[Ai naviganti] Tanti auguri. A modo nostro.


Auguri a quelli che si son dimenticati che Gesù era un migrante, un profugo, che fuggiva dalla persecuzione, dalla fame e dal freddo. Tanti auguri di buon Natale a quelli che non si ricordano, non sanno o non hanno capito che il presepe è in realtà fatto solo di extra-comunitari e che lo è anche Babbo Natale, extra-comunitario.

Tanti auguri a chi usa la religione come strumento di lotta politica. Auguri a chi vorrebbe fare della sua morale una legge che vincoli anche chi ne ha una diversa. Tanti auguri a chi ha l’ultima parola sulla vita e la morte delle persone e sul loro dolore. Tanti auguri alle teocrazie, che uccidono i dubbi e le persone che le mettono in discussione.

Tanti auguri a chi si fa esplodere in un centro commerciale o in una banca, trascinando in quel gorgo che lui chiama martirio persone innocenti e inermi.

Auguri a chi è inerme, ma non è inerte. A chi lotta per un’idea, che cambi anche solo un piccolo pezzo di mondo. Auguri a chi ha tanti nemici e auguri anche a chi è amico di tutti.

Auguri alle donnine nude dell’home page dell’Unione Sarda, a quelle del nostro presidente del Consiglio e alle migliaia che allietano le serate di milioni di maschi italiani. Auguri a chi si scandalizza, a chi giudica, a chi fa il moralista e non si mette mai in discussione. Auguri a chi vive la vita degli altri e a chi non ha la forza di vivere nemmeno la sua.

Auguri a chi ha avuto il coraggio di partire e a quelli che invece hanno l’eroismo di restare.  Auguri a chi si impegna per il proprio paese e a quelli che invece lo usano per i propri tornaconti personali. Auguri a chi se ne frega, a chi pensa solo per sé, auguri a chi ruba agli altri, a chi truffa, a chi lo fa sapendo di farlo. Auguri a quei banchieri che sono ancora là, dopo tutto quello che hanno fatto. Auguri ai monopoli, alle corporazioni professionali, a chi vive di rendita, a chi il libero mercato lo vuole solo per gli altri. Auguri a quelle ragazze che hanno quei contratti di lavoro che se rimani in cinta sei fuori.

Auguri agli operai licenziati, a quelli che non hanno mai visto il lavoro che gli era stato promesso. Auguri allo stato assistenzialista, auguri ai partiti e ai sindacati, qualsiasi cosa siano diventati oggi. Auguri a chi vuole che tutto rimanga così com’è, a chi pensa che la politica sia fare il tifo per qualcuno o venerare qualcun altro. Auguri a quelli che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Auguri alle cave, ai dissesti idro-gelogici, ai laghi di cianuro. Auguri a quel paese che va in tilt per un po’ di neve, ma facciamo il ponte sullo stretto. Auguri alle piste ciclabili inesistenti. Auguri alle centrali nucleari, anche se da trent’anni non abbiamo un piano energetico nazionale. Auguri a chi svende il paesaggio per tre voti o cinque buste paga, auguri a chi accetta tutto così, come se nulla fosse.

Tanti auguri a chi muore ammazzato in carcere, magari solo per aver voluto rivendicare un suo diritto. Auguri a chi viene accusato ingiustamente, sbattuto in galera e diffamato. Senza che nessuna legge lo tuteli, nemmeno quelle ad personam.

Auguri ai garantisti a tempo pieno e pure a quelli a ore alterne, auguri a chi fa le riforme senza annunciarle, auguri agli affabulatori televisivi e a chi crede loro. Auguri a chi va ancora dai maghi a farsi leggere il futuro e auguri a chi è mago.

Auguri perché ciascuno di noi, nell’anno che viene, trovi un momento da dedicare agli altri, al diverso, a rendere questi posti e questi luoghi migliori di come li abbiamo trovati. E auguri anche a chi non vorrà farlo.

Auguri davvero a tutti, de coru.

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4 thoughts on “[Ai naviganti] Tanti auguri. A modo nostro.

  1. Auguri a quelli che come me credono ancora alle favole di Natale e sperano in un mondo migliore…..e Auguri a Te Giampaolo: la voce delle nostra coscienza !!!

  2. Mi sento di condividere gli auguri che tu hai fatto affinchè ognuno di noi non si chiuda in se stesso, che trovi la forza, la voglia, la curiosità e tante volte l’indignazione per uscire fuori dalla sicurezza di ogni nostra singola esistenza e provare a condividerla con gli altri.
    Grazie
    Marcella

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