[Limba] LA MIA NOCE: IL NOME DELLA VOLPE


Questa storia non l’ho inventata io. Ma adoro raccontarla. È una di quelle storie che dimostra la magia delle parole e che riscuote  sempre molto successo fra i miei interlocutori.

C’era una volta il nome della volpe che, nella nostra terra, è soggetto al cosiddetto fenomeno dell’interdizione linguistica, vale a dire che è un tabù. Insomma, la volpe non la si può chiamare per nome perché il nome ha il potere di evocarne la presenza.

La parola sarda per dire volpe, di diretta derivazione latina,  è gurpe, ma la si usa, e anche poco, in pochi posti (Orani, Ollalai, Ottana, per esempio). Nei dialetti del nuorese di solito indica una persona astuta, o è inserita in locuzioni come pedde de urpe “cuoio duro”, o in derivati come cannaùrpina (una pianta).

Ma veniamo al dunque, al nocciolo magico: la volpe, come ben sapete, è chiamata con due denominazioni distribuite arealmente:  matzone nella parte nord dell’isola e margiani (con tutte le sue varianti) al sud. Sono due nomi allusivi partoriti dal tabù che pesa sul nome della volpe dalla notte dei tempi.Si tratta di due forme dall’origine eufemistica: la prima, infatti, fa riferimento alla forma della coda che sembra un grosso martello (mazza o mazzu). La seconda rimanda al noto antroponimo Mariano: l’animale si personifica.

Ma anche queste due denominazioni, diventate col tempo troppo esplicite e avendo perso di allusività, restano come denominazioni senza sottintesi e vengono sostituite da altre forme eufemistiche: ucca mala (bocca cattiva), fraizzu (falso), bestia, animale (per antonomasia), sreppiu, arresi (due collettivi che indiacano i rettili e tutti gli animali nocivi), Grodde, Lodde, Giomaria, Martinu (antroponimi).

E il tabù si perpetua in un continuo sostituire forme trasparenti con forme allusive. La magia della parola si reitera nel tempo.

Aspetto da voi notizie sulle metamorfosi della volpe!

Fonte: Antonietta Dettori, La Sardegna, in Manlio Cortelazzo, a cura di, I dialetti italiani, storia, struttura, uso, Torino, Utet, 2002

One thought on “[Limba] LA MIA NOCE: IL NOME DELLA VOLPE

  1. Non so se si scrive così ma io l’ho sempre sentita chiamare “maraxjaj”.. ma non sarà che a furia di nominarla..

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