Amministratori sostenibili


A ::su:barralliccu:: piacciono gli amministratori pubblici.

Però non tutti, non sempre e non indistintamente.

A ::su:barralliccu:: piacciono gli amministratori bravi, quelli che si candidano e si fanno eleggere perchè hanno in testa delle idee da realizzare nel loro territorio. E che poi una volta eletti cercano davvero di realizzarle, quelle idee.

Ci piacciono gli amministratori seri, responsabili, che lavorano bene e lavorano tanto. Quelli attenti, che conoscono le opportunità a disposizione e cercano di sfruttarle al meglio. Quelli che non vogliono accontentare ciascuno, ma migliorare il territorio nel suo insieme. Quelli che guardano oltre i cinque anni della loro carica.

Quando troviamo amministratori così, ce ne innamoriamo proprio.

Gli amministratori che non ci piacciono, invece, sono quelli connessi e intrallazzoni, quelli disonesti, quelli pigri, quelli incompetenti, quelli che si fanno eleggere ma poi hanno di meglio da fare che il lavoro per cui si sono fatti eleggere. Quelli che hanno delle competenze, ma le adoperano (soltanto) per se stessi, o peggio per una cerchia ristretta di parentiamiciconoscenti-elettori.

E poi a ::su:barralliccu:: piace che le cose pubbliche siano aperte, disponibili, accessibili a tutti. Perché non è per niente che siamo cresciuti tutti in pratza ‘e cresia. E ci piace quando chi è chiamato ad amministrarci sia anche pubblicamente responsabile di quello che fa.

E così questa notizia qui non ci dispiace affatto. Consigliere per consigliere, prima di votarli o di riconfermarli, potete dire a tutti «Onorevole, io ti vedo!»

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6 thoughts on “Amministratori sostenibili

  1. Vero, ho letto anch’io. Ma credo che almeno serva a scovare i grandi assenteisti. O comunque a chiedere conto del perché si è partecipato o no. Insomma, perfettibile ma buono

  2. a noi ci piacciono questi autori svegli de subarralliccu, che ci illumiano con queste notizie di cui non sapevamo nulla. è un segnala positivissimo!

  3. Rettifichiamo, a partire dal titolo dell’USarda, come sempre più che fazioso: non si tratta di assenze. Si tratta solo della partecipazione o meno al voto. Che è tutt’altra cosa.
    Qualcun altro nota: “Una abile manipolazione confezionata ad arte dal Presidente del Consiglio Lombardo che mette in cattiva luce i consiglieri di opposizione, addebitandogli di fatto le numerose interruzioni dell’aula condizionate dalla perenne mancanza del numero legale. Furbescamente, infatti, è stato deciso di rendere note le sole presenze in aula relativamente alle votazioni, con l’annesso calcolo delle percentuali. In questo modo vengono premiati gli assenteisti, primi fra tutti i diversi componenti della Casa delle libertà e del resto della maggioranza di centro destra guidata da Cappellacci, a discapito di chi è sempre stato presente ai lavori e rappresenta degnamente in Consiglio i cittadini che lo hanno eletto. Una scelta infelice che penalizza solo chi lavora seriamente in aula ma poi decide di astenersi al momento del voto…”

  4. E’ vero, mi viene quasi da ritirare il post. Le motivazioni della non partecipazione al voto non appaiono, così come non appaiono le presenze ai lavori in aula. Certo alcuni grandi assenti si intravvedono anche così (es. Gallus del PdL e Soru), ma è vero che il quadro generale sfugge.
    Da dove è tratto il paragrafo che hai incollato?

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