[Nuraminis-Villagreca] Le strane storie delle cave/2 (di Giorgio Ghiglieri)


La parola alle cifre.
La cava di monte “Su Crucuri” (questo è il termine cartografico esatto) non è l’unica cava esistente nel territorio di Nuraminis: ve ne sono altre tre attive ed una dismessa.
Innanzitutto il nome esatto della cava è cava “Bia Segariu” ed è catalogata come preesistente al 1989.
Questa cava, il cui identificativo sul Catasto Regionale dei Giacimenti di Cava della Regione Sardegna è 261_C (la lettera C sta a significare l’utilizzo della cava per scopi civili).

L’autorizzazione allo sfruttamento è stata data, originariamente, alla ditta COSMOTER di Foddi Vincenzo e la superficie di sfruttamento è stata determinata in 26.500 (ventiseimilacinquecento) metri quadri ed il suo nucleo originario insiste nell’immediata vicinanza del monte “Su Crucuri” (come si evince dalla mappa planimetrica della Regione Sardegna). Successivamente i diritti di scavo sono stati ceduti alla ditta F.lli Locci di Iglesias che ha ampliato l’area di scavo sulle pendici del monte “Su Crucuri”. Questa cava è stata bloccata il 13 Agosto per accertamenti burocratici da parte dell’Assessorato all’Industria della Regione Sardegna (con automatico ricorso al TAR, of course).

Da questa cava viene prodotto materiale per riempimento stradale; i dati di estrazione rilevano che nell’anno 2004 ha avuto una produzione pari a  23.067 tonnellate di materiale.
La seconda cava è quella denominata “Ferranti e Su Nuraxi“. Questa cava, la cui autorizzazione di cava è rilasciata a Podda Stefano, è situata a ridosso (per non dire circonda) dei resti del nuraghe denominato, appunto “Su Nuraxi“. Estrae materiali inerti per conglomerati ed è identificata col codice 374_C; ha una superficie di cava prevista di 43.980 (quarantatremilanovecentottanta) metri quadri, estrae conglomerati e, sempre con i dati rilevati nel 2004 ha estratto 21.539 tonnellate di materiale.

La terza cava è quella denominata “Palas de Gruttas” dove vengono estratti materiali inerti da depositi alluvionali, il suo codice di riconoscimento è 405_C ed il titolare di scavo è Porru Pietro. Ha una superficie prevista di cava pari a 39.180 (trentanovemilacentottanta) metri quadri e nel 2004 ha estratto 23.067 tonnellate di materiale. Lo stesso tanto della cava di “Bia Segariu”.

L’ultima cava attiva è quella di “Bruncu Orri” identificata come 383_I. La lettera I indica l’utilizzo della cava per l’estrazione di materiali industriali; infatti i diritti di estrazione sono della Italcementi S.p.A..E’, alla data del 31 Marzo 2004, l’unica in possesso di un’autorizzazione amministrativa da parte della Regione Sardegna (per 10 anni, dal 7 Novembre 2005 al 6 Novembre 2015). Estrae argillite ed occupa una superficie di 54.800 (cinquantaquattromilaottocento) metri quadrati e nel 2004 ha estratto 5.156 tonnellate di materiale.

L’unica cava dismessa denominata “Monte Leonaxius” vanta una superficie di 3.450 (tremilaquattrocentocinquanta) metri quadrati e risulta come area “parzialmente” rinaturalizzata (natura che riconquista i suoi spazi o ripiantumazione?).
E’ quasi superfluo fare cenno al fatto che delle quattro cave in attività non è stato rinaturalizzato (per il momento) nemmeno un metro quadrato.
Ora, se prendiamo una calcolatrice e facciamo un poco di somme, viene fuori che la superficie totale occupata dalle cave nel territorio di Nuraminis è pari a 192.750 (centonovantaduemilasettecentocinquanta) metri quadrati, ovvero più o meno la superficie di 28 campi di calcio di serie A.

Si tratta di un notevole sconvolgimento ambientale: uno stravolgimento orografico dell’ambiente bello e buono che, per quanto si possa parlare di rinaturalizzazione, ripiantumazione e quant’altro, non tornerà più come prima. E’ anche vero che, a termine di contratti di concessione, al termine dei lavori, le ditte dovranno rinaturalizzare l’ambiente che hanno devastato e quindi 19,275 ettari di verde non sono proprio da buttare via. Però c’è una cosa che mi lascia perplesso: quando finiranno i lavori?

Stando ai dati del 2007 rilasciati dalla Regione Sardegna si parla di periodi di sfruttamento di almeno 10 anni (20 per quella della Italcementi), quindi mi sorge il sospetto che i lavori di rinaturalizzazione li vedranno (forse) i miei nipoti mentre a noi toccherà continuare a sorbirci questo sconcio di natura disastrata.
Con contorno di polveri varie quando tira il maestrale.

Giorgio Ghiglieri

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23 thoughts on “[Nuraminis-Villagreca] Le strane storie delle cave/2 (di Giorgio Ghiglieri)

  1. Nel censimento delle attività estrattive della Regione Sardegna del 2004, la cava “Bia Segariu” risulta in regime di prosecuzione, riferendosi alla situazione amministrativa… Cosa significa REGIME DI PROSECUZIONE?

    Nel censimento del 2007 la stessa cava risulta ( sempre riguardo la posizione amministrativa ) risulta non au

  2. Nel censimento delle attività estrattive della Regione Sardegna del 2004, la cava “Bia Segariu” risulta in regime di prosecuzione, riferendosi alla situazione amministrativa… Cosa significa REGIME DI PROSECUZIONE?

    Nel censimento del 2007 la stessa cava risulta ( sempre riguardo la posizione amministrativa ) risulta non autorizzata ma in fase ISTRUTTORIA.. cosa significano questi termini??

  3. Nel censimento del 2007 la stessa cava risulta ( sempre riguardo la posizione amministrativa ) risulta non autorizzata ma in fase ISTRUTTORIA.. cosa significano questi termini??

  4. Allora, spiegato a “fette grosse”: il regime di prosecuzione sta a significare che, scaduto il periodo di concessione questo viene (o può essere) prorogato.
    Per fase istruttoria si intende la situazine di istruzione dei pratica amministrativa e, nel caso in cui la documentazione presentata sia congrua, è possibile operare anche in questa situazione.
    Spero di essere stato chiaro.
    G. G.

  5. ottimo giorgio… ma come fai a sapere tutte queste cose? Quello che (mi) salta agli occhi leggendo i nomi delle località coinvolte è che molte di queste sono località di interesse storico-archeologico. Oltre al dissesto (ambientale e paesaggistico) le cave potrebbero produrne anche uno culturale. Tutto questo in una comunità che si caratterizza per l’assenza pressoché totale di azioni volte a tutelare e valorizzare il (notevole) patrimonio archeologico disseminato nel suo territorio. Viene da chiedersi, sia in relazione alle cave oggetto del presente post, sia in merito alla tutela dei beni archeologici, quali siano le iniziative pensate (e prese) dall’amministrazione comunale, che in tutta questa vicenda sembra giocare il ruolo del grande assente.
    Sulle cave non è mai stato aperto un dibattito pubblico che chiarisse alla popolazione i termini di questa operazione di “sconvolgimento” del nostro paesaggio, che ora come ora, appare irrimediabilmente ferito.
    E di questa assenza di informazione e dibattito è responsabile anche l’attuale minoranza, che non mi pare abbia incalzato la giunta o chiamato i cittadini a conoscere e riflettere sul tema.
    Inoltre, prosegue – già su questo blog lo abbiamo più volte registrato – il totale disinteresse della e delle amministrazioni per qualsivoglia progetto di tutela, difesa, valorizzazione del nostro patrimonio culturale.
    La cosa che si può fare – e che faremo – è proseguire a informare su questi temi: cercando di suscitare interesse e dibattito su questioni che credo interessino tutti.

  6. Per quanto riguarda il connubio “le cave & la storia” sto ancora raccogliendo materiale documentale per preparare un articolo.
    Sul totale disinteresse dell’amministrazione devo, putroppo, darti ragione: da giugno sono in attesa di discutere alcuni progetti con l’amministrazione locale ma la stessa rimanda di settimana in settimana. Oberata da impegni? Disinteressata? A saperlo….
    Ah, per quanto riguarda la minoranza nell’amministrazione locale sembrerebbe sia andata in pensione (posto che vai, usanze che trovi)….
    G.G.

  7. Tra le varie leggi che regolano le coltivazioni di cava, ho trovato questa Legge Regionale, la N°15 del 9 Agosto 2002 di cui riporto per intero l’Articolo 8:
    Art.8
    Concessioni minerarie e autorizzazioni di cava
    1. Fino all’emanazione di una normativa per la disciplina delle attività mineraria e di cava i permessi di ricerca, le concessioni
    minerarie e le autorizzazioni di cava possono essere rilasciate dall’Amministrazione regionale previa intesa con il comune
    territorialmente competente espressa in conformità con la pianificazione urbanistica comunale o, in assenza di questa, previa
    delibera del Consiglio comunale assunta con i due terzi dei componenti.
    2. Le concessioni minerarie e le autorizzazioni di cava, rilasciate dall’Amministrazione regionale dopo l’entrata in vigore del
    DPCM 3 settembre 1999 e della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, in assenza di VIA o di verifica di cui al DPR 12 aprile
    1996, devono essere assoggettate alla VIA o alla verifica. Il relativo procedimento deve essere avviato entro e non oltre tre
    mesi dalla data di pubblicazione della presente legge e concluso entro i successivi tre mesi. Le relative autorizzazioni o
    concessioni sono sospese in caso di inerzia da parte del soggetto proponente e nel caso in cui il procedimento non si concluda
    positivamente.

    G.G.

  8. è un grande piacere leggere dei pezzi come questi sulle cave a firma giorgio ghiglieri, anche perchè, come avevo chiesto, si è passati dal lanciare il sasso a indirizzarlo pure sui giusti bersagli per centrare l’obiettivo, e questo è stato particolarmente gradito.
    Un ringraziamento personale anche a mendula che interviene sempre con tanta passione e desiderio di conoscenza.
    che il vento continui a tirare…..
    a presto
    michele

  9. complimenti per l’interessamento e le preziose notizie. Pensavo di essere solo nella protesta, io un emigrato a Udine da 32 anni, che al rientro in paese non ha sopportato lo scempioe ha subito telefonato all’Unione Sarda, che tramite il Capo Redattore ha assicurato l’intervento del corrispondente locale. Il quale non si è per niente interessato. Ho quindi telefonato all Nuova Sardegna che ha subito mandato il corrispondente e il fotografo e ha pubblicato un bell’articolo di denuncia in data 10 agosto. Tardivamente è poi arrivata l’articolo dell’Unione Sarda, che riferiva una ricostruzione di parte dei fatti. Al mio rientriìo A Udine ho telefonato all’Assessorato all’Industria della RAS che mi ha assicurato che i lavori di scavo sono sospesi e che si dovrebbe procedere al risanamento… Uniamo le forze ed evitiamo che continui lo scempio. Tutta la popolazione di Villagreca è mobilitata, mentre vedo molto immobilismo negli abitanti di Nutraminis.

  10. Puntualizzazione per Carmelo Spiga:
    Per quanto riguarda la cava di Bia Segariu vi è in essere un decreto sospensivo.
    Tale decreto sospende provvisoriamente l’attività di cava per ulteriori valutazioni del caso ed approfondimento della situazione documentale. Dati che nell’area non esiste aalcun vincolo (paesaggistico, archeologico, PUC o quant’altro) l’area è, tecnicamente, adatta all’attività estrattiva di cava. Fatto salvo il fatto che a fine lavori dovrà essere rinaturalizzata tutta l’area.
    Teniamo presente un fatto fondamentale: nel caso in cui si verifichi un blocco definitivo dell’attività estrattiva, scordiamoci che a tamburo battente venga ripristinata l’area. Forse questo avverrà dopo un (ovvio) lunghissimo contenzioso. Quindi tra almeno un decennio. Se va bene.
    G.G.

  11. Per Carmelo Spiga:

    Non mi sembra che tutta la popolazione di Villagreca sia mobilitata Se per popolazione si intende l’ 1% della stessa. Alla popolazione di Villagreca piace la polemica (fine a se stessa) piu che l’essere attivi in una protesta.

    E non mi pare neanche vero che tra la popolazione di Nuraminis non ci siano persone interessate al caso.. iniziando dai partecipanti a questo blog.

    Se poi per nuraminesi si intende il sindaco… beh, su di lui non ci scommetto un soldo bucato!

  12. l’unico che ha fatto qualcosa di veramenten concreto è stato ,x l’appunto, Carmelo Spiga… quindi lo 0,333% piu o meno

    piu seriamente parlando, era un modo per dire che non è vero che TUTTA la popolazione è mobilitata! (per quanto abbia potuto riscontrare… chiaramente)

  13. Per mendulamarigosa
    mi correggo e chiedo scusa sulla passività dei nuraminesi. Sono contento che i fatti mi diano torto. Evidentemente la mia impressione era dovuta ad alcuni contatti con le persone sbagliate di Nuraminis che mi hanno veramente scoraggiato… per quanto riguarde villagreca, posso assicurare che la mobilitazione è reale e che presto sarà anche formalizzata. Pertanto è il caso che, nell’interesse generale, tutte le forze si mobilitino perchè questa triste vicenda, possa avere, non dico un esito felice (cosa evidentemente impossibile), ma almeno non si concluda con l’ennesima beffa. Ci sono alcuni spiragli che dobbiamo sfruttare con intelligenza. Carmelo Spiga

  14. grande Carmelo…sai credo che verro’ a casa tua con la mia famiglia a mangiare, visto che con la chiusura della cava di Nuraminis sono a casa senza lavoro…..ma non stavi bene a Udine? mia uguro solo che tutto si risolva ed anche presto

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