impresa vuol dire lavoro, cultura vuol dire lavoro, musica vuol dire lavoro. Ci chiediamo quanto tempo debba ancora passare prima che anche le istituzioni colgano l’importanza di realtà come queste, e decidano di supportarle nei fatti e non a parole. Sembra che in Sardegna sia finanziabile solo quella musica che fa riferimento alla così detta tradizione. Come se tutti gli altri modi di fare musica non abbiano lo stesso valore o non siano degni di una medesima attenzione.

Pensiamoci. La musica della Sardegna che conosciamo è sempre e solo quella folk (tranne qualche rarissima eccezione). La Sicilia, oltre a quella tradizionale ci fa venire in mente gente come Battiato o la Carmen Consoli o i De Novo.

Perché?

One thought on “[San Sperate] Lo-Car. Dalla provincia nell’impero.

  1. Pingback: Notizie dai blog su [San Sperate] Il potere del colore, la potenza dei bambini.

Esprimi la tua opinione

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...