[Cagliari, Sardegna]Festarch 2008, il “turismo planetario” e il costo di un ghiacciolo


Dal sito della Regione Sardegna: Si rinnova a Cagliari l’appuntamento con Festarch, il Festival internazionale di architettura promosso dalla Regione, che si terrà all’ex Manifattura Tabacchi dal 29 maggio all’1 giugno. Il tema scelto per la nuova edizione è il “turismo planetario”, dall’individualità dei grandi viaggiatori al turismo di massa, dalle esplorazioni alle migrazioni. Il paesaggio e le sue mutazioni, e soprattutto l’uomo saranno i protagonisti. La Sardegna del futuro promette di diventare la culla di un nuovo modello di luoghi del turismo. Ed è proprio la sfida culturale che proviene dall’Isola, uno dei luoghi nel mondo dove l’architettura contemporanea ha messo le radici più salde, a dare a questo appuntamento un rilievo internazionale.

Il programma, tra l’altro, è molto bello.

Speriamo che davvero nel futuro ci siano le buone intenzioni (culturali) per “diventare la culla di un nuovo modello di luoghi del turismo”: perché se continuiamo così la desertificazione economico-sociale è assicurata. Certo ogni sforzo per rappresentare la complessità della Sardegna-non-solo-mare è il benvenuto: se poi però il tutto non è supportato dalle buone pratiche dei più, stiamo freschi.

Perché spesso in Sardegna si fa di tutto, ma proprio di tutto, per confermare che l’isola è “solo spiaggia”, perdipiù con una singolare fretta di diventare come gli altri luoghi del turismo di massa. Quindi via libera agli stabilimenti balneari senza i quali peraltro vivevamo benissimo, ai prezzi da rapina (si parla di 1200 euro per una settimana a Villasimius, con servizi per il turista pari a quelli della banchisa polare: cioè zero), e quell’atteggiamento da meglio un uovo oggi che una gallina domani che mi fa vergognare di tanto scimprorio.

Quando una birra da 33 cl. costa, nell’unico chioschetto della spiaggia, 3 euro, e un pacchetto di patatine che normalmente ne costa 1, 70 arriva a 3 euro pure lui, c’è qualcosa che non va sotto il sole di Santa Margherita di Pula e non soltanto.  Il ghiacciolo mi ha ghiacciata: da 1 euro a 1,50, e credo fosse il meno maggiorato. I prezzi sono quelli della scorsa stagione, mi riprometto di aggiornarvi presto sul 2008.

La saggezza popolare afferma che “l’asino sardo lo freghi una volta e basta”: ma se continuano a trattarci, sardi e no, come tali, andremo a ragliare da qualche altra parte.

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2 thoughts on “[Cagliari, Sardegna]Festarch 2008, il “turismo planetario” e il costo di un ghiacciolo

  1. parole sante, mia cara regina… è così difficile trovare un senso in tutto questo impazzimento di prezzi, persone, cosumi e voglie.
    è la cultura che manca, in chi governa o dovrebbe governare certi processi.
    un tempo (nel rinascimento ad esempio) il potere era anche bello. oggi è brutto come il palazzo della regione. E speriamo che questi architetti siano portatori del bello e non solo della provocazione.

  2. Ciao Jemp, il fatto è che ci stiamo adeguando al peggio,non al meglio degli altri…inutile sciorare architetti superstar se poi, nella quotidianità, permettiamo la moltiplicazione di chioschi e stabilimenti balneari sulle nostre spiagge…a Chia, per esempio, è una gara ad occupare Su Giudeu! Voglia di essere la Riviera Adriatica?….:-(

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