[Nuraminis] Dialoghi impossibili: intervista alla Cava.


Ma chi ci capisce niente? Questa cava è chiusa o no? Ripristinano i luoghi oppure no? Ah, se non ci pensiamo noi a farci ‘ste domande. Scherzo, scherzo. Non è vero, ci pensa anche qualcun altro. Speriamo di non dovere andare ad uno ad uno in Comune a chiedere ragguagli alle massime istituzioni comunali, per sapere qualcosa di più su questo benedetto territorio.

Intanto, noi ci facciamo le nostre interviste, assurde. Prendi la cava, ad esempio. Hai mai provato ad interrogarla? A prenderla per mano, farla sedere, parlarci, chiedendole tutti i perché che ti vengono in testa?

Guarda che se lo fai funziona. La cava parla sul serio, e ti risponde. E ti racconta che non è mica un caso che lei – e le altre che dormicchiano intorno a Nuraminis – stiano così tanto vicine ai siti archeologici.

“Perché?” – le ho chiesto.
E lei – incredibile – lei mi ha risposto, e mi ha spifferato tutto, anche se un po’ sottovoce.
“Tutti sappiamo benissimo – dice – che ai Sardi non gli serviva mica che un Mussolini fondasse Carbonia, per rendersi conto che la loro isola aveva un potenziale sotterraneo impressionante”.
“Che vuoi dire?”.
“Lo hai letto il libro di Marco Tangheroni La città dell’argento ?”
“No”.
“Male! Leggilo! È un libro bellissimo. La città d’Argento di cui parla Tangheroni è Iglesias. Una città fondata dai pisani proprio per sfruttarne il suo potenziale minerario. Pensa che in città i pisani ci avevano fatto pure una zecca per coniare monete, con l’argento estratto da quelle cave-miniere”.
“Oh perbacco!”.
“Eggià, però non è nel XII secolo che inizia questa storia. Nell’iglesiente e in tutta la Sardegna l’uomo cavava materiali dalla pancia di Madre Terra già dall’età del bronzo, anzi anche da prima”.
“Come da prima?”
“Prima, prima… Monte Arci è molto di più di un boschetto dove andare a fare pasquetta: era una miniera di ossidiana. Un giacimento che faceva della Sardegna una specie di Arabia Saudita del tempo: l’ossidiana, allora, era importante quanto il petrolio oggi”.
“Senti Cava, possiamo darci del tu?”
“Certo, che scherzi…”
“Perfetto… mmm vedi… è interessante quello che dici, ma mi spieghi cosa c’entra con te, con le cave di qui di Nuraminis e Villagreca?”
“Volevo solo fare qualche esempio, per farti capire un pochino meglio per quale motivo noi cave stiamo spesso così vicine ai siti archeologici”.
“Spiegati meglio…”
“Secondo te, pure qui a Nuraminis, i vostri antenati da dove le hanno prese le pietre con cui hanno costruito le torre-capanna di Sa Korona, le tombe megalitiche di Serra Cannigas o il pozzo di Santa Maria?”
“Non lo so… da dove?”
“Le prendevano da antichissime cave, antenate mie, che stavano qui, dove sto io adesso, oltre Genna Siutas, proprio dove adesso c’è quel buco incredibile proprio a ridosso de Sa Korona”.

Non ci avevo mai pensato, a questa cosa qui. Che prima delle nostre cave, ce n’erano delle altre, che c’è una continuità forte, nel territorio, anche in questo piccolo particolare.
La Cava mi ha parlato per ore. Alla fine non avevo più foglietti di block notes dove prendere appunti.

Mi ha fatto chiudere gli occhi per provare a immaginare uno di quei scalpellini nuragici che infilavano degli spessorini nelle crepe della cresta granitica e poi battevano col martello, fino a quando non producevano il distacco del megalite, che veniva poi trasportato dove si voleva tirare su una tomba, un pozzo, una torre abitativa.

Torno a casa un po’ scosso.

Non capita tutti i giorni di parlare con una cava. E proprio mentre rientro, mi ricordo di aver letto da qualche parte, non ricordo dove, che ancora in pieno Novecento a Nuraminis c’era una famiglia di pica pedreris, di scalpellini, che staccavano blocchi di granito da madreterra. Una famiglia che si era passata il mestiere di padre in figlio.

Le continuità, le cave di ieri, quelle di oggi. Le cave che si storicizzano, diventano, cioè, esse stesse, storia del territorio. Se studi una cava dell’età del bronzo puoi comprendere molte cose della vita degli uomini e delle donne di quel tempo.

Chi ci aveva mai pensato? Solo una cava poteva farmelo notare.

Ci dormo su una notte intera. E il giorno dopo mi sveglio e mi ricordo che, però, non sono mica così ingenuo. Non è che devi credere a tutto quello che ti dicono, o che non ti dicono. C’è una cosa che la cava ha omesso di dirmi. Non avrebbe potuto farlo: dirmela sarebbe stato contro il suo stesso interesse.

Millenni e secoli fa il livello tecnologico dei nostri cavatori era in grado di scalfire solo in minima parte il territorio. Oggi, invece, abbiamo un potere tecnologico che ci rende padroni di spostare una montagna, di cancellarla o di farla saltare in aria.

Per gli antichi solo un dio avrebbe potuto tanto.

Eccola qui, la discontinuità che c’è in certe continuità. Eccola qui, la differenza che si marca quando provi ad affiancare il passato e l’oggi. È una differenza forte, enorme. Prima la montagna la scalfivano appena: oggi, se vuoi, pigi un pulsante e salta in aria tutto.

Allora, cos’è che ferma tutto questo? Cos’è che ci impedisce di mangiarci le montagne, o che ci permette di fare delle cave senza distruggere il paesaggio, l’archeologia del territorio?

Io non lo so più, adesso. Datevela da voi, la risposta.

p.s. volete vedere quali sono e dove sono tutte le cave in questo momento attive a Nuraminis? Se  la risposta è si cliccate QUI.

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18 thoughts on “[Nuraminis] Dialoghi impossibili: intervista alla Cava.

  1. Ciao, quel “qualcun altro” sta tenedo d’occhio la situazione. Vi sono delle importanti novità sulla cava di Bia Segariu ma gli avvenimenti si stanno succedendo così rapidamente che, a doverne fare la cronaca ne verrebbe fuori un articolo al giorno.
    Pazienta(te) ancora qualche giorno e leggerete un nuovo (ricco?) resoconto sulla questione.
    Per quanto riguarda l’informazione che, secondo te, latita da parte dell’Amministrazione, non sono molto d’accordo. I giornali non impegnano spazio per una cava di provincia (dura realtà) e, se lo fanno, ti mettono a disposizione una decina di righe dove non spieghi nulla.
    Quindi, per dare una corretta informazione ai cittadini che si fa?
    Lo si scrive sui muri? Si stampa un opuscolo con tutta la storia? Si manda un banditore?
    Si accettano idee (e sono convinto che l’Amministrazione sarà d’accordo. Scommettiamo?)
    Giorgio Ghiglieri
    P.S.- Bellina l’idea dell’intervista alla cava. Un pochino da romanzo di fantascienza di Ray Lovelock…

  2. Giorgio per fare corretta informazione si pubblica tutto sul sito istituzionale del comune. Ma mica solo sulle cave. Pubblichi le delibere di giunta, del consiglio comunale, moduli prestampati per autocertificazioni, bandi, appalti, graduatorie, ecc ecc..
    E dai al cittadino la possibilità di interagire con l’istituzione. Non è che ci voglia molto.. guarda in tutta Italia questa cosa qui la fanno migliaia di comuni. Nuraminis è uno dei pochissimi che ancora aspetta che la gente vada in comune per sapere le cose, o per avere un prestampato.

  3. … per la cronaca , l’altro giorno non ho potuto parlare con un assessore ed ho dovuto lasciare un “promemoria”. Ha risposto qualcuno al mio promemoria? Certamente no.

  4. ( le colline sono una buona protezione contro il vento in un paesaggio completamente pianeggiante…….) :)

  5. Veramente mi sono attenuto al soggetto (le cave) e non mi sono allargato.
    Volendolo fare, basandomi su quanto hai affermato (la rete, il sito, ect), non ti sembra che, in ultima analisi, si parli di un mezzo “di classe”?
    Chi non sa usare internet (e ce ne sono tanti) che fa, resta tagliato fuori dall’informazione?
    L’alfabetizzazione informatica è ben lontana dal traguardo.
    Non dimenticarlo mai….

  6. mezzo di classe? e quale classe? quella borghese o quella proletaria? davvero pensi che chi ha la rete oggi siano le persone ricche? Non scherzare. La rete è una delle cose più democratiche che siano state mai inventate. altro che classe! Hai visto i ragazzini come la sanno usare? ogni nonno – o genitore – anche solo grazie a loro può trovare in rete quello che vuole. In ogni caso, chi non sa (non sapeva) leggere che faceva? L’idea che qualcuno non sappiano usare la rete, poi, che argomento è? E il Comune di Serrenti allora, che informa con la rete su tutto cos’è? Un alieno?

  7. Nel caso non avessi capito il concetto di classe in questo contesto te lo spiego meglio.
    La classe di chi ha internet e lo sa usare e quella che o non l’ha o non lo sa usare, il tuo esempio dei ricchi fa parte di un’ideologia polverosa e più antica di un bronzetto nuragico…
    Il problema si chiama: Digital divide.
    E’ questo che crea le classi.
    E’ inutile avere il miglior sito del mondo se poi LA GENTE non è in grado di poterne usufruire.
    Con quello che teorizzi crei proprio delle classi: chi ha internet ha l’informazione, chi non l’ha è tagliato fuori.
    Di qui non si scappa.
    Nel caso non fossi d’accordo vatti a leggere i dati sulla percentuale sull’alfabetizzazione informatica in Italia e poi, scusami tanto, ma con questi se e ma che spargi in ogni discorso mi fai venire in mente il proverbio che dice: “Se mia nonna avesse le rotaie, sarebbe un tram”…
    G.G.

  8. Giorgio io non teorizzo proprio nulla. Sei tu che hai parlato di classi. Se tu vuoi usare il concetto di classe dandogli una tua interpretazione fai pure, però le parole hanno un senso preciso e non andrebbero usate alla rinfusa.
    Il digital divide per Nuraminis non vale, visto che la rete è disponibile, e in ogni caso tra poco tempo il 100% dei paesi sardi sarà dotato di banda larga.
    Di che stiamo parlando? Io ti dico che al di là di questo un comune che voglia responsabilmente amministrare DEVE avere un sito internet efficace ed efficiente. Sulla questione delle cave, avrebbe potuto, con un tale strumento, fare chiarezza, informare, discutere e offrire un momento di riflessione collettiva. Invece Nuraminis, a differenza di tutti i comuni vicini, si segnala, in questo versante, come un esempio di grave ritardo.

  9. …. a parte che impollano tanti anziani con sto adsl che se fai una ricerca molti hanno un contratto senza avere il pc..
    ( purtroppo è vero e la legge del call center è così spietataaaaa)

    a parte ciò… ma il bando comunale ? Non esiste più?era così simpatico! E’ ciò che arriva con più facilità alla gente… non puoi fare a meno di ascoltarlo, anche senza pc, senza tv, senza wi fi , sms , skype e chi piu ne ha più ne metta…

    Come fa mia nonna ad informarsi con internet che ha pure difficoltà a leggere?

    Come fa mia zia a pagarsi un abbonamento adsl se non arriva a fine mese?

    Come fa il mio vicino ad imparare ad usare un computer se non l’ha mai visto prima?

    (chiaramente sono solo esempi…)

    internet non basta come mezzo di informazione.

  10. Mendula, l’esistenza di persone che non sanno leggere non è un buon motivo per non iniziare a diffondere i libri. Analogamente, il fatto che esistano persone che non usano il pc, non è un buon motivo per non offrire a quelli che lo usano – che sono la maggior parte – di farlo. Inoltre, non ho detto che la rete e un sito sono L’UNICO strumento. Ho detto che è uno dei tanti: ma in assenza di tutti gli altri mezzi di informazione, la mancanza di un’informazione istituzionale ben gestita è un fatto che risalta ancora di più.
    Per insegnare la rete, la navigazione ecc, molti comuni hanno fatto dei corsi gratuiti di alfabetizzazione, pagando dei giovani ragazzi della comunità per insegnare a chi lo volesse ad usare la rete: in questo modo anche gli anziani – che non la sanno usare – possono partecipare più direttamente alle attività della comunità o se nn altro conoscerle. Non sarebbe questo uno strumento di ulteriore integrazione di quegli anziani spesso “esclusi” dal dibattito e dalla rete?

  11. ah ah aha ahah ahaha … ma hai risposto con una frase fatta che non c’entra un bel niente, perchè se rileggi quello che ho scritto puoi notare che il nio non è un discorso categorico. ho detto solo che internet non basta, non che NON SERVE o NON è GIUSTO DIFFONDERNE L’USO.

    attento a come rispondi….o a come leggi!!! :)

    p.s. Io al sindaco di Nura gliel’ho detto in faccia che il sito fa pietà, di chiuderlo immediatamente. Ma pare che i consigli che dò, come le comunicazioni che porto, non vengano recepite. Quindi sono un cittadino trasparente.

  12. comunque il sito nuovo è in costruzione.. (notizia avuta a mag 08)

    … stanno pensando al colore adatto per lo sfondo….

  13. Finalmente un bel dibattito! particolarmente interessante. In effetti l’informatica coinvolge sempre e comunque.
    Si diceva fosse il futuro. Ora probabibilmente il futuro è qualcos’altro. Ci si infervora su un presente che va modificandosi forse troppo.

    Di sicuro personalmente ho sempre apprezzato internet, da quando soru liberalizzò il ticket d’ingresso in diretta su videolina. Bel momento!

    Però il futuro si sta modificando. Dai paesi tecnologicamente più avanzati arrivano notizie di un internet già modificato. Più elastico, più usa e getta.

    Interessante anche rileggere i post. Che dalla cava parlante arrivano al sito dell’amministrazione comunale. Interessante il botta e risposta tra giorgio e jemp, con la battitrice libera mendula. Non perdete mai lo spirito critico perchè è fondamentale per migliorare continuamente. L’unico problema è che la perfezione probabilmente non esiste. migliorare qualcosa evidenzia quello che non migliora.
    avete mai notato cosa succede in una casa quando si inizia a rinnovare gli arredi ormai vetusti? la scelta del complemento d’arredo è ricercata e precisa, ma una volta piazzato il mobile, divano, letto o tavolo, ci si accorge che è da cambiare anche quell’altra cosa, e poi quell’altra, fino a ricambiare il mobile, divano, letto o tavolo acquistato che non va più bene.

    Nuraminis ha le sue tradizioni. probabilmente ogni amministrazione comunale lavora per migliorare questo o quello. Ma se migliora questo allora ci si concentra su quello che ancora non va.
    Cosa succederà quando il sito sarà il migliore sulla piazza?
    Si parlerà di qulcos’altro. Cosa passerà in quel momento? Che c’è qualcosa che non va, sempre e comunque.
    Difficilmente ho sentito parlare di qualcosa che funziona. Esiste? Certo che esiste, ma non fa notizia.

    Si deve parlare, come scrissi tempo fa, delle cose che non vanno per migliorarsi. Però rendiamoci conto che gli sforsi per migliorarsi non sono apprezzati. Nonostante ciò penso che qualcosa di buono ci sia. Ma non riesco ad immaginare un futuro nel quale a Nuraminis ci si possa svegliare la mattina con il buon umore e la convinzione che ci siano tante cose che funzionano.

    In ogni caso sono particolarmente graditi tutti gli interventi che fanno riflettere su alcuni aspetti del paese. Ma stiamo anche un pò ancorati alle cose semplici. Senza prendersi, come diceva jemp, troppo sul serio.

    a presto

    michele

    p.s. come sempre non rileggo quello che scrivo per non levare quella minima possibilità che ormai rimane di esprimere un pensiero sul web che rappresenti fedelmente quello che la mente tira fuori momento dopo momento.

  14. X Michele.
    Una qualsiasi cosa, per quanto ben fatta, non andrà mai bene, ci sarà sempre chi avrà da ridire. A prescindere.
    Da ridire senza portare nessuna alternativa.
    Polemica aggratis, insomma.
    Si capisce che conosci molto bene il paese…..
    G.G.

  15. ciao Michele, volevo solo precisare che questo blog non parla mica solo delle cose che non vanno. C’è una rubrichetta che si chiama segnali di fumo. Se ci clicchi sopra trovi un sacco di notizie belle, fatte in realtà anche piccolissime. Anche su Nuraminis si parla spesso di cose positive, ad esempio la lotteria di beneficenza. Poi però, si sa chel ‘attenzione delle persone va sempre alla polemica, meno alle cose piane. Però guarda, qui la polemica per la polemica non serve a nessuno. E se con Giorgio o con altri ci prendiamo a sediate – l’espressione è sua – è solo per sport, perché infondo siamo solo dei rompiscatole.
    Quando il sito del comune sarà il migliore della piazza saremmo tutti felici, perché non ci dovremmo più vergognare di quello che è adesso online.

  16. Carissimi rompiscatole, continuate ad esserlo!
    la mia era solo una considerazione di massima sul modo di pensare che non condivido. Ma è chiaro che è più facile e interessante andare a discutere su qualcosa che non va.

    Anche io ho notato subito che il sito del comune non funziona. Quantomeno l’anno (2005) scritto a caratteri cubitali in prima pagina poteva essere eliminato, così come le “news” che scorrono velocissime in contemporanea.

    L’informatizzazione è comunque un processo lento. Siamo indietro ma il processo deve partire dall’interesse generale.
    Oggi come oggi sono ancora percentualmente poche le persone che possono fare riferimento ad informazioni tratte dalla rete. Ciò ovviamente non significa che i pochi avrebbero difficoltà a divulgare quanto appreso in poche ore a tutto il paese. Il buon vecchio tam tam è ancora il mezzo più veloce della luce. Più ancora dell’altro buon vecchio (bando) che mendula rimpiange, e che comunque (sicuramente meno rispetto al passato) si sente ancora.

    L’adsl è ancora troppo recente per pensare che abbia già messo radici forti. A proposito sarebbe interessante una statistica in merito. Quante abitazioni a Nuraminis e Villagreca? E quante linee adsl in quelle abitazioni?
    E quelle senza? Perchè sono ancora senza? Cosa si può fare per far arrivare un pc e una linea veloce anche in quelle case?

    Forse dando risposte e soluzioni a queste domande si potrebbe iniziare a parlare di un minimo di informatizzazione costruttiva.

    Di sicuro voi come me avete la sana passione per internet e le sue infinite possibilità. Sarebbe bello parlare di trasmissione di passione. Molto più semplicemente sarebbe auspicabile che il maggior numero di persone avessero la possibilità di avere i mezzi per appassionarsi.

    a presto

    p.s. il solito

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