[OpenSource] La rivoluzione qui e adesso


Per amministrare un Paese oppure un paese, bisogna avere chiare un paio di cose. Una di queste è conoscere i termini della possibile/auspicabile rivoluzione digitale in corso.

Ma qui bisogna asfaltare le strade o risolvere il problema del lavoro!” ti rispondono, alcuni. “I problemi sono altri“, dice qualcun’altro. Ma queste sono le scuse che tirano fuori quelli che non hanno voglia di studiare e documentarsi. Tanto più che spesso i buchi nelle strade rimangono e con esse pure i disoccupati.

Lasciamoli perdere quelli. Quelli che quando si candidano si riempiono la bocca di internet e adsl e siti, però non sanno usare un pc, non sanno cos’è un sistema operativo, e non sanno nemmeno – e questo è grave – quanto spende il loro comune (proprio quello che amministrano) per pagare le licenze di utilizzo dei software e dei sistemi operativi proprietari.

Figurarsi, poi, se sanno che in un qualsiasi momento potrebbero progettare di non pagare più quelle licenze, di risparmiare un sacco di soldi e di rendere quel progetto (e il risparmio che esso comporta) un fatto reale in poche settimane.

Come? Ne abbiamo già parlato in un altro post: utilizzando sistemi operativi e software liberi.

Ma – diranno molti sindaci e molti assessori – cosa diavolo è un sistama operativo aperto? E qualche altro dirà: cos’è un sistema operativo?  Ma voi state calmi e non fatevi domande sciocche tipo “come è possibile che nel 2009 un pubblico amministratore non sappia queste cose?” – non fatele e rimanete tranquilli.

Non chiedetevi a cosa serve un’amministrazione che non comprende l’urgenza di questi temi. Non chiedevi come fanno questi qui a non capire che si può smettere di regalare un sacco di soldi dei contribuenti alle grandi multinazionali del software (altro che socialismo reale) per avere un servizio che si potrebbe avere praticamente identico, ma a costi infinitamente ridotti.

Questo post è ironicamente cialtrone, però parliamo di cose molto serie. La polizia francese seguendo una tendenza comune a tutta la efficiente pubblica amministrazione transalpina – ha dato un taglio netto ai costi di gestione passando progressivamente all’open source.

Anche il Brasile, paese in prorompente crescita economica, ha deciso di dotare la sua pubblica amministrazione di software open source.

Il ministro degli Esteri tedesco ha annunciato che circa 11 mila computer sparsi in tutto il mondo, tra ambasciate e consolati, e ovviamente anche nella madrepatria saranno convertiti a Linux.

L’Italia, con i suoi governi gattopardiani che cambiano tutto per lasciare tutto uguale a prima, è,anche in questo settore, in terribile ritardo. A muoversi, a costituire piccoli e fondamentali laboratori di innovazione e sperimentazione nel Bel Paese non sono certo i governi, ma le piccole a volte piccolissime realtà, i comuni, che sono i veri rivoluzionari, i pionieri della rivoluzione digitale che stiamo vivendo e che ancora in troppi non capiscono, non vedono o fanno finta di non vedere.

Eppure il vantaggio per le casse comunali sempre vuote c’è tutto. Bisogna solo farle le cose, vincere le resistenze dei fornitori che vorrebbero sempre farti comprare la licenza, tanto paga Pantalone, facendo un asilo in meno, un sito internet schifoso, oppure un servizio di assistenza sociale precario e poco performante.

E sì che lo sappiamo che molti di voi diranno che è troppo difficile capire tutte ste robe, tutte ste cose difficili.

Ma è una balla di chi vuole che voi continuiate a rimanere lì, a pagare una licenza o a piratarla: evasori!

Allora, con  questo blog inutile e scalzo vi diamo qualche dritta. Oggi iniziamo e basta, a dare consigli, a informare. A suggerirvi un argomento forte, un punto programmatico essenziale, un modo concreto di dare strumenti digitali a tutti, a prescindere dalla capacità di acquisto di ciascuno e rimanendo nella legalità più completa, senza crackare nulla.

Iniziamo così, con un video: che ci dà qualche chiarimento e ci fa capire meglio di cosa accidenti stiamo parlando, e di come il bilancio di un comune possa essere allegerito per una voce sempre più importante in questa nostra società dell’informazione.

keep in touch!!

p.s. sono mesi ormai che abbiamo radicalmente abbandonato windows. La nostra vita adesso non è uguale a prima. È molto migliore.

6 thoughts on “[OpenSource] La rivoluzione qui e adesso

  1. Salve, passare completamente ai software open source oggi è impossibile, lo possono fare solo coloro che utilizzano il computer per gestire documenti, immagini, e masterizzare qualche cd. Chi usa il computer per lavorare su software di progettazione o su software di calcolo non lo può fare perche molte volte è costretto a lavorare su programmi e versioni particolari esistenti solo per windows. La maggior parte delle persone che dice di essere “passata a ubuntu” ha nel proprio pc una doppia partizione con entrambi i sistemi operativi, oppure chi si crede piu furbo ha solamente linux con installata la macchina virtuale in cui all’interno vi è installato windows con i programmi che si devono utilizzare(anche se in questo modo le funzionalità di windows sono limitate). Inoltre per chi non lo sapesse su linux non girano i giochi,proprio perchè tutti i giochi presenti in commercio sono nati per windows, per molti questo non è un problema e neppure per me(visto che non gioco più) però per molti ragazzi lo è, e il non poter giocare su un computer significa non poterne sfruttare a pieno tutte le potenzialità. Per quanto riguarda i virus bisogna dire che su linux non esistono virus perche ancora nessuno li ha creati, quelli esistenti sono della stessa piattaforma di windos ed è per questo che occorre utilizzare l’antivirus.
    C’è da dire che se un giorno tutti useranno linux ci sarà la probabilità che nasceranno anche dei virus per linux, quindi magari questo vantaggio che si crede di avere ora potrà non esserci domani.
    Da queste mie considerazioni ne deduco che non sia ancora possibile abbandonare windos completamente.
    Per quanto riguarda i software open source invece bisogna precisare che esistono anche per windows, quindi chi si trova ad avere un pc con windows puo installarsi software per ufficio, pdf gratuitamente esattamente come si può fare con linux.

    Saluti

    Nicola Lilliu

  2. Ciao Nicola,

    punto primo. E’ vero che molti programmi non girano su linux. Ed è vero che molte persone sono costrette ad utilizzare programmi proprietari. Ma la domanda è (è qui per rispondere occorre mettere sul piatto tutta la sincerità di cui siamo capaci): quante persone tra quelle che usano Windows acquistano regolarmente la licenza dei programmi che vi hanno installato? E quanti, al contrario, li cracKano, i programmi, e crackano pure i giochi di cui parli, cioè vivono nella più completa illegalità?

    punto secondo. La stragrandissima maggioranza delle persone usa il personal computer solo per fare video scrittura o per navigare in rete. Per fare queste operazioni non è necessario avere windows: linux costituisce una reale e legale alternativa ad windows, del quale è molto più performante e stabile (il disco non si deframmenta, e il sistema rimane molto più pulito).

    punto terzo. La rivoluzione alla quale ci riferiamo è specialmente vera per le pubbliche amministrazioni (e non solo e non tanto per chi usa il pc per giocare, ripeto, il più delle volte con giochi scaricati illegalmente dalla rete). Le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di utilizzare i formati aperti, perchè questo evita il problema dell’obsolescenza del software e agevola la migrazione nel tempo delle basi di dati (cioè degli archivi) che sono fondamentali per l’efficienza dell’amministrazione.

    Punto terzo-bis. Perché la gente deve essere obbligata ad acquistare la licenza windows anche se non la vuole? Perchè una famiglia che vuole insegnare l’informatica di base ai figli è costretta a spendere per la licenza windows, quando invece la p.a. potrebbe regalare un sistema operativo efficiente senza chiedere alla famiglia di spendere nulla per averlo?

    puntoquarto. Io da oltre un anno uso Ubuntu linux e non ho nessun bisogno di simulatori di Windows, perché per la mi attività non ne ho bisogno: montaggio video, montaggio audio, registrazione di brani in multitraccia, fotoritocco, grafica, videoscritture…. e potrei continuare.

    Forse, Nicola, non conosci bene il mondo Linux e questo ti porta ad una difesa un pochino ideologica di Windows, che però nel frattempo, guarda caso, ha aperto dei suoi laboratori per lo sviluppo di software open source…

    vorrà pur dire qualcosa. o No?

    ciao e a presto!

  3. Ciao giampi

    1) è vero che la maggior parte delle persone usa software e giochi crackati e come tu hai detto è illegale, ma allo stesso modo è illegale masterizzare e distribuire cd con musica e film e scaricare musica dalla rete con software di condivisione che se non mi sbaglio esistono anche per linux. Quindi penso che la questione della pirateria c’entri fino a un certo punto e chi dice di passare a linux non lo fa certo per non commettere reati di pirateria.

    2)per quanto riguarda l’utilizzo di linux per navigare in rete, usare programmi di video scrittura ecc non posso che darti ragione che è molto più stabile,veloce e costituisce una valida alternativa a windows(solo per questo campo di utilizzo)infatti io stesso ho una seconda partizione nel mio notebook.

    3)Sono d’accordo anche dell’utilizzo di linux e software liberi nelle amministrazioni pubbliche anche per ridurre le numerose spese fatte per l’acquisto di licenze(anche se come ho gia detto possono essere usati anche su win).

    3bis)Sono più che d’accordo sul fatto che uno non deve essere obbligato ad acquistare la licenza del SO.
    Per quanto riguarda l’insegnamento dell’informatica a un bambino con linux, non so quanto sia giusto, sicuramente imparerà tante cose di linux, imparerà a scrivere e cosi via, ma non appena inizierà a fare i primi laboratori di informatica a scuola sara un completo ignorante di windows e non sarà neppure in grado di installare un programma.
    Quindi su questo punto non sono d’accordo, sarei più d’accordo invece se gli venissero insegnati tutti e due ma a questo punto la fameglia sarebbe costretta ad acquistare la licenza.

    4)Tu dici di usare linux per tutto e non lo metto in dubbio, tutti i software che ti occorrono te li sei cercati, installati e li usi tranquillamente e magari fai le stesse cose che facevi prima, ma non è per tutti cosi semplice, per la maggior parte delle persone oserei dire(che usano il computer non solo per navigare scrivere ecc).

    Per quanto riguarda linux, beh diciamo che è gia da qualche anno che l’ho installato nel computer, mi sono documentato molto leggendo guide e forum, ho usato per diverso tempo ubuntu mentre nel netbook ho installato linups lite della distribuzione fedora e in entrambi ho sempre cercato e installato programmi alternativi di ogni tipo persino programmi di voip in cui poter modificare i protoccolli per poter usare gli account che uso su windows, inoltre ho cercato di approfondire cercando di imparare i linguaggi per i commandi nel terminale (che sono diversi tra ubuntu e fedora).
    Tutto questo perchè mi piace scoprire mondi nuovi,quindi tutte le mie considerazioni sono state fatte in base alla mia esperienza personale e a ciò che ho letto e sinceramente penso anche di essere abbastanza documentato su queste cose. Io ci tengo a precisare che non sono di parte, io provo tutto poi alla fine faccio le considerazioni sulle cose che mi piacciono dell uno e dell altro. Non sono di quelli che difendono windows dicendo che è il SO più bello ma non sono neppure di quelli che dicono che ubuntu è molto meglio di windows che gira piu veloce ecc, solo perchè magari alla fine si stanno accontentando solo di usare programmi con una grafica piu semplice e magari anche un po scadente.

    ciao

  4. Nico, ti consiglio di provare ubuntu: come forse sai i programmi di maggiore utilità sono già preinstallati: non hai bisogno di caricarli come con windows. Inoltre,
    esistono interi siti dove trovare software open source, con l’indicazione del loro esatto corrispettivo per windows.

    Il fatto che oggi si abbia l’esigenza di usare windows è un falso problema: dato solo dal fatto che per anni questo so è stato monopolista del settore: quello che importa non è sapere usare windows o linux, ma avere una macchina un pc in grado di fare quello di cui abbiamo bisogno.

    se queste cose le si riesce a fare senza spendere nulla im licenze e con on os più stabile e pulito non è meglio?

    Non farei poi confusione tra lo scaricamento illegale di software proprietario e la musica e film, sono due cose diverse. Sai ad esempio che nel costo di un cd o una cassetta vergine è compreso una tassa che va alla siae e finalizzata proprio a rimborsare il diritto d’autore per la copia del disco.

    Inoltre, E’ possibile scaricare un disco dalla rete, a patto di avere l’originale a casa, stessa cosa per i film.
    Ma i programmi crackati per windows sono una cosa diversa.
    SAi meglio di me che quasi nessuno compra le licenze e che tutti si passano i cd con i crack: e la stessa cosa vale per i giochi.

    Questo non è un problema?
    Eppoi, ribadisco, il tema vero non è tanto quello del sistema operativo (perchè ad esempio mac è proprietario ma è assolutamente fantastico) ma che dobbiamo imparare ad unsare formati aperti, per rendere i dati sempre migrabili.

    Va cambiato il modo di pensare: non sono io che uso formati liberi a dovere convertire in estensione proprietaria (.doc ad es.), ma viceversa: è nel nostro interesse (e in quello delle pubbliche amministrazioni) convertirci all’utilizzo di strumenti liberi, aperti e compatibili.

    ciao e grazie per l’interessante scambio di vedute!
    ;)

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