[Elezioni Comunali] Senza droga non si vince!


Pensate alla saggezza. Quella millenaria che tutti esaltano, di cui tutti si riempiono le bocche, di cui riempiono i cartelloni elettorali con i quali alla fine imbrattano le nostre città e i nostri paesi.
Invadono in maniera volgare e illegale ogni spazio potenzialmente pubblicitario. Sono abusivi, nel senso che abusano della nostra tolleranza, per comunicarci la loro saggezza.
Però, poi, è proprio così che questa millantata diventa nemesi di quella vera, di quella che forse non è mai esistita, ma che ci illudiamo di avere avuto in qualche parte nascosta e ignorata del nostre fascinosissimo e mitico passato.

Ecco. La saggezza. Lei ha lo stesso profumo della sensibilità culturale. Come quella è rara, come quella si confonde facilmente con le parole grasse e polpose che riempiono le bocche dei candidati alle prossime elezioni: che di sensibilità culturale, il più delle volte, ne hanno poca, pochissima, quasi nulla.

Così pochissima che quando se ne trova un granello appena, ci sentiamo tutti abbastanza felici da desiderare di stappare una bottiglia del vino migliore, per festeggiare.

La sensibilità culturale. È uno zombie, che vaga sconsolato per le nostre campagne. Basta guardarsi intorno per capire che è così: cadaveri di nuraghi, brandelli di villaggi medievali, tombe bizantine sommerse di carciofi o cavoli per merende futuribili.
E, come non bastasse – non basta mai, ne vogliamo ancora – siamo dappertutto assediati da cave a cielo aperto, sbattute in faccia alla gente che se da un lato se ne frega, dall’altro pure.

La gente. Assumono dosi violente di indifferenza per endovena: l’overdose è dietro l’angolo e non se ne rendono conto.
Sono questi i veri drogati. Senza luce negli occhi. Dov’è il giovanardi di turno che glielo scateno contro?

La droga. Ci sono signore e signori incalliti come inquisitori medievali contro i “drogati”, contro la “droga”,  contro questo mostro polveroso e granulare che assalta alla gola i loro giovani ragazzi immacolati. Sembra quasi che questa droga abbia un’anima – demoniaca – e una sua propria volontà di introdursi da sé stessa dentro le narici dei nostri così detti – con una parola che odio – giovani.
Giovani belli e maledetti, con i soldi di papà.

È assurdo, ma funziona, si regge tutto. Come nelle ideologie più forti e convincenti. Come nei migliori nazionalismi. Uno strumento che fa presa, questa droga-madonna al contrario, che amalia i ragazzi e li sperde come fossero loro ad esser fatti di polvere. Così tutto diventa fatale, determinato, deterministico e in definitiva spaventoso.

Non gli passa manco per l’anticamera del cervello, a questi amministratori del proibito, dei grandifratelli in piazza, a questa opinione pubblica anti-droga, che la stupefacenza che loro temono e vorrebbero reprimere nasce da un vuoto pauroso, annidato dentro i loro stessi cuori.

Un vuoto di sensibilità, un vuoto di rispetto, un vuoto di amore per la complessità e per l’intreccio sottile e poderoso che ha determinato il loro stesso passeggiare sul mondo, ha dato ragioni e contraddizione alla loro, alla nostra storia.

La storia, altra parolaccia di cui ci si riempie la bocca in campagna elettorale. Lo fanno perché fa figo, perché conviene, perché sanno (o intuiscono) che la politica senza storia è come un pomodoro senza sugo dentro. Una cosa inutile, da buttare via.

Oggi siamo urticanti. Però chi ci segue da anni ormai (saranno due o tre lettori) è abituato a questi toni da presuntuosi incalliti. Ci dicono che siamo irriverenti, per rimproverarci. Ma per noi, irriverenti, è poco più di un complimento.

Loro non sanno che (forse), dentro questo malumore costruttivo, si annidano le ragioni di un nuovo impegno.

O forse solo la necessità di starli a guardare, per poi chiedere con calma criminale e tono misurato:
Chi la ripristina la cava di nulla che ha colpito a morte una collina millenaria?
Dov’è la valorizzazione dei beni archeologici?
Dov’è la promozione del territorio?
Dov’è il nuovo sito internet del comune?
Dove sono le politiche così detto “giovanili”?
Dove la saggezza che avete diffuso con i volantini in campagna elettorale?
E dove, invece, la sensibilità?

A chi fare queste domande?
Falle al tuo comune, a chi ti governa da vicino.
Se le poni a uno, le stai ponendo a tutti.
E se uno risponde è come se tutti lo facessero.

E se non risponde nessuno allora preparati alla droga, quella vera, sui venturi volantini di campagna elettorale.

One thought on “[Elezioni Comunali] Senza droga non si vince!

Esprimi la tua opinione

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...