[Nuraminis-Villagreca] La cava divora anche te! … e due


E noi, cocciuti come pietre di granito, continuiamo a parlare di cose delle quali, davvero, sembra non gliene importi niente a nessuno. Tanto, non abbiamo problemi di share e non dobbiamo nemmeno prendere voti alle prossime comunali. Però, insomma, chi invece ne vorrebbe prendere dovrebbe guardare il nostro prossimo video, e pensare a cosa ha fatto per impedire o governare tutto questo.

E stai attento tu, che tanto un cava c’è pure nel tuo paese.

7 thoughts on “[Nuraminis-Villagreca] La cava divora anche te! … e due

  1. I diritti di concessione ed autorizzazione per le coltivazioni di cava sono di esclusiva competenza della Regione Sardegna. Le altre Amministrazioni non hanno nemmeno un compito consultivo. Devono subire e basta. Ne è la prova che, anche volendosi appigliare al VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) si rimane con un pugno di mosche in mano perchè anche tale valutazione è diventata prerogativa della Regione Sardegna.
    Nella fattispecie questa cava (se ti ricordi tutto l’excursus che ho pubblicato sino alla fine) è stata bloccata dalla Regione Sardegna lo scorso anno da una denuncia partita proprio dall’Amministrazione locale (documenti a disposizione) ma il TAR, successivamente, ha ribaltato il verdetto ripristinando lo status quo ante (leggi dissequestro). L’unica possibilità che si avrebbe avuto per poter fermare la cava sarebbe stato il ricorso da parte dell Regione Sardegna alla sentenza del TAR. Cosa che non è mai avvenuta per motivi mai sufficientemente chiariti (leggere muro di gomma in Regione).
    Pertanto, per quanto si possa accusare di lassismo l’Amministrazione locale, in questo caso non gli si può rimproverare nulla e questo è dimostrato dalle carte, consultabili su richiesta.
    Stanti così le cose, a meno di interventi straordinari da parte dell’Ente preposto, la cava ce la dobbiamo tenere così e questa è la ragione per cui ho smesso di scriverci sopra ed investigare.
    Però mi è rimasto un dubbio che prima o poi mi toglierò: come mai dopo il grande strepito fatto dalla sedicente Associazione per la protezione della cava (o come si chimava) si è zittito misteriosamente?
    Hanno capito di non poter fare nulla o c’è sotto dell’altro?
    Certo che, trovando, che so, qualche vestigia o manufatto interessante forse la cosa cambierebbe aspetto.
    Ma questa è un’altra storia.
    Io no.

  2. Excusatio non petita …..
    Non si parla nel video di Comune, ma in genere di Istituzioni. Quindi il tuo argomento un po’ si smonta da sé.
    Comunque in ogni caso, al di là dei codici normativi che stabiliscono le responsabilità, mi pare ci sia una battaglia politica, ambientale, culturale da fare su questi temi. Battaglia che altre amministrazioni locali, evidentemente dotate degli stessi poteri della nostra ma più sensibili, hanno voluto condurre e stanno conducendo.
    Anche insieme a questo blog.
    Ridurre tutto ad un problema di responsabilità è un modo poco sottile e molto burocratese di lavarsene le mani.
    Invece bisogna interessarsi a questi temi, richiamare l’attenzione della gente, suscitare un dibattito per mettere finalmente al centro della politica locale anche il rispetto del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale.
    Tu hai avuto il merito di occuparti di queste cose, e occuparsene ha un valore in sé che è e dovrebbe rimanere indipendente dai partiti (presi o lasciati).
    A si biri…..

  3. Nella tua risposta hai centrato un punto che ritengo sia fondamentale nell’economia globale di questo argomento: il problema delle responsabilità.
    Ho volutamente messo l’accento sull’inesistenza della possibilità di intervento da parte delle Amministrazioni locali (Comune) anche per sottolineare che tantissimi politici locali, pur sapendo benissimo di avere le mani legate, sottoscrivono documenti che hanno lo stesso valore della carta su cui sono redatti: nulla.
    Però (e questo è l’aspetto deteriore della politica) fanno un figurone nella comunità e passano per “impegnati” incassando l’appoggio morale e politico della comunità, pur sapendo che la presa di posizione vale, ai fini pratici, poco o nulla.
    Tengo a precisare, prima di proseguire, che non tutti sono così, diciamo, disinvolti ma la percentuale è abbastanza alta.
    Dato che la cosa che conta, ritengo siano i risultati, viene da sè che se si vuole realmente fare qualcosa sia necessario percorrere altre strade che non siano i soliti documenti politici stilati per far vedere che ci si muove.
    Questo, se si ha l’onestà intellettuale di ammetterlo, è il classico sistema di far vedere che si cambia qualcosa senza cambiare nulla (però facendo una bella figura).
    Per combattere questo fenomeno dovremmo riappropriarci del potere decisionale ovvero creare un movimento di opinione che faccia sentire la sua voce: il popolo che rivendica il suo ruolo decisionale nella res pubblica.
    E qui, purtroppo, casca l’asino: l’assenza del “popolo”: a ben cercare si trova solo uno sparuto gruppo di persone che crede realmente in quello che pensa ed agisce di conseguenza ma questo sparuto gruppo (tu, io ed altri che la pensano come noi) è troppo esiguo per avere peso in una simile contesa; il resto lo troviamo a “bordo campo” a guardare e sentenziare e, perchè no, a criticare l’operato ora di una parte , ora dell’altra ma senza la voglia e la volontà di intervenire perchè intervenire costa impegno, fatica e ci si deve schierare quindi, da buoni italici cerchiobottisti, la maggioranza sta a guardare limitandosi a criticare. Sempre a bassa voce, non si sa mai.
    Altra risorsa valida per portare avanti questa battaglia (perchè, a ben vedere, di battaglia si tratta) sarebbero le Associazioni che (a parole) si occupano di ambiente. Bene, queste associazioni sempre pronte a tuonare contro l’Attila ambientale di turno, contattate e fornite della documentazione, sono svanite come neve al sole senza una parola di spiegazione. Chissà, forse una battaglia contro una cava di un paesino non aveva abbastanza visibilità mediatica oppure c’è dell’altro?
    Non dimentichiamo che una cava è un notevole businness dove di soldi ne circolano parecchi ed i soldi, oltre che sventrale, muovono anche le montagne (e non solo).
    Questo non vuol dire che ho abbandonato la questione ma, credimi, alla luce di tutto questo, certe volte ti chiedi chi te lo fa fare…..
    P.S.- Di cave ne è sbucata un’altra in zona; un po’ più nascosta ma agghiacciante; se ti fa piacere ti invierò le foto da pubblicare.

  4. Mica detto che sono rassegnato. Medito altri approcci al problema e raccolgo documenti.

  5. cmq volevo aggiungere che in molti casi la mobilitazione anche degli enti locali come i comuni può fare la differenza. E contribuire a cambiare le cose, coinvolgendo le popolazioni. E l’esperienza di questo blog ne è la prova.
    I risultati non sono immediati. Si semina, e prima o poi si raccoglie.
    E comunque, sai, tutto è meglio dell’indifferenza e del menefreghismo.

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