[Open Source] La rivoluzione in Comune è possibile.


In questi tempi di ristrettezze economiche e di tagli, dopo l’abolizione dell’ICI risparmiare è divenuta, per gli enti locali, ed in particolare per i Comuni, un’esigenza vitale.

C’è una piccola, semplice rivoluzione, che i Comuni possono fare per dare un taglio netto alle voci di bilancio relative ai servizi informatici. Smetterla di ostinarsi ad utilizzare software proprietario e iniziare ad usare software libero. Non solo nei computer degli uffici comunali – che già sarebbe tanto, ma pure in quelli delle scuole.

Non voglio fare troppi giri di parole. Più di mille discorsi vale il video che vi propongo di vedere, il quale mostra come questi discorsi non siano utopici, ma realizzabili, perché già realizzati.

Ora che avete visto questo video, se vorrete, potrete già iniziare ad usare software libero. Io vi consiglio la suite OpenOffice, perfetto sostituto del pacchetto office di Microsoft. Eppoi Gimp, che non vi farà rimpiangere Photoshop. E, se non lo avete ancora fatto, buttate via il browser di navigazione Explorer e al suo posto usate l’egregio Mozilla Firefox, e Thunderbird se avete bisogno di un potente gestore per la vostra posta elettronica. Potreste anche smettere di stare dietro al “regime” windows e passare a Linux. Potete fare questo in una mattina, liberamente, gratuitamente, e nella più completa legalità.

In tanti oggi usano software crackato. Perchè farlo se esiste la possibilità di lavorare con software libero, perfomante e perfettamente legale? Perchè i Comuni devono continuare a spendere così tanti (nostri) soldi se potrebbero, a parità di risultato, spendere infinitivamente meno?

Sindaci e amministratori che ci leggete pensateci (e agite) – voi che potete.

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31 thoughts on “[Open Source] La rivoluzione in Comune è possibile.

  1. Come sempre accade, le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni…
    Il concetto è splendido ma si scontra con la dura realtà.
    Open Office è un discreto surrogato di MS Office ma è compatibile all’80%. Le maggiori incompatibilità sono date dai differenti codici sorgenti delle formattazioni e della gestione della grafica (apriti un Power Point e poi raccontami). Ciò non è dovuto alla scarsità dei programmatori di OpenOffice ma da molti codici proprietari inseriti su Office che, non potendo essere utilizzati sui progetti Opensource (diritto d’autore), rendono sempre più difficli gli artifici di compatibilità. Dato che nel lavoro reale non puoi passare metà della tua giornata a reimpostare formattazioni o, comunque, a riadattare i documenti, ti ritrovi costretto ad acquistare la suite di Office ottenendo due risultati: spendi un mucchio di soldi ed ingrassi la Microsoft che, nel caso non lo sappia, è l’unica società che intasa di denunce per pirateria i tavoli della Guardia di Finanza.
    Per lavoro, mi arrivano files di documenti SEMPRE in formato Office ed avendo perso la pazienza nell’adattare i documenti da MSOffice a OpenOffice, ho scucito 540 euro per contribuire all’arricchimento di Bill Gates (e la cosa non mi ha reso molto felice).
    Il vero problema è la compatibilità e, sino a quando MS continuerà ad usare codici proprietari più o meno arbitrariamente, gli utenti ad usare Office e chi dovrebbe metterci una pezza sopra a guardare dall’altra parte, saremo sempre costretti a scucire.
    Conosco GIMP molto bene e ti posso dire che sicuramente può far rimpiangere Photoshop ma non nell’accezione concettuale che intendi. E’ molto meno “human friend” e, a meno di non utilizzarlo per hobby (con molto tempo a disposizione) ne fai a meno (e spendi quasi 950 euro per l’acquisto di Photoshop).
    Sono d’accordissimo su Firefox che è eccezionale ma questo non fa testo su eventuali risparmi, anche Internet Explorer è gratis: fa parte del sistema operativo di windows.
    Purtroppo c’è troppo da cambiare per poter realmente utilizzare sw Opensource su larga scala. D’altronde pensaci un pochino: secondo te Microsoft non metterebbe i bastoni tra le ruote ad un simile progetto? E’ businness (purtroppo).
    Giorgio

  2. L’argomento è complesso e non facilmente affrontabile in poche righe.
    Essenzialmente si tratta di businness che fa leva sulla stupidità delle persone. In sintesi: il 90% degli utilizzatori utilizza (e sa utilizzare) meno del 10% delle possibilità dei pacchetti software. Però “fa figo” usare le suite di un certo livello e questo è un bisogno indotto e non reale. Nel momento in cui viene artatamente indotto l’utilizzo di un qualcosa e viene utilizzato da un grosso numero di persone, questo diviene, automaticamente, uno standard. Se poi questo sw viene “imbottito” di procedure coperte dal diritto d’autore (quindi utilizzabili solo a pagamento) risulta ovvio che un sw OpenSource ha delle grosse difficoltà ad emulare tutte le funzioni di sw quali Office MS.
    Dato che i produttori di questi sw, mediante queste manovre, ricavano un mucchio di soldi dalla loro vendita, è ovvio che, nel momento in cui si prospetta all’orizzonte la possibilità di vedersi ridurre i guadagni, “blindano” le loro applicazioni in modo tale che si possano emulare solo in parte.
    E’ ovvio che, avendo tempo, pazienza e capacità, tutto si possa emulare e riportare alle condizioni originarie ma oggi, se devi lavorare e produrre mancano le tre condizioni anzidette e ti ritrovi a dover (voler) usare dei pacchetti sw “pronti all’uso”.
    Ci siamo impoltroniti, questa è la verità.
    Per capirci: chi oggi farebbe a meno del telecomando su un televisore, alzandosi ogni volta a cambiare canale?
    E’ la poltronite che ci frega…
    Per concludere due parole per quanto riguarda Photoshop (che utilizzo in professionale dalla versione 1.0).
    Qualcuno ha idea di quanti sappiano utilizzare, non dico molto, ma almeno il 5% delle sue potenzialità?
    Statisticamente forse il 3% dei possessori totali, il resto lo usano (fanno finta) perchè dà il tocco da professionista, dimenticando che esistono sw economicissimi e molto semplici che svolgono il lavoro che questi (finti) utilizzatori di sw chiedono all’applicativo. E’ un po’ come andare a comprare un mazzo di prezzemolo e trasportarlo con un TIR.
    L’orizzonte è tragico perchè, come diceva Asimov in un suo romanzo: Neanche gli Dei possono nulla (contro la stupidità).
    E, credimi, di stupidi tra gli utilizzatori di computer ve ne sono più di quanto immagini.

  3. Giorgio io da 5 anni non uso più programmi proprietari. E non ho mai avuto nessun problema a lavorare con persone che non lo usano. Ti faccio un esempio molto elementare. Se scrivi un documento con openoffice può salvarlo in formato word microsoft. l’utente che riceve il mio documento lo aprirà come se fosse scritto con word. La stessa cosa si può fare per access, excell, powerpoint et cetera.
    Inoltre, essendo i codici aperti possono essere modificati dai tecnici informatici sulla base delle esigenze delle aziende o dei comuni.
    Infine, forse non sai che dopo l’uscita di scena di Gates Microsoft ha aperto all’opensource. tra non molto anche con word sarà possibile salvare in formato ODT, cioè in formato libero e ogni problema di compatibilità verrà meno.
    Non stiamo parlando di utopie: tutta la pubblica amministrazione brasiliana usa l’Open Source. E se hai visto il video di cui sopra noterai che non parliamo di utopie ma di cose già realizzate.
    Nessuno nega che sia difficile e lungo: però queste non sono buone ragioni per iniziare a farla questa rivoluzione.

  4. Che MS stia aprendo all’open source non so dove l’abbia letta….
    Infatti il sistema .dcox spiega bene il concetto di compatibilità ed apertura di MS & Bill Gates$.
    Leggiti qualche documento inviato da qualche azienda e poi mi racconti le formattazioni sulla grafica.
    Open Office è nato su Unix, passato su Mac ed approdato infine su Winzozz per cui penso di conoscere bene gli sviluppi del programma e purtroppo le cose stanno come le ho descritte. E’ vero che se finalmente ci si decidesse a scrivere una lettera come lettera e non come un pessimo tentativo di coniugazione lessicale-grafica, indubbiamente non sussisterebbe il problema di compatiblità. E’ qui che entra in gioco la stupidità umana.
    A proposito di modifiche su Open Office: ne ho viste alcune realizzate (ed abortite, per fortuna) per pubbliche amministrazioni veramente da ridere. Anche il mito della rimodulabilità di sw Opensource resta tale. Per mancanza di manici sufficienti; quelli che ti garantiscono risultati costano assai, per cui, in molte realtà amministrative costa meno la suite commerciale (almeno c’è un buon servizio postvendita).
    P.S.: lavoro anche io sul progetto OpenOffice e, nonostante la programmazione si possa realizzare in Object Oriented, quindi più semplice della compilazione dal linguaggio macchina, posso garantirti che un adattamento del sw comporta un bel po’ di lavoro. Che non si fa gratis.
    Giorgio

  5. Giorgio leggi qui.

    http://www.downloadblog.it/post/7492/microsoft-apre-un-laboratorio-open-source-nelle-filippine

    eppoi anche qui
    http://www.downloadblog.it/post/7270/ballmer-siamo-interessati-allopen-source

    ti consiglio la lettura di questo blog molto utile a capire.
    Anche io ho lavorato su programmi scritti con codice aperto. Ti posso assicurare che non danno più problemi di quelli proprietari.

    Non fare l’errore di considerare la tua esperienza “l’esperienza” open source. Come in tutte le cose ci sono lavori fatti bene e altri che non lo sono.
    C’est la vie!
    C’è molto lavoro da fare e se le amministrazioni ci investissero forse diventerebbe tutto più semplice non credi?

  6. volevo anche dirti che sul video che ho postato è detto chiaramente che la gratuità NON RIGUARDA IL LAVORO DEI TECNICI, ma solo le licenze d’uso.
    Cioè invece che 250 mila euro ne spendono 25 mila di gestione da parte dei tecnici. E’ tutto detto: non confondiamo il piano licenza, con quello relativo alla manutenzione!! La manutenzione però la devi pagare sia con software proprietario che con quello libero.
    le licenze, invece……
    chiaro?

  7. Mah, io parlo di adattamenti strutturali “seri” per aziende. In programmi con una certa complessità, occorre tenere in considerazioni un grosso numero di variabili dei programmi, quindi si tratta di un lavoro abbastanza complesso. In un’amministrazione o azienda vanno calcolati i costi globali che vanno dal costo del sw (licenze e/o costo programmatori), costo assistenza (deve essere seria), costo training per gli operatori, tempo di apprendimento, eccetera. Capirai quindi che se non vi è un grosso risparmio nell’utilizzo di sw OpenSource (con annessi e connessi), non ne vale la pena dal punto di vista aziendale. Il problema delle licenze multiutente poi va visto nell’ottica commerciale, infatti, il costo di un multilicenza è, fatti i debiti rapporti, abissalmente inferiore rispetto ad una licenza singola, inoltre i fornitori di sw “commerciale” hanno sempre e comunque un helpdesk (scarso quello telefonico, migliore su database e mail) all’altezza della situazione.
    Nel mio ambiente di lavoro, dove il numero di licenze multiutente è molto alto, abbiamo studiato la possibilità di utilizzare l’OpenSource ma, fatti i conti, non era conveniente. Ricorda sempre che ciò che conta è l’assistenza postvendita e, per quanto mi secchi molto ammetterlo, la Microsoft in questo è quasi imbattibile ed inoltre, a livello aziendale ha una politica di prezzi molto aggressiva e questo, piaccia o meno, ha il suo peso.
    Il mondo OpenSource è stato l’obiettivo primario dei programmatori della prima ora ma oggi, senza un’adeguata rete commerciale, fior di programmatori, un helpdesk valido ed una valida visione di programmazione basata sullo human interface non si va da nessuna parte.
    Bada bene, un programmatore serio costa mediamente tra i 70 ed i 100 euro per ora di lavoro in fase di programmazione e beta testing, più o meno lo stesso per gli interventi on-site ) più i costi di trasferta; deve intervenire ENTRO 24 ore.
    Metti in piedi un database relazionale partendo da un OpenSource per una media azienda, fallo girare come si deve ed assisti la clientela poi dimmmi quanto devi chiedere…
    All’azienda costa meno usare Access oppure FileMaker ed adattarlo.
    Inoltre saresti costretto ad utilizzare una qualche versione di Linux che abbisogna di un certo periodo di training e non brilla di certo per il numero di applicazioni disponibili, oltre che avere ancora parecchi problemi con molte periferiche (PrintGimp su Linux non risolve tutti i problemi).
    Forse tra un quinquennio se ne potrà parlare seriamente: le cose per l’OpenSource sta migliorando ma occorre ancora del tempo. Nel frattempo winzozz continua (sigh) ad imperare.

  8. seudeu… io non ho fatto l’esempio di aziende che hanno bisogno di programmatori galattici.
    ho parlato, ad esempio, dei pc di una scuola: per fare video scritture o per navigare in rete potrebbero usare openoffice o firefox: il risultato è lo stesso e l’amministrazione non pagherebbe licenze. Come il video dimostra bene.
    Oppure nel caso del comune: per videoscrittura o tabella tipo excell non c’è bisogno di pagare licenze perchè i sostituti liberi sono perfetti per fare quei tipo di lavori.
    il video mostra bene che per fare queste due cosine si passa da una spesa di 250 mila a 25 mila euro.
    Al di là delle chiacchiere questi son dati di fatto.
    Non nego che ci siano problemi e costi diversi per altre applicazioni più complesse: ma per gli utilizzi più elementari di cui ho parlato la migrazione non solo è possibile, ma pure molto conveniente.

  9. Mah, il video propone parole, di analisi di costi non ve ne è l’ombra quindi non dimostra nulla.
    Quando vedrò un’analisi rapportata costi-benefici con numeri veri e riscontri attendibili ne riparliamo.
    A proposito potresti consigliarmi un database gratuito che funziona sul serio?

  10. comunque missà che qualcosa si muove nel senso che dico io.
    Il 14 ottobre la Giunta regionale sarda ha approvato il Disegno di legge sulle “Iniziative per la promozione e lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza in Sardegna”, che stabilisce principi e politiche per contenere la spesa pubblica, tutelare la concorrenza, ridurre il divario digitale e favorire l’alfabetizzazione informatica attraverso l’uso di software libero.
    anche la Regione Lazio ha adottato soluzioni aperte per rispondere alle esigenze di ammodernamento delle pubbliche amministrazioni locali.

    tratto da: http://www.ossblog.it/post/4468/la-sardegna-approva-un-disegno-di-legge-per-il-software-libero

    il disegno regionale della Regione Sardegna lo trovate qui:
    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20081014183906.pdf

  11. Quando vedrò numeri certi ne riparliamo, per il momento sono solo chiacchere (idem quelle della regione Lazio) scritte su carta intestata.
    In riferimento al link che hai pubblicato, prova ad andare qui:
    http://sourceforge.net/
    Si trova di meglio.
    G.G.

  12. Io uso open office e mi trovo abbastanza bene (anche se alcune funzionalità sono più immediate in microsoft office). Ma se ci si impegna un pò nel ricercare le vie più elastiche e veloci è comunque un ottimo surrogato. Parlo solo di word e excel comunque).
    Mi pare interessante e utile la proposta di jemp (da non confondere con GIMP, del primo post di G.G.).

    In ogni caso penso che sia meglio che i soldi risparmiati sulla voce “licenze software” vadano ai tecnici, che in un modo o nell’altro li faranno rigirare nel sistema produttivo.

    L’unico dubbio è questo: capisco che i software a pagamento siano in continua evoluzione, perchè lo scopo di lucro di cui parlava mister G., muove tutto (o quasi per fortuna), ma siamo sicuri che il software libero sia sempre migliorato, aggiornato e che (particolare non indifferente) rimanga gratuito. Non vorrei che non appena il software gratuito venga utilizzato dalla “massa” possa modificarsi in software a pagamento, o che lo diventi la “funzionalità in più”.
    Che ne pensate? C’è questo pericolo?

  13. io non credo che questo possa succedere perchè la filosofia è diversa. qui non si punta a vendere l’ultima versione del programma, ma a fare dei codici sorgenti aperti un’occasione di profitto per programmatori e aziende specializzate nello sviluppo di questi software

  14. ecco altre “chiacchiere” :

    La Regione Calabria ha completato la migrazione del proprio sistema informativo ad una piattaforma completamente aperta, basata su un mainframe IBM z9 e sistema operativo zLinux SUSE.

    Secondo gli specialisti di IBM, che hanno curato la migrazione guidati dai responsabili del Centro Elaborazione Dati (CED) della regione, l’adozione di soluzioni Open Source consentirà un risparmio considerevole nei costi di gestione dell’infrastruttura informatica, un miglioramento generale delle prestazioni e un maggiore controllo del sistema.

    Sulla nuova piattaforma gireranno anche altri applicativi aperti, sviluppati internamente o da società locali per coprire aree specifiche, dalla gestione del personale ai servizi per cittadini e imprese. Un altro esempio dei vantaggi dell’Open Source, che favorisce la nascita nel territorio di un ecosistema di imprese impegnate nella fornitura di assistenza o nello sviluppo di software.

    fonte http://www.ossblog.it/

    il mondo cambia, però non tutti sembrano capirlo….

  15. Ah, bene….migrazione su mainframe:notiziona! Il resto del discorso è al futuro, quindi i fatti attuali quali sono?
    Me lo spieghi tu come sta cambiando il mondo?
    G.G.

  16. io ci provo, però con scarsi risultati. è possibile che il governo brasiliano, l’amministrazione provinciale di Bolzano, la regione Calabria, quella del Lazio e di Sardegna abbiano tutte torto e tu, invece, ragione? Si parla al futuro, si dice che il mondo sta cambiando perchè si parla di un processo non di un fatto compiuto. A differenza di qualche anno fa oggi chiunque abbia una connessione può scaricare liberamente un software gratuito, indipendentemente dalle sue capacità di spesa. in secondo luogo chiunque può cimentarsi col codice dei quel programma e modificarlo, rendendolo compatibile con le sue esigenze eppoi vendere il risultato del suo lavoro.
    C’è moltissima strada da fare, però la via è tracciata e tutto sulla spinta di questa rivoluzione sta cambiando, anche se le resistenze da superare sono ancora molte. tutto questo movimento vorrà dire pur qualcosa. però può anche darsi che tu abbia ragione e tutti gli altri torto (compresa la microsoft che apre laboratori open source nelle filippine)

  17. @ Giorgio

    Non mi interessa fare polemica, anche perché mi pare di capire che anche tu sei “a favore” del software libero o, quanto meno, dell’opensource in genere, ma mi pare necessaria qualche precisazione rispetto ad alcune delle cose che hai scritto…

    > Il concetto è splendido ma si scontra con la dura realtà. Open
    > Office è un discreto surrogato di MS Office ma è compatibile all’80%.

    perché mai OpenOffice dovrebbe essere “compatibile” con M$Office? e perché non il contrario?
    sono due software applicativi, distribuite da due grosse multinazionali del software (Microsoft e Sun), due suite da ufficio che comprendono programmi e funzionalità simili…

    > Le maggiori incompatibilità sono date dai differenti codici sorgenti delle
    > formattazioni e della gestione della grafica (apriti un Power Point e poi
    > raccontami).

    mi pare che su questo ci sia una enorme confusione: una cosa sono i programmi applicativi e tutta un’altra cosa sono i formati documentali

    attualmente ci sono principalmente 2 formati documentali che sono standard ISO (il resto è solo fuffa):
    – ODF (ISO/IEC 26300:2006)
    (standard ISO *pubblicato* da più di due anni, semplice, completo e ampiamente documentato)
    – OOXML (ISO/IEC PRF 29500-4)
    (standard, di recentissima approvazione con una procedura ISO particolare, “spinta” da Microsoft, le cui specifiche non sono pubblicate ma risultano ancora “Under development”)

    OpenOffice 3 implementa comunque *entrambi* gli standard (ODF già da un paio di anni, OOXML secondo l’ultimo “stato” di sviluppo ISO disponibile).

    Molti altri applicativi implementano ODF da tempo

    Office attualmente NON implementa ancora *nessuno* dei due standard, neppure quello “Under development” proposto da Microsoft (ad es.: il formato .docx attualmente implementato in Ms Office NON è quello “definito” nello standard OOXML approvato da ISO).

    ecco perché proprio non si capisce né si può accettare il tuo discorso sulla “compatibilità”: se si vuole parlare di compatibilità lo si deve fare SUI FORMATI e NON SULLE APPLICAZIONI… e, ad oggi, è OpenOffice ad essere “compatibile” con i formati, non certo MsOffice!…

    > Ciò non è dovuto alla scarsità dei programmatori di OpenOffice ma
    > da molti codici proprietari inseriti su Office che, non potendo essere
    > utilizzati sui progetti Opensource (diritto d’autore), rendono sempre più
    > difficli gli artifici di compatibilità.

    mah… il discorso è sui formati standard che “per definizione” sono aperti e pubblici

    è poi vero che è (pessima) abitudine di M$ aggiungere agli standard delle “estensioni” proprietarie: questo rende i suoi prodotti di fatto fuori standard… il che è un ottimo motivo per NON utilizzarli, soprattutto se ci sono altri applicativi che invece implementano gli standard in modo corretto (e magari sono pure gratuiti…)

    > Dato che nel lavoro reale non puoi
    > passare metà della tua giornata a reimpostare formattazioni o, comunque, a
    > riadattare i documenti, ti ritrovi costretto ad acquistare la suite di Office

    beh… costretto non direi proprio… se puoi ci si vuole proprio fare del male…

    > ottenendo due risultati: spendi un mucchio di soldi ed ingrassi la Microsoft

    verissimo

    > che, nel caso non lo sappia, è l’unica società che intasa di denunce per
    > pirateria i tavoli della Guardia di Finanza.

    mah… M$ è la prima a favorire ed incoraggiare di fatto la pirateria sui suoi sistemi operativi e (per le utenze private) anche su MsOffice: l’importante è monopolizzare il mercato… poi i soldi li fanno con i grossi contratti (es. pubbliche amministrazioni), con le royalties sui brevetti, ecc…

    mi sa tanto che sono più gli altri ad andare dalla GdF…

    > Per lavoro, mi arrivano files di
    > documenti SEMPRE in formato Office ed avendo perso la pazienza nell’adattare i
    > documenti da MSOffice a OpenOffice,

    anche a me: io lavoro in una organizzazione con 750 client sui quali è installato OpenOffice…
    personalmente apro e visualizzo correttamente il 99% dei documenti MsOffice che arrivano dall’esterno e la media generale è oltre il 90%…

    mi pare molto strano che tu abbia tutti questi problemi
    prova OpenOffice 3.0: FANTASTICO! c’è pure una estensione per aprire e modificare file PDF con OpenOffice!!!

    ma soprattutto: da quando usiamo OpenOffice NON PAGHIAMO più il contratto Microsoft di ENTERPRISE MANAGAMENT = risparmio annuo di quasi 90.000 (NOVANTAMILA) euro!!!!!!!!!!!!!!

    > ho scucito 540 euro per contribuire
    > all’arricchimento di Bill Gates (e la cosa non mi ha reso molto felice).

    e lo credo!

    > Il vero
    > problema è la compatibilità

    direi meglio che il problema è la corretta implementazione degli standard entro gli applicativi

    > e, sino a quando MS continuerà ad usare codici
    > proprietari più o meno arbitrariamente, gli utenti ad usare Office e chi
    > dovrebbe metterci una pezza sopra a guardare dall’altra parte, saremo sempre
    > costretti a scucire.

    basta aprire gli occhi e mollare MsOffice…
    si può fare. facciamolo!!!

    > Conosco GIMP molto bene e ti posso dire che sicuramente può
    > far rimpiangere Photoshop ma non nell’accezione concettuale che intendi. E’
    > molto meno “human friend” e, a meno di non utilizzarlo per hobby (con molto
    > tempo a disposizione) ne fai a meno (e spendi quasi 950 euro per l’acquisto di
    > Photoshop).

    provato Gimp 2.6? wowwwwwwww!!!

    > Sono d’accordissimo su Firefox che è eccezionale ma questo non fa
    > testo su eventuali risparmi, anche Internet Explorer è gratis: fa parte del
    > sistema operativo di windows.

    windows si paga, per cui siccome IE NON si può eliminare perché è parte integrante di Windows (il browsing delle finestre funziona con le stesse librerie di IE) ciò significa che PURE IE si paga

    > Purtroppo c’è troppo da cambiare per poter
    > realmente utilizzare sw Opensource su larga scala.

    non mi pare che le cose stiano così! qualche esempio?
    – la Corte dei Conti usa sitemi Linux
    – il Massachusetts ha adottato Linux per tutti i sistemi della locale Pubblica Amministrazione
    – in Brasile il governo ha imposto alle varie amministrazioni statali l’utilizzo di Linux (80%)
    – la Federal Aviation Administration (FAA) controlla tutto il traffico aereo con sistemi Linux
    – il Parlamento Italiano e quello Francese forniscono computer con Ubuntu ai propri deputati
    – il consiglio comunale di Monaco di Baviera ha deliberato l’adozione di Linux per i propri sistemi
    – il Vaticano usa Linux dal 1995
    – a Bolzano, le scuole usano Linux per la didattica (ne ha parlato anche Report, su RaiTre)
    – l’ISTAT utilizza ormai solo Linux
    – il CNIPA ha un osservatorio sull’Open Source
    – Dell usa Linux sui propri sistemi aziendali
    – il governo dell’Andalusia ha stanziato 15 milioni da investire nel software libero
    – eccetera…

    > D’altronde pensaci un
    > pochino: secondo te Microsoft non metterebbe i bastoni tra le ruote ad un simile
    > progetto? E’ businness (purtroppo).

    infatti M$ ci prova (e spesso ci riesce, ma sempre di meno…)

    > Essenzialmente si tratta di businness che fa leva sulla stupidità delle persone.
    > […]
    > Ci siamo impoltroniti, questa è la verità.

    concordo

    > Che MS stia aprendo all’open source non so
    > dove l’abbia letta….

    per esempio qui:
    http://punto-informatico.it/2445879/PI/Interviste/microsoft-open-source-tutto-quanto.aspx

    > Anche il mito della rimodulabilità di sw Opensource resta tale.

    anche col la 3.0? anche con le oltre cento estensioni disponibili? anche potendo facilmente configurare, personalizzare e controllare la distribuzione e l’aggiornamento sui client?

    > Per mancanza di manici sufficienti; quelli che ti garantiscono risultati
    > costano assai, per cui, in molte realtà amministrative costa meno la suite
    > commerciale (almeno c’è un buon servizio postvendita).

    MsOffice? servizio postvendita?

    con i soldi risparmiati nella mia organizzazione eliminando il contratto enterprise maintenace per MsOffice volendo ci si pagano, ogni anno, 3 consulenti a tempo pieno… che lavorano solo per una minima parte su Openoffice…

    > P.S.: lavoro anche io sul
    > progetto OpenOffice e, nonostante la programmazione si possa realizzare in
    > Object Oriented, quindi più semplice della compilazione dal linguaggio macchina,
    > posso garantirti che un adattamento del sw comporta un bel po’ di lavoro. Che
    > non si fa gratis.

    mah… dalle cose che scrivi, dal livello delle conoscenze tecniche che dimostri, dalla (senza offesa) scarsa conoscenza che dimostri su standard e licenze software mi riesce molto difficile credere che tu sia uno sviluppatore che lavora su Openoffice… anche perché, appunto, quelli che ci lavorano davvero sono stipendiati da Sun, e non mi sembra che questo possa esssre il tuo caso…

    comunque sia… se, come sembrerebbe, anche tu sei “a favore” del software libero (o, quanto meno, dell’opensource) allora già questo è qualcosa di buono!

    ti prego però… per il bene del software libero, di essere un tantino più preciso in futuro: altrimenti il tuo contributo a favore del software libero richia di essere controproducente!

    cordialmente
    alexus

  18. @ seudeu

    Anche con te non mi interessa fare polemica, ma mi pare necessaria qualche precisazione rispetto ad alcune delle cose che hai scritto…

    > Mah, io parlo di adattamenti strutturali “seri” per aziende. In programmi con
    > una certa complessità, occorre tenere in considerazioni un grosso numero di
    > variabili dei programmi, quindi si tratta di un lavoro abbastanza complesso. In
    > un’amministrazione o azienda vanno calcolati i costi globali che vanno dal costo
    > del sw (licenze e/o costo programmatori), costo assistenza (deve essere seria),
    > costo training per gli operatori, tempo di apprendimento, eccetera.

    tutto abbastanza ovvio e convisibile…
    solo che, siccome, vale pari pari sia per il software non libero (proprietario o closed che dir si voglia) che per il software libero e opensource (che dir si voglia), nulla toglie o aggiunge all’argomento in questione

    > Capirai
    > quindi che se non vi è un grosso risparmio nell’utilizzo di sw OpenSource (con
    > annessi e connessi), non ne vale la pena dal punto di vista aziendale.

    è perché mai? può comunque valerne la pena, sia a parità di costo sia, pure, con costi anche sensibilmente maggiori

    ti faccio un esempio:
    prendiamo ciò che è importante (e per certi aspetti è anche un obbligo di legge) per una pubblica amministrazione:
    – non essere vincolata ad un unico fornitore di software e/o di servizi legati al software
    – non essere legata a licenze che possano impedire o rendere difficile (o anche solo costosissimo) continuare ad usare un software o disporre dei dati elaborati con quel software (succede se, ad esempio, il fornitore fallisce o smette di supportare un certo prodotto software)
    – poter passare facilmente dall’uso di un applicativo ad un altro equivalente
    – poter personalizzare, modificare, migliorare un software che usa e magari “scambiarlo” anche (si chiama riuso) a costo zero di licenza con altre pubbliche amministrazioni
    – cercare di spendere i soldi pubblici in modo di avere ricadute dirette nel proprio territorio (dove vanno dritti dritti i soldi pagate in licenze per software come Windows, Office, ecc.? cosa succede invece quando la p.a. fa sviluppare i software aziendali pagandoli come servizio a softwarehouse locali e poi rilasciandoli con una licenza libera?)
    – deve avere (ci sono specifiche disposizioni di legge) il pieno controllo delle macchine aziendali e dei dati (sicurezza, privacy, ecc.): lo può fare con un software “closed” del quale non si conosce il codice sorgente?
    – ecc…

    insomma, ci sono tanti motivi per cui per una pubblica amministrazione vale la pena di spendere per un software “open” anche molto più che per un software “closed”…

    la tua affermazione è puro FUD…

    > Il problema delle licenze multiutente poi va visto nell’ottica commerciale,
    > infatti, il costo di un multilicenza è, fatti i debiti rapporti, abissalmente
    > inferiore rispetto ad una licenza singola,

    altra ovvietà…

    > inoltre i fornitori di sw
    > “commerciale” hanno sempre e comunque un helpdesk (scarso quello telefonico,
    > migliore su database e mail) all’altezza della situazione.

    mah… non tutti i fonitori di sw commwrciali ahnno l’helpdesk, e di quelli che lo hanno davvero ben pochi sono all’altezza della situazione…

    > Nel mio ambiente di lavoro, dove il numero di licenze multiutente è molto alto, abbiamo studiato la
    > possibilità di utilizzare l’OpenSource ma, fatti i conti, non era conveniente.

    discorso strano… che né mi convince né mi torna…

    nel mio ambiente di lavoro (750 tra client e server in diverse sedi remote) si fanno i conti caso per caso (e non “a cannonata”, tipo opensource sì oppure opensource no)…
    per esempio:
    – AutoCAD vs alternative “open”: usiamo AutoCAD con licenze circa 50 licenze multiutente (più che altro perché mancano software libero equivalenti e non tanto per i costi, che restano decisamente alti)
    – MsOffice vs OpenOffice: si usa OpenOffice su circa 700 client (il contratto Microsoft enterprise Maintenance non lo paghiamo più e MsOffice, fermo alla versione 2000, lo stamo dispettendo): risultato = 90.000 (NOVANTAMILA) euro all’anno risparmiati

    > Ricorda sempre che ciò che conta è l’assistenza postvendita

    non sempre, a volte sì e avolte no, dipende… tu generalizzi un pò troppo…

    > e, per quanto mi
    > secchi molto ammetterlo, la Microsoft in questo è quasi imbattibile ed inoltre,
    > a livello aziendale ha una politica di prezzi molto aggressiva e questo, piaccia
    > o meno, ha il suo peso.

    supporto Microsoft imbattibile??? ma stiamo scherzando??????????
    prova a chiamare l’helpdesk M$ per fare il downgarde da una licenza Vista Business a XP Pro e poi ne riparliamo… (e visto che ci sei, salutami tanto la signorina indiana o coreana che ti risponde in un italiano improbabile…)

    prezzi aggressivi??? roba del tipo che Openoffice è gratuito e MsOffice Pro costa SOLO 500 euro???
    ma dai… per favore…

    > Il mondo OpenSource è stato l’obiettivo primario dei
    > programmatori della prima ora ma oggi, senza un’adeguata rete commerciale, fior
    > di programmatori, un helpdesk valido ed una valida visione di programmazione
    > basata sullo human interface non si va da nessuna parte.

    ma scusa… ci sei o ci fai? o vivi su marte?
    hai presente aziendine tipo RedHat, SuSE, Sun Microsystem, Canonical, ecc.???

    > Bada bene, un
    > programmatore serio costa mediamente tra i 70 ed i 100 euro per ora di lavoro in
    > fase di programmazione e beta testing, più o meno lo stesso per gli interventi
    > on-site ) più i costi di trasferta; deve intervenire ENTRO 24 ore.

    boh… FUD FUD FUD…
    – un programmatore serio costa: dipende! tu spari cifre un pò a casaccio…
    – un programmatore serio, uno sviluppatore, NON fa interventi on-site… quelli (talvolta) li fanno i commerciali, gli analisti e i sistemisti
    – intervenire ENTRO 24 ore: eh??? sta forse scritto nel contratto nazionale tipo del “buon programmatore”??? 24, 48, 72… bum bum spariamo cifre da tutte le parti… i livelli di SLA sono definiti, caso per caso, nei contratti (punto)

    > Metti in
    > piedi un database relazionale partendo da un OpenSource per una media azienda,
    > fallo girare come si deve ed assisti la clientela poi dimmmi quanto devi
    > chiedere… All’azienda costa meno usare Access oppure FileMaker ed adattarlo.

    se si tratta di cosucce gestibili con access o filemaker allora stiamo parlando di poca roba… che ci vuole coraggio a chiedere soldi per farle…

    perché non parli di database con milioni e milioni di record, su piattaforme client server distribuite, con milgliaia di utenze concorrenti… poi vediamo cosa conviene usare…

    > Inoltre saresti costretto ad utilizzare una qualche versione di Linux che
    > abbisogna di un certo periodo di training e non brilla di certo per il numero di
    > applicazioni disponibili, oltre che avere ancora parecchi problemi con molte
    > periferiche (PrintGimp su Linux non risolve tutti i problemi).

    mi sorge il dubbio che quando tu parli di “linux” non ti stai riferendo al sistema operativo a cui tutti pensano… hai presente cosa sono oggi distribuzioni come Ubuntu, Fedora, Suse, ecc.??? sai che il supporto hardware di Ubuntu è migliore di quello di Windows Vista?

    > Forse tra un quinquennio se ne potrà parlare seriamente: le cose per l’OpenSource sta
    > migliorando ma occorre ancora del tempo. Nel frattempo winzozz continua (sigh)
    > ad imperare.

    questo “sigh” finale mi fa tornare il sorriso!!!

    se, come sembrerebbe, anche tu sei “a favore” del software libero (o, quanto meno, dell’opensource) allora già questo è qualcosa di buono! e scusami se involontariamente ti avessi offeso con qualche mio commento

    prego però anche te… per il bene del software libero, di essere un tantino più preciso in futuro: altrimenti il tuo contributo a favore del software libero rischia di essere controproducente!

    cordialmente
    alexus

  19. x Alexus
    Il problema del free software è molto complesso e non è possibile affrontarlo esaurientemente in poche righe di post.
    Il core del problema è commerciale, come ho cercato di spiegare (evidentemente non ci sono riuscito).
    Se prorpio vuoi continuare il discorso, scrivimi. Mi sono stancato di condensare i concetti in poche righe di post e questo è sicuramente un problema che abbisogna di qualche riga in più (non di programma).
    Aspetto tue notizie.
    G.G.

  20. Sempre x Alexus: non ci vuole molto per avere un supporto hardware migliore di Vista….
    Un utilizzatore di Apple dal 1984 (per capirci).
    G.G.

  21. Pingback: [OpenSource] La rivoluzione qui e adesso. « ::su:Barralliccu::

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