[Furtei] Do you like a glass of poison?


Ex-miniera di Furtei. La bonifica del sito è una cosa lontana, lontanissima. Anni luce. Ci vorrebbe un viaggio intergalattico, capace di portarci oltre la costellazione dei vorrei ma non posso, quella che si trova in basso a sinistra una volta superata la cintura dei buoni propositi.

Il tempo, la volontà politica, la poesia, le nuvole. Chissà cosa serve per coinvolgere nuove persone in questa vicenda, per convincere qualcuno che questa bonifica è (dovrebbe essere) un obiettivo di tutti, anche di quelli che sognano un posto al grandefratello o al festivaldivenezia.

Ci sono le denunce degli ambientalisti, c’è stato l’articolo pubblicato sull’Epresso a ricordare a tutti che un lago di veleno incombe su tutti noi. Però bho. Tutto tace.

Restiamo con questo bicchiere di veleno in mano – preso da quel lago brillante come l’odio – che profuma come un dono,  anzi come un’eredità, lasciataci da tutti quelli che hanno  creduto  –  che credono ancora – che questo tipo di soluzioni-solventi (creare miniere, scavare la terra, entrare a muso duro nel paesaggio)  possano  davvero costituire una soluzione al problema dello sviluppo di quest’isola devota a Santa Indolenza.

Qui, come altrove, la storia ci insegna che la storia non insegna nulla.

E questa di storia non è finita.

* * *

aggiornamentino stampa : «La Regione paga per la bonifica» Cappellacci replica al sindacato dei minatori

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