[Nuraminis – Samatzai] Siti archeologici allo sbando


Allora è un’abitudine.
Il nostro Giorgio, che sta raccogliendo documentazione per un’inchiesta sui siti archeologici presenti nell’area di Nuraminis, si è imbattuto in altre situazioni archeologiche poco distanti che hanno lo stesso comune denominatore: il completo disinteresse per i siti da parte della Soprintendenza Archeologica di Cagliari.
Si tratta dei siti presenti nel territorio di Samatzai, paese confinante con Nuraminis.
Siti snobbati completamente dalla S.A., situati in zone di difficile accesso causa mancanza di strade percorribili ed, ufficialmente inesistenti.
Da testimonianze raccolte dal nostro inviato risulta la presenza, sia nel paese che nel territorio adiacente, di notevoli e numerose situazioni archeologiche mai censite dalla S.A..
Inoltre sono state raccolte testimonianze secondo cui scavando in alcuni terreni si ha la possiblità di fare dei rinvenimenti di oggetti archeologici di un certo pregio che, sempre secondo le voci del paese, finiscono nelle mani dei tombaroli che arrivano sul territorio a fare man bassa di tesori che dovrebbero essere tutelati dalla S.A. e difesi dalle forze dell’ordine.
Categorie che, dicono sconsolatamente nel paese, non si sono mai viste nonostante le innumerevoli denunce fatte.
Ma, si sa, a chi importa delle piccole realtà locali?
Non c’è trippa per gatti.
A buon intenditore….

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2 thoughts on “[Nuraminis – Samatzai] Siti archeologici allo sbando

  1. la notizia che siti archeologici vengano “ruspati” senza che gli organi di vigilanza si accorgano del danno, non mi stupisce…
    da sempre ho ritenuto del tutto inadeguato il ruolo e le competenze degli organi statali preposti alla vigilanza dei beni archeologici.
    Credo che solo con la totale rivisitazione delle norme e delle competenze si potrà trovare rimedio. Complimenti per la vs. attività.

  2. Mettiamola così: gli organi di vigilanza non hanno 1000 occhi, capita quindi che le ruspe non vengano viste se non troppo tardi.
    Ma i cittadini che poi sono anche i proprietari di questi beni (sono infati della collettivvità) che fanno?
    Di solito girano la faccia dall’altra parte per poi scaricare le colpe sempre sugli altri.
    Va bene che a mettersi contro una ruspa ci vuole anche fegato ma ricorda che i primi custodi di questi beni siamo noi.

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