[Sardegna] Sei felice di Tirrenia?


La compagnia di navigazione che per decenni ha detenuto il monopolio sui collegamenti marittimi fra la Sardegna e il continente si piglia circa 50-60 milioni di euro l’anno dallo Stato; e i sardi se la pigliano in saccoccia, per dirla elegantemente.

Credo siano veramente pochi i cittadini sardi che non hanno sperimentato almeno una volta nella vita il viaggio della speranza su una nave Tirrenia, fatta di scomodità, bagni inagibili sin dalle prime ore della traversata, ristorazione selfselfs (versione partenopea di “self service”) che nemmeno il mio gatto si sognerebbe di mangiare, e soprattutto la leggendaria scortesia del personale di bordo.

Mi è parso di vedere delle persone commosse, che stappavano una Ichnusa e se la bevevano a bruncu, quando è stato chiaro che si potevano scegliere altre compagnie di navigazione, che costavano magari qualche euro in più ma in compenso non rischiavi né il tipo né le temibili conseguenze di un assalto di zecche e/o cimici. E soprattutto non venivi maltrattato da chi era (ed è) pagato per assisterti (sarò banale e qualunquista, ma mi chiedo quanti sardi sono impiegati su queste navi, la cui esistenza è dovuta in gran parte ai collegamenti Sardegna-Italia).

Quindi la domanda che è comparsa alcune settimane fa sui cartelloni pubblicitari, per iniziativa dell’armatore Moby Vincenzo Onorato, è semplicissima: Sardegna, sei felice di Tirrenia?

E le proposte della Regione Sardegna per non ritornare a una politica di sostegno vergognoso (e ingiusto, perché per anni ha sostenuto il monopolio e comunque costituirebbe oggi concorrenza sleale rispetto agli altri competitors, che come in qualsiasi altro segmento del mercato esistono) sono semplicissime anche loro, nella loro apprezzabilissima chiarezza: la prima, che il governo dimezzi i finanziamenti e il resto sia a carico della Regione; la seconda, la cessione totale alla Sardegna della Tirrenia; o infine, come terza possibilità, lasciare che a decidere sia il mercato.

Ovviamente non sarà, e non può essere, un processo indolore. I sindacati dei 3000 lavoratori proclamano lo sciopero e agitano perfino lo spettro della criminalità: impressionante la dichiarazione di Beniamino Leone della Fit-Cisl : “…se rimanessero senza lavoro, non avendo alternative o sostegni al reddito – ha ammonito – c’e’ il rischio che finiscano nella braccia della malavita organizzata” (…!).

Nonostante il frettoloso adeguamento delle ultime navi della compagnia a degli standard adeguati e dunque per definizione superiori alle condizioni da carro bestiame in cui ci ha fatto viaggiare per decenni (pagando, eh, e per i non residenti le 12…o 18…o 24 ore di viaggio avevano che il sapore di una beffa ancor più salata), spero davvero che la situazione cambi, perché a memoria d’uomo non conosco davvero alcun sardo (o italiano del “continente”) che sia mai stato “felice di Tirrenia”.

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7 thoughts on “[Sardegna] Sei felice di Tirrenia?

  1. sono assolutamente contrario a questo monopolio odioso della Tirrenia. Compagnia che come poche altre è simbolo del degrado italiano in tema di trasporti, e dell’assoluta assenza di preoccupazione per i diritti dei passeggeri.
    Mi auguro con tutto il cuore che la convenzione con lo Stato non venga rinnovata e che anche le tratte che collegano il meridione dell’isola con il continente vengano aperte alla libera concorrenza tra gli armatori.

    p.s.
    Tirrenia prende i contributi pubblici per le tratte da e per Cagliari: Tuttavia mette le sue navi migliori- acquistate proprio con quei contributi – nel Nord dell’isola per cercare di arginare la concorrenza. Non è indegno?

  2. premessa: ho viaggiato sia con tirrenia che con moby, decisamente migliore la seconda. La concorrenza è di sicuro il motore dell’economia nel rispetto del cliente, che però non deve sempre pensare che un servizio a basso costo sia sempre un qualcosa di positivo. Purtroppo questa politica spesso porta al fallimento o per sè o per i propri concorrenti (e gli effeti non sono mai positivi).

    Detto questo, probabilmente ora come mai, distribuire i fondi su più compagnie potrebbe portare alla stessa situazione in cui si trova oggi alitalia.
    Perchè dubito che tirrenia e moby possano convivere senza problemi.
    O si decide per un cambio tra tirrenia e moby, convogliando fondi su quest’ultima (considerato che nonostante tutto ha sempre puntato su un servizio di qualità) oppure che si richieda alla tirrenia un miglioramento qualitativo.

    E’ chiaro che non siamo contenti della tirrenia!

    Devo però dire per onestà, che non conosco i conti di moby.

    Un’ultima considerazione su: “…se rimanessero senza lavoro, non avendo alternative o sostegni al reddito – ha ammonito – c’e’ il rischio che finiscano nella braccia della malavita organizzata”……. sinceramente penso che ci sia già un legame molto forte! Purtroppo sappiamo che quando il business si fa importante economia e criminalità organizzata (e solo dopo anche politica) vanno a braccetto.

    a presto

  3. è giusto il taglio ai contributi, ma il vero problema sta nel verificare prima se ci sono margini per continuare ad avere un servizio prima, ed addirittura migliorarne la quantità poi.
    Tagliare per tagliare può anche essere positivo ma potrebbe portare addirittura ad un peggioramente della qualità, sempre che moby, o chi per lei, non abbiano “tutte” le carte in regola per stare sul mercato (non solo nel breve periodo).
    Ripeto, non mi sono documentato sui bilanci di moby e non giudico solo il servizio in quanto tale, ma anche eventuali indebitamenti per garantire quel livello di servizio. Se l’indebitamento è elevato la prospettiva non è rosea neanche nel settore dei trasporti che ondeggiano.

    Tagliare i fondi vorrebbe dire solo peggiorare ulteriormente le cose. Personalmente ritengo che si dovrebbe richiedere alla tirrenia un miglioramento del servizio per il fatto che si ricevono soldi pubblici. Quindi il problema non è solo tirrenia, ma è la qualità del controllo di chi la finanzia.

  4. p.s. “ma il vero problema sta nel verificare prima se ci sono margini per continuare ad avere un servizio prima, ed addirittura migliorarne la quantità poi”….. stendo un velo pietoso sulla frase….problemi di tempo!
    sostituiamo con
    “ma il vero problema sta nel verificare prima se ci sono margini per continuare ad avere un servizio, per poi addirittura migliorare in termini di qualità”

  5. mi piacerebbe sentire le storie di chi ha viaggiato Tirrenia, magari nelle diverse versioni: cabina (detta comunemente gabina), poltrona, passaggio ponte, di giorno o di notte….personalmente, raccolgo solo lamentele da parte degli amici continentali che si svenano per portare la macchina in Sardegna nelle condizioni che sappiamo :(

    Quanto alle possibilità, probabilmente lasciare fare al mercato sarebbe una misura radicalmente efficace anche se socialmente difficile da gestire; una ipotesi potrebbe essere quella di cedere la compagnia alla Regione.

    Infine, una nota sull’affermazione del sindacalista che evoca il pericolo criminalità: riguarda solo i potenziali esuberi Tirrenia o ci possiamo mettere dentro anche i lavoratori che vengono licenziati ogni giorno senza tanti complimenti dalle piccole aziende, o i prossimi tagli delle compagnie ICT e telefoniche, automobilistiche, dei call center, dell’amministrazione pubblica con il suo esercito di co.co.co?

    Stai a vedere che non c’è più uguaglianza e pari opportunità di accesso nemmeno alla cattiva strada :)

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