[Tharros-Gonnesa] Che succede all’archeologia in Sardegna?


Il Messaggero riporta la notizia. Dopo quasi due secoli di ipotesi e di ricerche, gli archeologi avrebbero finalmente individuato i resti del porto di Tharros, la città fenicio punica sulla costa occidentale della Sardegna, considerata da alcuni la seconda Cartagine del Mediterraneo.

Era “solo” una città fenicio punica? Non sarà mica quella Tartesso che si cerca da secoli in Spagna? Oltre le colonne di Gibilterra? E se avesse ragione Sergio Frau quando scrive che le colonne stavano al Canale di Sicilia? Molti studiosi di caratura internazionale hanno condiviso questa sua intuizione, che poi costituisce la prima parte del suo amato/odiato volume “Le colonne d’Ercole”.

E’ bellissima, in ogni caso, la notizia annunciata, in conferenza stampa, dagli archeologi Raimondo Zucca (Università di Sassari) e Carla Del Vais (Università di Cagliari).

Nelle stesse ore, però, La Nuova Sardegna ci informa che la Procura della Repubblica di cagliari ha indagato l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni (uomo chiave della controversa vicenda legata all’edificazione di Tuvixeddu.

L’ex sovrintendente è indagato per concorso in abuso d’ufficio, usurpazione di funzione pubblica e violazione delle norme del Codice Urbani che regolano le ricerche archeologiche. La contestazione della Procura è riferita all’articolo 175 della legge 42 (Codice Urbani) che punisce con l’arresto fino a un anno chi esegue ricerche archeologiche senza concessione e chi non denuncia le cose ritrovate fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea. L’inchiesta giudiziaria della Procura riguarda anche l’archeologo Ginetto Bacco e il geometra comunale di Gonnesa Angelo Floris.

Si perché l’inchiesta concerne proprio il furto di tre reperti archeologici dal villaggio nuragico di Seruci, denunciato il 14 febbraio ai carabinieri di Gonnesa.

Sono due fatti, quelli di Tharros e di Gonnesa, molto diversi, ma entrambi epocali, per certi veri. Che succede all’archeologia in Sardegna?

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6 thoughts on “[Tharros-Gonnesa] Che succede all’archeologia in Sardegna?

  1. Fatti spiegare dagli scopritori che cosa era la missione LINDER (anni 80). Poi ne riparliamo….. Se non ne sai niente te la racconto nei prossimi giorni.
    Aehm… Ginetto Bacco NON è un archeologo (da qui penso salti fuori l’accusa di usurpato titolo), il materiale che sembrerebbe scomparso è del cocciame che, per quanto possa essere prezioso, non ha alcun valore nel mercato nero dei reperti (cosa che sanno benissimo anche i CC del Nucleo Tutela). Per quannto riguarda Vincenzo Santoni le accuse mi sembrano alquanto inverosimili e comunque sappi che mi risulta da fonti attendibili che questa operazione fa parte di una serie di controlli che i CC del N.T.A. stanno facendo questo periodo (i tombaroli ne semnrano esenti). Appena avrò dei dati più attendibili rispetto a quell’articolo ti farò sapere.
    Giorgio Ghiglieri

  2. PROGETTO LINDEN: Alcuni cenni.
    Da: Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali – Soprintendenza Archeologica della Sardegna per le Province di Cagliari ed Oristano.
    Quaderno 1
    RICERCA SUGLI ANTICHI INSEDIAMENTI FENICI (Sardinian Coastal Study Project) ANNO 1986
    PARTE SECONDA
    Rapporto Preliminare: Analisi con lo scandaglio e prospezioni sottomarine a Tharros, Bosa e Capo Mannu – Prima stagione: 1-16 Settembre 1984.
    Sintetizzando le cose: “…il “Sardinian Coastal Study Project”, indirizzato alla ricerca delle testimonianze archeologiche dei primi contatti tra i Fenici e gli abitanti della Sardegna, fu ideato durante un incontro tra il Prof.F. Barreca e la Drssa F. Lo Schiavo con il Dr. E. Linden a Cagliari nel febbraio 1984. Fu quindi deciso di affidare la direzione delle ricerche al Dr. Linden, sotto gli auspici delle Soprintendenze di Caglairi e Oristano e di Sassari e Nuoro. ..”.”….La spedizione è stat patrocinata dal Sig. W. Scheuer attraverso la “Four Oaks Foundation”, completata da un genroso contributo del Sig. R. Scheuer e da un dono dell’Harcard Semitic Museum. Durante la spedizione è stato girato un documentario cinematografico, con lo scopo o di presentare sia alcuni aspetti della prima attività marittima nel Mediterraneo, sia i metodi di ricerca applicati all’archeologia sottomarina. …il film è stato diretto da A. Miller con la Drssa S. Arenson nel ruolo di consulente scientifico. Formavano la squadra cinematografica W. Scheuer in veste di produttor esecutivo, con M. Scheuer, I. De Feies e A. Bernstein. Il personale scientifico era formato da: E. Liner, direttore; H. Edgerton, operatore sonar; F.M. Cross, epigrafista, archeologo; R. Sanna, geologo; E. Galili, prospezione subacquea: Yossi Tur Caspa, geotecnologo; O. Linder, navigazione, amministrazione; E. Edgerton, aiuto operatore sonar; J. e R. Scheuer, prospezioni subacquee; F. Fanari, assistente in archeologia marittima. Supporti logistici e contatti con le autorità locali: Dr. Paolo bernardini, ispettore Soprintendenza Cagliari….”
    Seguono le speigazioni della metodologia di studio e relativi dati preliminari sulle scoperte.
    Tutto nero su bianco. Dal 1986…..
    Giorgio Ghiglieri

  3. Si certamente non è la prima volta che si fanno dei lavori a Tharros. Perfetto. Però stavolta la novità è la “sensazione” – comune alle due università di CA e SS di avere individuato qualcosa che finora non era ancora saltato fuori, cioè il porto della città fenicia, sotto la laguna di Mistras. Esiste notizia di questo ritrovamento prima di oggi? Credo sia questo il punto.

    Sull’ex sovrintendente sono sacrosante le tue precisazioni.
    Inoltre, deve valere l’assoluto principio di non colpevolezza fino a prova contraria: mi pareva di un qualche rilievo, comunque, segnalare la notizia di un’indagine che ha la sua rilevanza.

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