[Nuraminis] Le strane storie delle cave/5 (di Giorgio Ghiglieri)


Bia Segariu: L’epilogo (?)
Nell’ultimo articolo sulla vicenda della cava di Bia Segariu ci si fermava al decreto di sospensione dell’attività di cava effettuato dal Corpo Forestale e notificato al Comune di Nuraminis con lettera indirizzata alla stessa in data 14/08/2008. Tale decreto si basava sulla violazione degli articoli 19,20,21 e 42 della L.R. 30 del 07/06/1989 e relativo ricorso al TAR da parte della ditta Locci, titolare dei permessi di estrazione della cava di Bia Segariu.

Le situazione è rimasta in stallo per circa un mese sino a quando, il 13 settembre la scavatrice della ditta Locci ha ripreso i lavori quasi all’altezza della cima di Monte Crucuris. Lavori che non sono passati inosservati e sono stati subito segnalati al Comune di Nuraminis e al Corpo Forestale che hanno provveduto subito a monitorare la situazione.

Nel frattempo ho cercato di ottenere delle dichiarazioni da parte dei responsabili della ditta Locci i quali, dopo aver rinviato (per oltre due mesi) di settimana in settimana l’appuntamento, alla fine mi hanno comunicato la loro decisione di  non rilasciare alcuna dichiarazione sino a quando la situazione, dal punto di vista legale, non sarebbe stata più chiara.

L’altro attore di questa vicenda, ovvero il Comitato per la difesa di Monte Crucuris, nella persona del prof. Carmelo Spiga non ha ritenuto importante rilasciare dichiarazioni o interviste (cfr. mail del 08/09/2008).

Al contrario, l’Amministrazione comunale di Nuraminis mi ha fornito l’ulteriore documentazione che mi ha permesso di ricostruire gli avvenimenti di questa vicenda sino ad oggi.
Mentre la scavatrice della ditta Locci continua i lavori sul costone del monte, in data 18/09/2008 l’Amministrazione di Nuraminis riceve una lettera, per conoscenza, destinata all’Assessorato all’Industria della RAS con oggetto:“Piano integrato per risanamento e valorizzazione di Monte Crucuris nel comune di Nuraminis” a firma del prof. Carmelo Spiga quale portavoce del “Comitato per la difesa del Monte Crucuris”.

Questo è, in sintesi, il contenuto:
“L’intervento del comitato è finalizzato alla composizione pacifica e ragionata in ordine agli interventi nell’area così pesantemente deturpata. La popolazione rivendica il doveroso e legittimo diritto dell’informazione su fatti di tale portata perciò chiede al sindaco di essere informato su tutti gli sviluppi della vicenda anche per dare un supporto qualora le circostanze lo richiedessero, Si fa presente che in data 14/06 u.s. è stato presentato il libro “Villa dei Greci”….. da cui si evince con dovizia di documentazione scientifica che l’area comprendente monte Crucuris è di primaria importanza archeologica oltreché ambientale.

Si lamenta la mancanza di interessamento da parte delle associazioni preposte alla tutela del territorio e del patrimonio archeologico.
Tenuto conto che sia la zona in questione che l’intero comune di Nuraminis non ha mai beneficiato di interventi di rimboschimento e la zona si caratterizza come semidesertica, si avanza la proposta di un piano integrato di interventi che veda coinvolti la RAS, il comune di Nuraminis, la ditta F.lli Locci (titolare della cava), la Soprintendenza, le associazioni ambientaliste al fine di valorizzare l’intera area comprendente Su Padru, Monte Crucuris, Serra Cannigas e Sa Corona.

Il discorso delle responsabilità non fa parte degli interessi immediati del comitato. A firma del portavoce del comitato Carmelo Spiga.”.

Per dovere di cronaca sarà bene sottolineare alcune cose:
1- Il comitato risulta essere spontaneo, ovvero senza alcuna valenza legale.
2- Dalla documentazione ufficiale esistente su studi effettuati delle aree archeologiche nel territorio, non risulta assolutamente nessuna valenza archeologica nell’area della cava.
4- Propone un piano di valorizzazione che esula completamente dall’emergenza affrontata con Bia Segariu, allargando l’ipotetico piano di intervento ad aree estranee alla vicenda della cava.

In data 19/09/2008 la Ditta Locci fa pervenire all’Amministrazione di Nuraminis (cfr da ditta F.lli Locci a Assessorato Industria e p/c Comune di Nuraminis) una lettera dove, in sintesi, dice che durante i lavori di gradonamento (nella parte alta di Monte Crucuris) oltre al materiale terroso si è dovuto procedere all’abbattimento di un blocco di materiale argilloso che porta intralcio allo svolgimento del lavoro, quindi quest’argilla, nella fase transitoria dei lavori, verrà conferita alla bonifica presso la discarica industriale della Syndial a Macchiareddu (con cui hanno già un contratto di bonifica, ragione dell’esistenza della cava di Bia Segariu) e concludono appellandosi alla valenza di interesse pubblico del loro lavoro il quale, se interrotto, provocherebbe un grave danno economico non solo alla società (non viene specificato se per società si intenda solo la ditta F.lli Locci o la comunità e, se è così, quale).

[Nota: Il precedente decreto di sospensione dell’attività di cava prevede, oltre al fermo dei lavori estrattivi, il divieto assoluto di portare fuori dalla cava il materiale estratto e la sua commercializzazione].

Vien da sè che, in base a questa normativa, il Corpo Forestale, monitorizzando quotidianamente i lavori, non appena intercetta un camion carico di argilla che esce dalla cava, lo blocca e mette sotto sequestro sia i mezzi meccanici che la cava, come risulta da lettera inviata all’Amministrazione di Nuraminis in data 23/09/2008.

Il giorno dopo (24/09/2008) l’avvocato Andrea Pubusa (legale della ditta F.lli Locci) invia una istanza di dissequestro della cava di Bia Segariu e dei mezzi meccanici facendo presente di aver inviato il ricorso al TAR per il provvedimento di sequestro e richiede il dissequestro dei mezzi meccanici (autotreno IVECO e scavatrice). Fa inoltre presente che il sequestro ha interrotto la messa in sicurezza del costone che è a rischio frane.

L’aver indirizzato questa istanza al Sindaco di Nuraminis ha la sua ragione di essere in quanto, in base alla L.R. del 2006 le competenze sanzionatorie e la gestione dei sequestri effettuati dal Corpo Forestale vengono gestiti dall’Amministrazione Comunale competente per territorio.
In base a questa normativa, il Sindaco di Nuraminis sta predisponendo un’ordinanza di dissequestro del camion (ndr: il camion appartiene ad un padroncino che è stato ingaggiato dalla ditta F.lli Locci per i trasporti, quindi estraneo alla vicenda) e, per quanto riguarda la scavatrice subordinarne il dissequestro al lavoro da svolgere sul costone.

Ossia, speiga il Sindaco Luciano Cappai, se la scavatrice deve essere dissequestrata affinchè essa debba essere utilizzata per mettere in sicurezza il costone, l’ordinanza prevederà il dissequestro, diversamente no.
In data 29/09/2008 la ditta F.lli Locci invia all’Amministrazione Comunale una lettera in cui, a causa del sequestro della cava e dei mezzi, quindi al blocco totale della cava, declina ogni responsabilità in merito a qualsiasi danno a cose, persone o animali dovuti alla possibilità di frane.
In data 02/10/2008 vi è stata un’ispezione da parte dei tecnici dell’Assessorato all’Industria della RAS per verificare il rischio concreto di frane e decidere quindi il da farsi, ispezione effettuata insieme ai tecnici dell’Amministrazione Comunale di Nuraminis.

Nel frattempo il Sindaco sta approntando un’ordinanza che obbliga la Ditta Locci alla recinzione completa della cava, l’apposizione dei regolamentari cartelli di indicazione di pericolo e l’immediato gradonamento della parte superiore del colle e ripiantumazione della stessa area.

Mi spiegava il Sindaco che si è deciso di far iniziare i lavori dalla parte alta del colle perchè, in caso di piogge continue diventerebbe pericoloso lavorare sulla parte alta e, non iniziando i lavori dalla parte alta, risulterebbe impossibile realizzare correttamente i lavori di messa in sicurezza della cava. Con tutti i rischi che una mancata messa in sicurezza comporterebbe.
Questa la situazione ad oggi della cava di Bia Segariu.

C’è da dire che il 10 ottobre il TAR dovrà emettere la sentenza sul blocco della cava ed annullamento del permesso di cava attuato dal Corpo Forestale. In qualsiasi caso le parti potranno rivolgersi al Consiglio di Stato per un eventuale ricorso; questo comporterebbe un ulteriore allungamento dei tempi in caso di irrigidimento delle posizioni delle controparti e, nel frattempo l’autunno avanza e con esso la stagione delle piogge, aumentando i rischi di frane e spostamento a valle del materiale terroso depositato ai piedi di monte Crucuris.

Restiamo in attesa della sentenza del TAR al riguardo, sperando che non si debba ricorrere al Consiglio di Stato, che la stagione delle piogge arrivi il più tardi possibile e che la ditta F.lli Locci metta definitivamente in sicurezza il sito nel più breve tempo possibile. Diversamente ci si potrebbe trovare a dover fronteggiare qualcosa di più grave di una cava abbandonata.
(Giorgio Ghiglieri)

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2 thoughts on “[Nuraminis] Le strane storie delle cave/5 (di Giorgio Ghiglieri)

  1. GRazie per il prezioso articolo, anche se mi piacerebbe che fosse fatta più chiarezza sul”comitato spontaneo” di cui io,a perte C. Spiga, non conosco nessun altro rappresentante!!

    A presto…

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