Scippateci pure, tanto siamo Sardi


Leggevo l’edizione online de Il Corriere della Sera quando una notizia mi ha fatto sobbalzare: Secondo il nostro premier Berlusconi (ha vinto le elezioni e putroppo ce lo dobbiamo tenere) i lavori a La Maddalena per il prossimo G8 vanno a rilento perchè si lavora su un’isola (della Papuasia?) e quindi i compari della Lega hanno subito preso la palla al balzo proponendo di spostarlo a Milano.

Che il beneamato premier avesse idea di spostare il G8 e soffiarlo alla Sardegna era una voce che già girava da giorni ma ora è più di una voce: è realtà.
Come Sardo mi sento indignato da questo tentativo di scippo perpetrato ai nostri danni da figuri che non oso definire politici anche se si atteggiano a tali.

Indignato per l’ennesimo schiaffo dato a noi Sardi, puntualmente depredati di tutto e utilizzati come riserva indiana in cui passare le vacanze.
Idignato nel vedere e sentire personaggi che nulla hanno a che vedere con l’Italia, in quanto dichiarati secessionisti e ben noti per vilipendio continuato della Patria (bandiere bruciate, Governo ladro, un milione di fucili eccetera), farsi avanti come sciacalli nel momento in cui ci sono soldi da spartire.

Non dimentichiamo che vi sono congrui stanziamenti per le infrastrutture del G8 che spetterebbero alle aziende locali che vi lavoreranno. Sono Sardo e come tutti noi Sardi, ho una dignità e grazie a questa mi batterò con qualsiasi mezzo LEGALE perchè non venga perpetrato l’ennesimo scippo nei nostri confronti.
Non vorrei ritrovarmi solo.

Una volta tanto lasciamo perdere i campanilismi ed uniamoci.
Per evitare di essere declassati da Popolo Sardo a semplici servi.
Facciamo sentire la nostra voce.
SeuDeu

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14 thoughts on “Scippateci pure, tanto siamo Sardi

  1. Bho, Seu Deu non credo che ci siano gli estremi per un’azione legale. Poi, insomma, quale sarebbe lo scippo? Non è che i sardi un giorno hanno deciso con un referendum di ospitare il G8 e poi son arrivati i Lumbard che se lo sono portati via.
    Qui è il governo che ha fatto e disfatto tutto.

    Sulla storia dei sardi come vittime di scippi e trattati a mo’ di colonia, ci sarebbe molto da dire e forse la prima cosa da ribadire sarebbe che di questa storia della Colonia non se ne può davvero più: anche perché troppo spesso utilizzata oggi e in passato per cercare all’esterno le responsabilità per tutte le sciagure sarde, e cos’ facendo, sorvolare su quelle – secolari e oggettive – che sono solo dei sardi.
    A me personalmente, l’assenza del G8 non mi danneggi: e non credo nemmeno che l’economia della costa smeralda ne avrà un ammanco.
    Ma, come spesso succede, è possibile che io non abbia chiaro quali siano i termini del problema.

  2. Mica parlato di azione legale…ho parlato di sistemi legali il che è un bell’altro paio di maniche.
    Il G8 a La Maddalena significano tanti bei soldini per realizzare infrastrutture che possono guadagnare le aziende sarde.
    I Lumbard SONO il governo, nel caso ti fosse sfuggito…
    Personalmente del G8 non me ne f***e nulla, tranne per il fatto che si tratta di una buona occasione per avere delle infrastrutture in più.
    Sicuramente siamo da troppo tempo cehe ci piangiamo addosso dando la colpa dei nostri guai agli altri ma è anche vero che non siamo MAI stati capaci di sbattere il pugno sul tavolo e sottolineare che siamo (saremmo) un popolo. Speriamo che stavolta non finisca come al solito: pocos, locos y mal unidos.
    Come dicevano di noi gli Spagnoli nei tempi andati….

  3. quali sarebbero le infrastrutture? quelle per la sicurezza di un vertice non so quale ricaduta a lungo termine possano avere sul territorio.

  4. sinceramente mi farebbe molto piacere che il g8 si spostasse da un’altra parte. Non penso che genova sia così felice a distanza di anni di aver ospitato il g8. E’ una delle manifestazioni più squallide che possano esistere. La politica purtroppo si fa dal basso. A quel livello non è politica vera ma gioco di potere e sinceramente la sardegna sta bene come sta….altro che scippo!
    Naturalmente è solo un’opinione e rispetto quelle altrui.
    a presto
    Michele

  5. inoltre:
    i finanziamenti per il G8 non portano meri benefici alle varie attività imprenditoriali sarde!
    infatti:
    la > parte degli appaltatori che hanno i requisiti prescritti dalle norme provengono dal resto del “Continente”!
    un esempio:
    l’azienda di costruzioni del Lazio, quella appartenente allo suocero di Casini; tale Caltagirone mi pare!
    nei secoli:
    i sardi sono fedeli a fare i “manorbeddusu”!
    in extremis:
    è dai tempi di Cavour che la Sardegna prova ad industrializzarsi…e gli industriali (del petrolchimico, delle grandi infrastrutture, del tessile e di tanti altri settori) sono tutti del Nord e Centro Italia.
    p.s.: alla Sardegna non spetta il primato nemmeno nel settore agricolo (grano e olio); tuttavia ci resta una forte esportazione di vini (laddove sono imposte dallo Stato le quote di produzione).
    Chiudo:
    del settore turistico non parlo per non nominare Briatore…ops…

  6. Ussanfriend in realtà dei tentativi di modernizzazione isolana ci sono anche ben prima di Cavour, e non è vero che i capitali e i progetti sono stati sempre e solo stranieri. Molto del progetto di modernizzazione cavouriana e pre-cavouriana è stato guidato e progettato da una classe dirigente sarda, che conosceva bene i problemi dell’isola essendoci nata e vivendoci.
    Il fallimento dei tentativi è in realtà in gran parte da addebitare al conservatorismo dei ceti dirigenti meno illuminati e più conservatori, sia urbani che rurali.
    In quest’epoca post-ideologica sarebbe il caso di lasciare da parte certe letture ideologiche della nostra vicenda, che mostrano sempre più di non reggere davanti al riscontro archivistico.
    Eppoi, scusa cosa c’entra Cavour col G8? Sono paragoni che non hanno fondamento e che si spiegano solo con un riduttivismo di matrice ideologica.

  7. Ussanfriend, ti sei mai chiesto perchè i sardi, come dici tu: “sono fedeli a fare i manorbeddusu”?
    Mai pensato che ce lo siamo andati a cercare?
    Sai meglio di me che, come diceva Maria Carta, in Sardegna ne uccide più l’invidia che la malaria…
    Guardiamoci in faccia senza ipocrisie: chi cerca di fare qualcosa nell’isola viene sempre e regolarmente ostacolato, non dalla concorrenza di chi vuole conquistare un mercato, ma da chi vuole semplicemente mettere i bastoni tra le ruote per invidia.
    Non sappiamo cosa vuol dire il corporativismo e l’unione.
    D’altronde: centu concas, centu berrittas..
    O sbaglio?

  8. Se fossi riduzionista non penserei a ciò che avviene oltre il mare che ci circonda; quando dico “manorbeddusu” penso ai lavoratori sardi, calabresi e pugliesi che ricoprono impieghi (fisicamente usuranti) per i quali al Nord Italia e nel centro Italia vengono assunti Rumeni e stranieri vari…e per la Sardegna aspettare la manna (finanziaria)dal cielo per il G8 seguono lo stesso filo logico; e cioè che l’utile dell’mpresa è sproporzionato se rapportato ai compensi per i lavoratori;
    per il G8 significherà che tutti i vari sub-sub-appaltatori e cottimisti avranno da lavorare in condizioni limite, organizzative e assicurative, per qualche mese…e poi?
    poi l’area del G8 avrà una destinazione ovviamente turistica con tutte le conseguenze del caso per i lavoratori stagionali sardi: per l’80% molto lavoro NERO SOTTOPAGATO.

  9. ussanfriend scusa la franchezza ma questa cosa marxiana (o marxista) del surplus non si può più sentire. Se la sinistra in italia perde in maniera così clamorosa e lascia che i suoi tradizionali bacini elettorali vengano conquistati dalla Lega (sigh?!) è perchè ancora si continua ad interpretare fenomeni post-moderni con categorie bisunte, come quelle appunto che tu ripeti per l’ennesima volta. E se non si cambiano gli strumenti di analisi, la sinistra proseguirà nel suo declino, che già l’ha condotta a stare fuori del parlamento. Leggere tutto in termini di contrapposizione tra capitale e lavoro non solo non paga, ma non aiuta nè a comprendere nè a vincere la “causa”. Perchè il mondo che tu dipingi è molto più complesso e la promiscuità professionale molto più spinta di quanto non appaia: molti operai oggi sono anche imprenditori, soprattutto in un’italia condotta da imprese piccolissime a conduzione familiare. il tema della sicurezza sul lavoro e della sottopaga inoltre riguarda categorie molto colte, e socialmente borghesi, non protette da nessun sindacato nè corporazione: esiste in Italia una (o più)categoria iper-protetta, anzi privilegiata, e una che non gode di nessuna protezione, nemmeno le minime, come il diritto alla maternità o alla malattia.
    Ne consegue un’emigrazione al nord e all’estero, che non è più di manodopera analfabeta, ma di laureati e superspecializzati, che non si riconoscono nelle categorie e letture marxiane che tu proponi. E’ gente post-ideologica, laica, che è nata e vive per, dentro, nonostante il mercato. Se non capisce questa realtà dandole voce, la sinistra è destinata ad un pronto declino.

  10. Non ho affatto dipinto un mondo!
    Se nel commento precedente ho considerato soltanto una categoria di lavoratori posso anche elencare laureati che per 900 € al mese lavorano per 14/15 ore giornaliere e senza diritti quando vengono licenziati in tronco! (non sto parlando di call-center!!!).
    In tutto questo la sinistra che ci azzecca? e il marxismo a cui mi appiccichi?
    E’ palese che dovrei cercare altre chiavi di lettura della grigia situazione sociale/lavorativa/extracomunitaria italiana;
    tuttavia nel riferimento al G8, o meglio ai suoi (imminenti?) cantieri mi sono soffermato a una reale discordanza.
    Se la sinistra italiana è pronta per il declino non è perchè non si capisce la realtà ma perchè non si sfrutta la realtà;
    faccio un piccolo paragone:
    una spiaggia viene a cancellarsi se modifico il suo ecosistema, e cioè se elimino le dune e se la ricopro di cemento; analogamente se applico all’ecosistema Sardegna una condizione di vita che non è sua allora scopro che non c’è abbastanza ricchezza per 1.500.000 persone!
    Poi se è il mercato a decidere le regole ci credo poco e non sto a fare retorica perchè me lo fareste notare subito.
    Tra tutte le chiavi di lettura vi è quella che io definisco del “vivere-sopra” e alla quale non si vuole rinunciare.

  11. il riferimento al marxismo deriva dalla tua analisi fondata su accumulazione di capitale, surplus ecc, che come sai, è uno dei nodi tematici fondamentali della riflessione marxiana. SCrivi che “se applico all’ecosistema Sardegna una condizione di vita che non è sua allora scopro che non c’è abbastanza ricchezza per 1.500.000 persone!”
    Non so chi stabilisca qual’è la condizione di vita giusta e/o sbagliata per l’isola.
    Infine, il discorso del vivere-sopra è anche qui molto relativo: pensa che tra i più strenui difensori delle barriere contro i paesi emergenti – le stesse barriere che ne impediscono lo sviluppo – ci sono le categorie più deboli dei paesi più ricchi.
    Ad esempio, i contadini: il 60% del pil europeo è speso in barriere doganali contro i paesi emergenti. Oppure gli operai francesi e tedeschi, che hanno paura dell’arrivo di concorrenti dall’est che facendo lo stesso lavoro prendono la metà dello stipendio.
    E’ difficile dire chi “vive sopra” se chi concorre offrendo costi del lavoro minori, o chi invece si serve della posizione dominante del proprio paese per difendere la propria posizione di lavoro.
    Con tutto questo voglio dire che la complessità innerva tutto, anche la Sardegna e che non è possibile stabilire uno “sfruttato” e uno “sfruttatore”: viviamo in un contesto socio-economico nel quale tutti siamo contemporaneamente l’una e l’altra cosa.

  12. Quasi tutte le persone oramai desiderano “vivere sopra” economicamente, e forse ciò non si potrà mai concretizzare.
    Sono convinto (almeno al 20%) che entro i prossimi 40 anni un qualche “terremoto” investirà la nostra società. Sono pensieroso..molto pensieroso..

  13. Il G8 passa e va, i lavori fatti per il summit restano. E diventano fruibili e sfruttabili.
    Per la cronaca: i lavori per il G8 sono così tanti che oltre alle varie ditte sarde (riunite in associazioni temporanee e comunque non sufficienti per saturare il settore) vi sono anche quelle che vengono definite “continentali”.
    Ricordo ai più distratti che il turismo in Sardegna NON è solo Briatore e Costa Smeralda ma esistono altre realtà (il gruppo Villaggi Vacanze di sarda proprietà).

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