[Sardegna, media valle del Tirso] LA MALEDIZIONE DEL LAGO OMODEO


Quando Angelo Omodeo, ingegnere idraulico,  progettò la realizzazione del poderoso invaso del fiume Tirso nel 1924, la Sardegna e l’area centrale dell’Isola vivevano ancora in una situazione sanitaria ambientale difficile; i terreni agricoli necessitavano di una bonifica ed era forte il bisogno di regolamentare il flusso delle acque nella media valle del Tirso per garantire un’irrigazione costante al Campidano.

Precorrendo  i tempi, la grande opera può essere considerata un primo esempio  di “project-financing” nella storia d’Italia, ovvero un progetto che prevede il coinvolgimento di capitali privati nella realizzazione di grandi opere di interesse pubblico. La centrale idro-elettrica installata all’interno dell’impianto della vecchia diga, sfruttando il salto delle acque per la produzione di energia, svolse la funzione di  volano per l’elettrificazione della Sardegna: primo passo verso la modernizzazione dell’economia sarda

Chissà se il nostro Omodeo avrebbe mai immaginato, che il “suo” lago, reso salubre grazie al suo progetto oggi si sarebbe ritrovato in “acque così cattive”.  Il lago Omodeo oggi è malato, i primi responsabili sono gli scarichi industriali di Ottana, i depuratori comunali spesso non funzionanti, i fertilizzanti e i concimi chimici usati in agricoltura.

Quest’accusa è emersa durante la tavola rotonda organizzata nella sede della Provincia di Oristano, martedì scorso. A questo incontro hanno partecipato gli amministratori di Guilcier e Barigadu, l’Enas, l’assessore regionale all’Ambiente, l’Arpas e l’Autorità d’ambito.

Il livello di inquinamento è molto alto, pertanto l’obiettivo comune rimane quello di  risanarlo. L’inquinamento è elevato a causa di un alto tasso di nitrati, fosforo, potassio e della presenza di tossine. Questo  costituisce un pericolo per la sua fruibilità, insieme alla presenza dei tralicci e alla mancanza di un codice di navigabilità.

Tuttavia si è parlato anche delle sue potenzialità turistiche. A questo proposito anni fa si è costituito il Consorzio turistico del Lago Omodeo che coinvolge i comuni di Tadasuni, Boroneddu, Ghilarza, Sedilo, Aidomaggiore, Sorradile, Bidonì, Neoneli, Nughedu S. Vittoria e Ardauli. Tutti i paesi stanno attivando iniziative (ma c’è da dire che di fatto ogni comune lavora singolarmente); a Tadasuni si attende da tempo che venga ultimato  l’albergo con vista sul lago, Ghilarza ha predisposto la realizzazione di una  struttura ricettiva (un albergo diffuso ) nel Novenario campestre di S. Serafino e ha ultimato la costruzione del porticciolo turistico con attracco per barche e canoe.

Chissà se l’impegno profuso riuscirà a sfatare quella che io da sempre chiamo “la maledizione del lago”, ovvero quella sorta di ostilità per quel grande mostro d’acqua dal quale da sempre le popolazioni rivierasche si aspettavano una “rivincita” per essere stati privati, col suo passaggio, delle terre migliori.

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2 thoughts on “[Sardegna, media valle del Tirso] LA MALEDIZIONE DEL LAGO OMODEO

  1. o lavirato parecchi anni nella centrale del tirso e precisamente dal 1963 al i974 abitando nel villagio di santa chiara. mi sono meravigliato come anno potuto permettere che le industrie facessero cuesto scempio (permesso dalla regione) mentre avrebbero dovuto incrementare il turismo in una zona bellissimagiu

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