[Nuraminis-Villagreca] Chi se ne frega delle cave? (provoc.acti-one….)


Ce ne vuole di coraggio. E ce ne vuole di incoscienza. Per lasciare che un proto-nuraghe risalente al bronzo antico venga lasciato così, da solo, solissimo a fronteggiare l’ignoranza dei tombaroli o i dissesti del territorio che stanno venendo dalle cave.

Ce ne vuole di coraggio a scrivere nei programmi elettorali – facendolo per quanti anni? dieci? Quindici? Trenta? che se si vinceranno le elezioni ci si impegnerà a valorizzare la storia e i beni archeologici del paese, per poi seguitare a fregarsene.

Andateci in campagna a vedere i siti archeologici sventrati, andateci e provateci adesso a far corrispondere un toponimo a questa nuova conformazione dei nostri territori, che dopo secoli, non sono più gli stessi: svuotati, stravolti, rivoltati.

Se tornassero i nostri nonni non li riconoscerebbero i luoghi: su logu esti totti corrovau. Cun d’unu fueddu, con una parola, da sola, erano capaci di descrivere un’intera regione, cogliendone le principali caratteristiche morfologiche e rinvenendoci quelle che gli specialisti, oggi, chiamano con una parolaccia “emergenze culturali”. Provateci a farvi una plastica facciale e poi a farvi riconoscere dai vostri amici o dai vostri di vecchi. Provateci.

E provateci pure a tentare di capire di chi è la colpa di tutto questo disastro. Del Comune? Della regione? Dello Stato? Della gente che sta muta e non dice nulla?

Bo. Chi ci capisce nulla. Come puoi capire qualcosa se, nemmeno si è presa coscienza di quello che succede, che già ci si divide per rivendicare il primato di una protesta contro le cave?

Come fai a capire qualcosa, se tutto l’oggetto dell’interessamento di sindaci e comitati anti-cava si concentra solo sulla cava, anzi, solo su UNA cava? Come se davvero interessasse a qualcuno sapere chi è stato il primo a porre il tema delle cave a Nuraminis. Come se davvero interessasse a qualcuno delle cave. Come se fosse importante.

Sono le cave il problema? Macché. Qui la luna è spuntata dal monte – cavato – ma tutti guardano il dito. Chi se ne frega delle cave? È il territorio, il problema, il tema, il fine. I suoi nuraghi affogati nell’indifferenza della gente, il suo pozzo nuragico inghiottito da una colata di cemento, la sua tomba bizantina sorvegliata dai carciofi, i suoi villaggi medievali dimenticati, arati, spostati da intense operazioni di spietramento.

La terra è il problema. Non le cave. La terra.

Mi ricordo che tempo fa li pagavano i ragazzini per spietrare i terreni. Ci sarò andato pure io, qualche volta. Ma lo sapevi cosa erano, a volte, quelle pietre? No che non lo sapevi. Forse era un pezzo di muro basso medievale, o la copertura di una tomba, o era un pezzo di nuraghe quel masso venuto giù da quella strana collina che dominava sul terreno. E quei vasi che saltavano fuori ogni tanto da un sotto un aratro, cos’erano? Non lo sapevi. Nemmeno te lo ponevi il problema che potesse essere qualcosa di più di un semplice masso. Non se lo chiedeva nessuno, cosa fossero quelle cose che saltavano fuori come formiche dai terreni: eppure ci avremmo potuto riempire l’ennesimo museo di paese, volendo.

Adesso, però, ti vengono a dire che sulla cava si muovono già da mesi. Epperò, qui la cosa che importa davvero non è la cava, ma il fatto che il dissesto di questo territorio, la sistematica rimozione della sua storia, non è mica una cosa di mesi. Sono anni, trenta, più di trenta, gli anni di assoluta mancanza di attenzione e cura per il territorio. Altro che cave. Altro che mesi.

Tanino Mura, uno dei pochissimi nuraminesi che si sia davvero impegnato nella valorizzazione dell’identità storico culturale del paese – scrivendoci un libro che poi tutti hanno scopiazzato senza mai citarlo – già nel 1976, a proposito della stazione nuragica di Santa Maria scriveva: “il colpo di grazia a tutta la zona, verrà certamente dalla Cementeria, che sta violentando le poche colline che da sole costituiscono gli unici rilievi di questo territorio […] c’è da augurarsi che questo sia l’ultimo attentato al già misero patrimonio naturale di questo paese”.

Figurati se gli hanno dato retta. I governanti del paese l’avranno mai letto il suo libro? Bo. Però, dopo 30 anni siamo punto e a capo. Mica sembra il 2008. Macché! Sembriamo ancora in pieno 1976.

Cosa te ne fai di amministrazioni così, che per decenni se ne fregano di nuraghi, tombe, pozzi? Te ne fai che le bocci. Le bocci tutte, compresa quella attuale, solo per questo motivo.

Va bene, le bocci. Ma la gente dov’era? I nuraminesi e i villagrechesi dov’erano? Chi ha lottato – scrivendo, chiedendo, votando – per la storia di questo territorio?

Dov’era la gente? E oggi dov’è? Pensate che debba essere sempre un sindaco o un governo a levarvi le castagne dal fuoco? Non ce n’era gente o associazioni che protestavano, che si indignavano per la dissoluzione della sua storia.

In una situazione così, ce ne vuole di coraggio, poi, a riempirsi la bocca di identità, stabilendo in piazza chi è il “vero nuraminese”. Ce ne vuole di cinismo a rifotocopiare per l’ennesima volta il programma elettorale di 5 anni prima, pronti pronti per la prossima campagna elettorale da vincere, pronti pronti per rifilare altri 5, 10, 15 anni di silenzioso disinteresse per una storia millenaria.

Però è colpa pure tua, che non fai un accidenti di nulla per cambiare le cose. Altro che cave, altro che comitati anti-cava, altro che sindaci sui giornali: qui è tutta una tendenza che va invertita, una cultura che va costruita, una sensibilità che va trasformata in programmazione e azione culturali, consapevoli e informate.

Noi ci siamo inventati questa cosa del blog, figlio illegittimo di quella schifezza cartacea che circolava per il paese anni fa. Ma non basta, non serve, è inutile. Però almeno questo, almeno parlarne santo nuraghe!

E se ai nuraminesi non gliene impippa nulla, lo diciamo ai nostri 80 mila lettori all’anno cosa diavolo ci siamo persi, e ci stiamo perdendo, a Nuraminis. Almeno a quelli, un po’ di indignazione gli sarà rimasta, forse.

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10 thoughts on “[Nuraminis-Villagreca] Chi se ne frega delle cave? (provoc.acti-one….)

  1. Carissimo Jemp, leggo questo articolo ed annuisco con il capo contemporaneamente. Ad ogni modo, nonostante il discorso fili liscio e sia coerente ritengo opportuno distinguere i due argomenti elo farei sulla base delle reazioni che questi hanno in senso pratico sulla gente. Partirei dalla premessa evidente che la popolazione a cui ti riferisci (compresa la tanto nominata giunta comunale!) sia per la stragrande maggioranza ignorante e non avrei tanti problemi a fare un giro per il paese a fare una statistica di quanti siano informati sulla propria identità culturale, o addirittura a quanto ci tengano ad essa. Per farti un piccolo esempio, mi basterebbe parlare della mia esperienza durante le giornate dei MONUMENTI APERTI, nelle quali, da sola, senza il minimo aiuto da parte di un assessore alla “CULTURA” (e qua mi vien da ridere a crepapelle- se parliamo di un assessore alla cultura talmente ignorante che al confronto, i bambini delle scuole medie gli fanno un baffo!!) ho dovuto gestire una manifestazione che in primo luogo era rivolta agli “autoctoni”, a cercare di sollecitare gli animi, la memoria storica, l’orgoglio di una comunità locale passiva e scarsamente interessata.
    Quando, euforica e piena di entusiasmo ho pubblicizzato la manifestazione tra i compaesani, la risposta, di tutto punto è stata : “AH, sì, bbeh.. monumenti aperti…. ma se a Nuraminis non abbiamo niente…..!” il mio unico obiettivo è stato quello di sensibilizzarli ad un approccio con la storia e con quei piccoli o grandi segni che ci restano, eppure la manifestazione è stata un fiasco, pochissimi sono venuti a confrontarsi. Nemmeno a curiosare….(cosa che san fare molto bene – ma non ne valeva la pena..!!!)
    Per non parlare di un amministrazione che se n’è fregata altamente di riuscire a dae una buona impressione al pubblico, non c’era uno straccio di guida (a parte me, che facevo la spola tra villagreca e nuraminis) e veramente un disinteresse generale di una manifestazione a cui si è voluto partecipare “po si fai bì” e basta. (che se veramente qualcuno fosse venuto sarebbe stata una vera vergogna..per cui in fin dei conti…va bne così).
    Comunque, tornando all’effetto pratico degli avvenimenti… sai perchè si crea più scompiglio per una cava, per quella cava? Posso darti il mio punto di vista:
    da parte mia solo preoccupazione perchè fosse legale e perchè si rispettasse una zona comunque vicina ad aree archologiche di tutto rispetto (nonostante ancora siano in stato di abbandono);
    da parte di molti altri solo perchè è talmente visibile che non puoi fare a meno di notarlo, e poi le chiacchiere, la puzza, la polvere sui davanzali delle signore che li spolverano tutte le mattine… insomma, puoi ben capire che se l’unica collina (a parte leunaxi) visibile nelle nostre campagne, piano piano venga sventrata e dilaniata, sia pure dal punto di vista prettamente ottico fa il suo effetto… ed è per questo che se ne parla..

    Questa è la mia visione delle cose. Se poi l’organo del ministero (la soprintendenza) non ritiene opportuno salvaguardare i siti a nuraminis, beh io non ci posso fare nulla, io c’ho provato a sollevare qualche polemica anche se n piccolo, ma sai l’interesse è prorpio scarso. D’altronde ci sarà un tempo spero molto vicino, sarò laureata in Beni Culturali ed avrò la possibilità ed il titolo per poter creare una piccola cooperativa di salvaguardia, e anche di valorizzazione, perchè non sono solo nuraghi i nostri tesori! Eper fare tutto questo non bastano le parole, sai che ci vogliono anche i soldi? E tanti??

    Inoltre sto indagando su un fatto che riguarda i beni culturali a Nuraminis, che non profuma per niente di fiori, ma credo che per questo scriverò un bell’articolo prossimamente. Spero di non essere stata lunga.

    Ciao, a presto
    mndulamarigosa

  2. ciao mendula… mi fa piacere che si discuta… finalmente. Però se lo facciamo, anche animosamente, ti chiedo che le parole non tocchino mai le persone sul personale. Non è corretto, non serve e non fa parte della storia e della cultura di questa piccola nostra esperienza di dibattito. Mi premeva dirlo. E’ importante.
    detto questo aggiungo che è il problema per come la vedo io – e in questo concordo con te – sia la scarsa sensibilità su questi temi. In questo sito, nei prossimi giorni, cercheremo di documentare e raccontarli, i nostri beni culturali (non solo quelli di nuraminis e villagreca) che – lo so bene – non sono solo quelli “nuragici”
    e son contento che a fare questa operazione di riscoperta saremo meno soli. Infondo, la battaglia dovrebbe essere, è comune.
    Mi è capitato di riscontrare apatia davanti a queste cose: credo che la soluzione stia nel tempo, bisogna continuare e non mollare alle prime difficoltà.

  3. la mia risposta era polemica, ma purtroppo non è possibile a volte parlare delle cose senza riferirsi a fatti specifici. Se metto in causa certe argomentazioni me ne prendo piena responsabilità, di ciò che dico e di coloro di cui parlo. Perchè in realtà, le cose stanno prorpio così e non è possibile negarlo. Tutti qua facciamo le zeracche laureate, i geometri fanno gli assistenti sociali ed i medici fanno i politici. Non ha senso. Ed il mio è un discorso molto generale.
    Ciao!

  4. Tutte belle parole. Farò, scriverò, denuncerò, eccetera eccetera. Ma i fatti a quando?
    Abito a Nuraminis da meno di un anno ma almeno ho avuto il coraggio, la voglia e la volontà di portare avanti qualcosa per quesyo yerritorio che non conosco ma che adesso è anche mio e come tale ho il dovere di difenderlo e il diritto di non vederlo andare a pezzi. Perchè ci vuole coraggio (ed anche incoscienza) per imbarcarsi in una cosa del genere anche perchè, visto il contenuto di quest’articolo ho l’impressione come di sentirmi remare contro.
    Ho messo in piedi un’inchiesta sulla cava di Bia Segariu (scusate è solo una cava, cosa poco nobile) ed andrò sino in fondo. Almeno qualcosa sto cercando di farlo e non con due righe scritte ogni tanto senza uno straccio di riscontro che leggo spesso in questo blog.
    Caro Jemp e cara M.M. se volete VERAMENTE fare qualcosa iniziate con un obiettivo e non mollate sino alla fine. Questo significa impegnare veramente il proprio tempo lasciando perdere ferie, rinunciando al tempo per altre cose e quant’altro. Mettete in piedi un’inchiesta e portatela a termine: informate con FATTI i lettori e non limitatevi a qualche post di tanto giusto per far vedere che esistete anche voi; post che, vista la cronologia di pubblicazione sono abbastanza sospetti.
    Giorgio Ghiglieri

  5. Caro Giorgio, sospetti di cosa? Tutto vorrei evocare tranne i sospetti. Comunque la mia era una provocazione non rivolta certo a te. Non intendo fare polemiche. Mi pare di essere stato abbastanza chiaro, basta leggere bene e capire quello che ho scritto, per non fraintendere. Ti invito a farlo.
    Inoltre, visto che mi spingi a puntualizzare l’impegno – mio e de SuBarralliccu sui beni culturali e sulla cultura qui a Nuraminis, non nasce certo con la tua inchiesta sulle cave, che pure son state un bel momento di dibattito.
    Mi spiace che tu veda sospettosamente: pensavo si potesse vivere in un paese senza per questo assorbirne i suoi aspetti meno edificanti.

  6. ..ho già scritto quale sarà il mio impegno, ed intendo , nei limii della legalità e del possibile, riuscire a mantenere questo impengno. Non mi sento ignava nè una che spreca solo parole. Aspetto il traguardo, per iniziare un nuovo obiettivo. questo è quanto. E detto molto sinceramente, nè nuraminis nè villagreca (intesi come popolazione) si meritano tutti questi affanni. Lo farò per LA MIA memoria storica e per LA MIA forte passione per l’arte. Questo è quanto.

  7. Inoltre caro giorgio io ho sempre apprezzato il tuo lavoro, mi pare di avertelo scritto fuori da questo blog. Non ho criticato le opinioni nè il lavoro di nessuno ( a parte quello dell amministrazione comunale). In quanto alle mie opinioni che qua descrivo riguardo la “fama” della cava e dei suoi problemi, era riferito alla popolazione generale, non ai singoli. Non ho parlato del tuo lavoro perchè in questo blog è già abbastanza palese quello che fai ed il tuo impegno è sottinteso.

  8. Beh, il problema posto da Jemp e da te (M.M.) è abbastanza complesso ed ha troppe sfaccettature per poterle analizzare tutte in poche righe.
    Mettiamo subito in chiaro una cosa: vivo a Nuraminis da meno di un anno e sono quindi completamente fuori da una qualsiasi logica di schieramento senza considerare che vuoi per indole, vuoi perchè scrivo, non mi interessa “abbracciare” uno schieramento.
    Questo perchè nei vari schieramenti, per quanto contrapposti essi siano, vi sonon sempre delle buone idee che possono e devono essere valorizzate quindi, facendo propria la “logica di schieramento” si rischia, per partito preso, di perdere delle occasioni soltanto perchè espresse dalla “parte avversa”.
    Tenete presente che, ripeto ancora una volta, sono troppo “nuovo” del posto per capirne bene i meccanismi (si dice “unu strangiu”?).
    D’altronde gli schieramenti sono, in un certo senso, cose fittizie perchè, alla fine ciò che muove una comunità sono gli interessi comuni e questi trascendono dalle posizioni personali (che sono sacrosante). Sarò anche fuori moda ma ritengo che la “res publica” sia l’interesse principale, talmente importante da far passare in secondo piano le singole posizioni personali o qualsivoglia schieramento. Una comunità che si muove per migliorarsi è una comunità che ha un futuro e penso che, al di là dei vari schieramenti vari esistenti, la comunità Nuraminese-Villagrechese (so che esiste un certo campanilismo di cui non sono ancora riuscito a capire bene le origini) dovendo difendere un proprio bene, ritroverebbe la compattezza necessaria per percorrere insieme un bel tratto di strada. Che poi continuino ad esistere gli schieramenti è normale; mi preoccuperei se esistesse sempre un fronte unico.
    Con tutta probabilità, col passare del tempo, il concetto di unità e coesione si è sfilacciato ma questo non vuol dire che si sia perso.
    L’argomento cava (che comunque si incastra in un discorso ben più ampio della difesa del territorio in tutte le sue accezioni) è rappresentativo di un bene “tangibile” che è percepito come “minacciato” e di cui tutti si sentono (a ragione) proprietari, può essere l’occasione per far ritrovare la necessaria coesione della comunità che, per una volta, non dovrà essere distinta in due o più parti.
    E’ un po’ come il discorso delle reazioni chimiche: molte volte è necessario un componente definito catalizzatore per innescare il processo.
    La storia della cava può essere il catalizzatore che avvia un nuovo processo sociale.
    Ho fiducia che, una volta avviato questo processo (che comunque ha i suoi tempi di sviluppo), si riesca ad innescare una spirale positiva in cui tutta la comunità vigili sui suoi beni e proponga, dalla base, nuove idee e rappresenti i suoi bisogni che poi verranno discusse e portate avanti con un confronto alla pari e vigilando che i nostri amministratori tengano fede al mandato che abbiamo dato loro. La comunità che si riappropria della “res publica”
    Utopia?
    Forse; l’importante è che, dovendo distruggere qualcosa che non funziona, si pensi a ricostruire.
    A distruggere e basta ci pensano già le cave.
    Giorgio Ghiglieri

  9. cogli il punto Giorgio. Stare fuori dal mucchio, dagli schieramenti. Proprio esattamente questo.
    Inoltre, come sai, ce lo siamo detti, la costruzione c’è. C’è questo blog dal quale abbiamo (hai) acceso un riflettore su un problema (ma di cose ne abbiamo segnalato tante, basta leggerselo tutto).
    C’è questo blog e qualcosa – mi pare – proprio perchè c’è succede (o succede più in fretta).

    Se si parla di una cosa, diventa vera. Io ne sono convinto. il punto è capire la portata reale del problema, che non è la cava e basta.
    E’ – questo è il significato del mio post – il territorio, la sua storia, la sua identità. Stanno là le responsabilità, ma pure le vie per tentare una risposta all’insieme dei problemi.
    o no?

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