[Ittiri] Non si ferma il declino dell’ospedale Alivesi


In origine doveva diventare casa della salute. Due anni fa il comitato pro Alivesi, dopo una serie di iniziative, era riuscito ad organizzare un incontro con l’ex assessore regionale alla sanità Nerina Dirindin. Da quell’incontro la promessa che l’ospedale Alivesi non sarebbe decaduto, anzi, sarebbe stato riconvertito come Casa della salute, un progetto su cui noi del comitato nutrivamo qualche dubbio e per questo avevamo messo sul tavolo le nostre idee per il rilancio, basate sul recupero della sala operatoria e sull’avviamento di ambulatori speciali assenti in Provincia di Sassari.

A due anni di distanza da quel convegno non è cambiato niente e l’ospedale versa in pessime condizioni, peggio di prima. Il laboratorio analisi è declassato come centro di solo prelievo; il laboratorio di radiologia è obsoleto; il personale della divisione di ricovero è carente e numericamente non adeguato per garantire una regolare rotazione dei turni di lavoro, riposo ferie e sostituzione in caso di malattie; la chirurgia generale è chiusa da tempo e la sala operatoria è inagibile e inutilizzabile perché non è a norma; il pronto soccorso è carente di apparecchi ed attrezzature, una situazione che rende problematico prestare adeguato soccorso ai pazienti. All’ufficio ticket lavora una sola dipendente e nelle sue giornate di assenza l’ufficio rimane chiuso.

Una condizione giunta ormai al collasso e che noi del comitato avevamo fatto presente. La conseguenza più grave per una situazione del genere è la chiusura dell’ospedale.

Ora che finalmente anche l’amministrazione comunale, dopo aver trascurato il problema,  si è resa conto dello stato in cui versa l’ospedale è il momento di far sentire di nuovo la nostra voce e di mobilitarci per chiedere al nuovo governo regionale quali sono i suoi progetti per il futuro dell’ospedale Alivesi.

Siamo stanchi di vedere il decadimento del nosocomio ittirese, delle parole buttate al vento dai politici solo per conquistarsi la platea, della pessima gestione operata da parte dei direttori dell’Asl, che hanno dimostrato per l’ennesima volta come sono bravi a lavarsene le mani.

Siamo stanchi di sentirci dire le solite rassicurazioni e di constatare, invece, che la situazione peggiora anno dopo anno. Questa volta vogliamo certezze e siamo pronti anche a manifestare per chiedere ad alta voce le dimissioni del Direttore Generale dell’Asl, colpevole di aver dimostrato la sua incapacità nella gestione della cosa pubblica e del bene comune.

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One thought on “[Ittiri] Non si ferma il declino dell’ospedale Alivesi

  1. Concordo in linea di massima sull’analisi della situazione esistente. Non concordo sulle voci allarmistiche che continuano a parlare di chiusura dell’ospedale, messe in giro da chi tutto ha a cuore fuorché l’interesse dell’ospedale stesso e del miglioramento dei servizi sanitari che esso eroga alla popolazione del territorio.
    La situazione è indubbiamente critica, il Comitato Alivesi lancia giustamente l’ennesimo allarme – non spetta certo a loro risolvere i problemi- ma non è assolutamente vero che dietro c’è un disegno di chiusura della struttura, come ormai troppo spesso si sente dire in giro. Non è vero allo stesso tempo che l’Amministrazione Comunale sia complice o succube di questo disegno: solo uno stupido potrebbe pensarlo.
    Contrariamente a quanto afferma il Comitato, che se ne occupa ogni sei mesi con un comunicato stampa, l’Amministrazione si preoccupa quotidianamente dell’evolversi della situazione. Lo fa anche con la presenza fisica degli amministratori, qualora la situazione lo richieda. Lo fa dando il massimo supporto alla ASL nella soluzione dei problemi, e nell’attivazione e miglioramento dei servizi resi dalla ASL stessa. Lo fa ancora segnalando puntualmente qualsivoglia disfunzione venga lamentata dai cittadini. Questa attività è testimoniata da una serie innumerevole di telefonate, fax, e-mail con le quali si segnalava da un lato l’intollerabile lentezza con la quale il processo di trasformazione della struttura, delineato nel Piano Sanitario Regionale e nel Progetto della Casa della Salute approvato dalla Giunta Regionale, andava avanti. Si segnalava altresì che nel frattempo la situazione corrente diventava sempre più preoccupante, sia sotto il profilo dell’operatività del reparto di medicina che di quella degli altri servizi di diagnostica, analisi e pronto soccorso. Devo anche dire che in certe situazioni particolarmente critiche proprio l’intervento diretto dell’Amministrazione Comunale è servito a impedire il precipitare degli eventi.
    Continuo a pensare che le questioni sul campo si affrontano e si risolvono più che con i comunicati stampa con lo stimolo e le sollecitazioni quotidiane. Questo almeno fino a che dall’altra parte c’è un interlocutore disponibile al dialogo e alla collaborazione. Già altre volte ho invitato il Comitato a considerare l’Amministrazione Comunale un alleato ( non sarebbe neanche il caso di dirlo) e non una controparte nella giusta lotta per il miglioramento della struttura ospedaliera di Ittiri che ormai da troppi anni va avanti. Rinnovo l’invito e ribadisco la massima disponibilità a intrattenere un fattivo rapporto di collaborazione con il Comitato.
    Un’ultima considerazione ( buonista forse) sulle responsabilità. Anche se è ovvio che la responsabilità finale di tutti i malfunzionamenti della sanità territoriale ricade sulla dirigenza, invito a riflettere sul fatto che spesse volte, a dispetto della volontà di chi dirige, le cose non vanno avanti a causa della situazione di caos organizzativo, incompetenza, incertezza operativa, indolenza in cui versa la nostra sanità. Pretendere che privilegi, inefficienze, atteggiamenti ostruzionistici consolidati negli anni cessino di colpo vuol dire coltivare una pia illusione e non avere esatta coscienza della situazione. Attribuire quindi tutta la responsabilità di quanto accade al Direttore Generale mi sembra francamente eccessivo.
    Tonino Orani

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