[San Sperate] Centro, estremisti edili, paladini e merendine.


Scusate se la buttiamo sull’ironico, ma infondo è un po’ un dovere il non prendersi troppo sul serio, anche quando discutiamo di cose davvero serie come, ad esempio, un piano urbanistico. Qualche post fa abbiamo dato spazio all’intervento di Officine Vida che ha acceso una polemica merendaia per contestare le recenti modifiche alle norme di attuazione del PUC di San Sperate. Il post è questo qui, e comunque poi officinevida – manco era arrivato si era già stufato di scrivere qui – ha deciso di caricare molto altro materiale e approfondimenti a quest’altro indirizzo.

Le prese di posizione di Officine Vida, e quelle di altri a San Sperate, preoccupati per il destino del prezioso centro storico di quel Comune, hanno acceso il dibattito, sia in consiglio comunale che fuori. Dibattito che ora ha prodotto anche una netta e ferma posizione del vicesindaco e assessore all’urbanistica Fabio Lasio. Potete leggerne il testo integrale cliccando qui.

Come per quasi tutte le vicende, la verità – direbbe qualcuno – sta nel mezzo. Però, a noi i modi di dire e i luoghi comuni ci piacciono poco.  E il centro ci piace anche meno, se non è storico. L’assessore urbanistico difende le scelte della sua giunta spiegando che loro non impongono nulla a nessuno. Cioè,sostanzialmente, rovescia i termini del problema, scrivendo: “L’arretramento è una facoltà del concessionario e non un obbligo, inoltre tale arretramento non deve obbligatoriamente dar luogo ad una viabilità avente sezione di 7,00 mt”.

Ma che vo’ dì? Ma che argomento è? Qui non si discute se l’allargamento sia obbligatorio o meno, ma si contesta la facoltà per il privato – se vuole – di farlo.

Il punto sta tutto là. Non nel centro.

O forse, guarda, probabilmente siamo noi che non capiamo. Un po’ perché siamo stupidi – e quelli che leggono questo blog lo sanno bene –  un po’ perché siamo convinti di una cosa molto semplice.

Che il centro storico non va toccato.

E’ un bene culturale, con caratteristiche sue proprie le quali sono l’esito del sedimentarsi di una storia sociale sulla quale la discrezionalità e le sensibilità contingenti di tecnici e studiosi cittadini a noi coevi dovrebbe influire in minima parte.

Eppoi, gli interventi che vi facciamo debbono essere sempre reversibili. Perchè sennò perdiamo il manufatto o lo snaturiamo. E lo facciamo per sempre.

Son concetti di buon senso. Che però non hanno molta fortuna, forse perchè viviamo in un’epoca di estremisti edili.

Comunque, la parte più divertente ( che poi è anche quella con gli argomenti migliori) l’assessore la riserva ai suoi detrattori.

Inoltre, aggiungo che i riscoperti “paladini del centro storico” piuttosto che cavalcare l’onda, farebbero meglio, loro ed i loro compagni di merende (ex e non), innanzi tutto a verificare bene la portata delle norme di cui tanto si sparla e, soprattutto, a dare personalmente l’esempio, tutelando il centro storico ed evitando di realizzare serrande metalliche, balconi in aggetto su strutture moderne, portoni metallici basculanti prospicenti sulla viabilità storica etc. ..etc…. azioni che sicuramente non vanno verso il rispetto e la valorizzazione del nostro amato centro storico di cui tanto si riempiono la bocca!!!

Adesso tutti i cavalcatori di onde cadranno dalla tavola da surf e i merendaioli, colti con le mani nel sacco, smetteranno subito di porre questie questioni pretestuose. Adesso però, la smettiamo di parlare, altrimenti tutta sta roba di cui ci riempiamo la bocca, ci va di traverso ,eppoi, altro che merendare insieme.

4 thoughts on “[San Sperate] Centro, estremisti edili, paladini e merendine.

  1. Vorrei commentare questa norma da cittadino di San Sperate, in base al buon senso comune.

    Mi pare di capire che questa norma si incentra sulla viabilità.

    Se passeggio per il centro storico non mi aspetto di trovare una strada di sette metri, in mezzo alle altre stradine. Mi sembrerebbe fuori luogo, oltre che aver violato l’identità del centro storico.

    Certo se voglio passare in macchina in una di quelle vecchie e strette stradine, o addirittura se abito lì, questo per me rappresenta un fastidio.

    Ma non penso certo di modificare il centro storico per il mio comodo, addirittura incentivato dal Comune.

    Cercherei altre soluzioni, come cambiare tipo di macchina, o valutare se per le mie caratteristiche non sia più opportuno spostarmi in un altra zona.

    D’altra parte quando si sceglie dove andare ad abitare, e si sceglie il centro storico, è evidente che si deve rinunciare a comodità come la viabilità, ma in nome di qualcosa di più importante come l’identità storica.

  2. Pingback: [Nuraminis-Villagreca e S.Sperate] Estremesti edili all’arrembaggio. « ::su:Barralliccu::

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