Per una via democratica… e del rimpianto per l’Unità.


Ve li ricordate i comunisti? Quelli che erano contro la Nato, contro la CECA, contro Euratom, contro l’inserimento dell’Italia dentro lo schieramento occidentale?
Vi ricordate che manifestavano contro la guerra in Vietnam, senza avere mai alzato un dito contro le repressioni di Pol Pot o quelle di Fidel Castro (anzi si infilavano la magliettina del Che, per marcare la giusta appartenenza).

Ve li ricordate?
Un giorno crolla il muro di Berlino e decidono che si erano sbagliati. Che il Comunismo era una gran fregatura, che non ci avevano capito nulla.

Mettono da parte il glorioso nome (partico comunista) e se ne appiccicano addosso uno davvero bruttino: PDS. Ti ritrovavi davanti ad un Occhetto che parlava di liberalismo, nella campagna elettorale del 1994, e ti sembrava una cosa da non crederci.

D’un botto, erano diventati euroatlantici, filo-americani, proNato.
Ma non tutti, non subito. Ancora parecchi anni dopo, quando ad un congresso Veltroni disse che Togliatti aveva sbagliato e che Rosselli aveva ragione, bordate di fischi, bordate a non finire: tutta la sala a imprecargli contro.
Ve lo ricordate?

E gli avversari di sempre, la DC e i socialisti? Ve li ricordate quelli che scrivevano i cartelli: “sono tornati”, dopo la fine di tangentopoli, e che poi invece ci si sono alleati?
Il compromessino storico, l’ha chiamato qualcuno.

E ce l’avete presente?: dopo una serie interminabile e sfiancante di capogiri, ci fanno pure un partito insieme? Ve li ricordate o no?

E ve la ricordate la gloriosa festa dell’Unità, che ci si metteva mezzo paese a farla, che era una delle più riuscite, sempre, in un anno solare in una bidda dove succedevano poche cose?
Adesso non esiste più. La festa democratica la chiamano, adesso.
Che nostalgia, però.

Che è successo, compagni?
Avevate sbagliato tutto? Vi siete presi un abbaglio lungo ottant’anni?

Quando eravate comunisti, togliattiani, e appendevate le gigantografie di Lenin o Mao in sezione, era tutto uno sbaglio? E quando davate alle vie del paese il nome di Togliatti, anche allora era uno sbaglio? O perché lo facevate?

Meglio, meglio così, dice qualcuno. Anche io lo penso, meglio così. Eppoi, meglio chiamarla democratica, la festa, perché di unità non ce n’è mica.
Oggi meno che mai.

Meno male che questo PD doveva risolverle, le questioni secolari della disunione di sinistra. Accidenti. Vi ricordate quando Gramsci se ne andò…. dal congresso dei socialisti…. era il 21 gennaio del 1921.
vabbè.

A Samatzai faranno la festa democratica. Ma tutti la chiamano ancora dell’Unità. La faranno anche a Nuraminis? Si chiamerà “democratica”? Forse, non lo so, è possibile. Dappertutto si chiamerà così? E’ scomparsa l’Unità? Ma non doveva nascere, l’unità? Boh, non ci capisco più nulla.

Che storia è questa? Ce li dobbiamo dimenticare i comunisti, oppure ci sono ancora? E quale unità, l’unità di Cabras e Barraccio? E quale democrazia, quella di un leader che si auto-sceglie senza primarie?

Boh. Se vi siete sbagliati, però, cambiatelo il nome alla via Togliatti di Nuraminis. E se siete alla guida di un qualsiasi paese dove c’è una via che si chiama così, – che si chiama Lenin – e siete democratici, cambiatelo quel nome. Date un segnale.

Sostituitolo col nome di uomini o donne che, quando voi eravate comunisti, erano già liberali già federalisti, già anti-dittattoriali, già laici, che già si battevano per la tutela dei diritti civili.

Ce ne sono tanti, di maestri così.
Sai che bello se, invece che a Togliatti, quella via la intitolaste a Carlo Rosselli, a Nello Rosselli, a Piero Calamandrei, o a Ernesto Rossi.
Pensateci, se avete cambiato idea. Se l’avete fatto cambiatele il nome a quella via: un paese democratico con Togliatti, cosa c’entra?

p.s.

Se ci mandate i calendari ve le pubblicizziamo tutte le feste dell’unità/democratiche. E se cambiate i nomi a certe vie, vi regaliamo pure un barralliccu fatto da noi.

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4 thoughts on “Per una via democratica… e del rimpianto per l’Unità.

  1. Credo, anzi spero, che Jemp sia molto giovane, magari sotto i trent’anni, per potere (io vecchio o quasi) capire il come e il tanto delle rapide ricostruzioni che egli fa di quel che sono stati i comunisti, magari anche a Nuraminis o a Samatzai, o addirittura a Serrenti, notorio covo di comunisti molto più dei timorati samatzesi e nuraminesi. Ma non posso dilungarmi. Per articolare un po’ la questione di chi sono stati quei comunisti, vorrei solo far notare che le vie dedicate ai fratelli Rosselli, a Calamandrei, a Ernesto Rossi, a Giovanni Amendola o a Piero Gobetti (oltre che qui da noi a Emilio Lussu) sono in tutta Italia proprio in comuni con amministrazioni rosse, che sono soprattutto i “socialcimunisti” che hanno intitolato vie e piazze poi anche a Palmiro Togliatti. Le altre, quelle bianche atlantiche centrosinistre e così via, i Calamandrei e i Gobetti non li hanno mai usati nella toponomastica viaria. Qualcosa avrà voluto dire. Jemp, prova a chiederlo a un nonno o a uno zio comunista (ce l’hai di sicuro, se no non sei di queste parti) magari anche per capire i Pol Pot visti e giudicati da qui e da un comunista, allora e anche oggi. Il mondo era ed è complicato anche lungo la Carlo Felice e dintorni.

  2. Tuvudu, non so cosa intendi con l’essere giovane, se una questione anagrafica o qualcosa di diverso. Io me li ricordo i fischi contro Veltroni, quando al congresso dei Ds disse che Rosselli aveva ragione e che Togliatti si era sbagliato. Mi ricordo lo so, l’ho studiato, che Togliatti ce l’aveva più con i socialdemocratici, contro i socialisti liberali, contro i radicali, contro i socialisti non scientifici che contro le destre. Hai presente cosa fecero i comunisti agli anarchici in SPagna durante la guerra civile?
    Me lo ricordo che in Italia fino a poco tempo fa essere socialisti era una macchia: “traditori” erano i Rosselli e Lussu e tutti quelli di Giustizia e Libertà che si mostrarono sempre irriducibili al fine, al determinismo, alle ragioni dei comunisti. Traditore fu Saragat perché fondò un partito socialista non allineato a Mosca. E così furono considerati gli stessi socialisti quando decisero di abbandonare Mosca e il frontismo.
    Potrei continuare. Dicendoti che quando pol pot faceva quello che faceva non tutti lo difendevano: c’erano socialisti, liberali che nell’antifascismo trovavano le stesse ragioni dell’anticomunismo, dell’opposizione a quel comunismo, a quello di Fidel, di Mao, di Mosca. Allora e oggi.
    Erano una minoranza. Ma la ragione spesso è minoritaria.
    Ernesto Rossi. Chiedi ai ragazzi se sanno chi è? Gobetti, chiedi se sanno chi è. Togliere il nome ad una via che si chiama Togliatti sarebbe un simbolo, per dire che democratici lo si è davvero, se i conti col proprio passato li si son fatti sul serio.

  3. poverino, mi dispiace…. se possiamo fare qualcosa per lenire il tuo dolore faccelo sapere…. alla prossima

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