[Sardegna] La fatwa contro L’AltraVoce.net


Cari amici di Su Barralliccu, vi segnalo un avvenimento preoccupante che ci coinvolge tutti in quanto cittadini e in quanto aventi diritto a una informazione libera e pluralista.
Si può essere o meno d’accordo con la linea editoriale di un giornale, ma è importante che questo esista, perchè la sua stessa esistenza rappresenta la possibilità di valutare, criticare, scegliere, “accorgersi” delle differenze.

Il quotidiano online L’AltraVoce.net, che si caratterizza per un approccio molto diverso alla cronaca della Sardegna rispetto alle altre testate regionali, è in questi giorni oggetto di furiosi dibattiti a causa di alcuni suoi articoli riguardanti la politica regionale.

Alcuni consiglieri ne chiedono la rimozione dalla rassegna stampa del sito della Regione Sardegna, considerando i suoi articoli (e la linea tutta del giornale) “offensivi“. Posto che tale aggettivo risulta, in un contesto di cronaca politica, quantomeno curioso (la cittadinanza attiva e il lavoro del giornalista presuppongono una valutazione critica dell’operato dei politici quand’anche un giudizio che può essere positivo o negativo, altrimenti che cittadini saremmo?), e che il sito della Regione Sardegna (con rassegna stampa inclusa) costituisce un bene pubblico finanziato con i denari di tutti, vorrei portare all’attenzione dei lettori la vicenda.

Ricordiamoci sempre che le mani della politica sull’informazione non possono mai produrre dei risultati “sani”, qualunque sia l’orientamento del giornale e il potere in quel momento in carica.

Si può seguire l’intera vicenda sul sito http://www.altravoce.net/, (sul quale si possono leggere gli articoli sottoposti alla “fatwa” politica, le repliche di alcuni protagonisti e i commenti del direttore).

Di seguito un breve estratto:

 

 

 

I sentimenti feriti del consigliere Uras: via quel giornale dalla rassegna web. E Capelli vuole la Gazzetta del Consiglio.

 

Pubblichiamo la parte del comunicato dell’ufficio stampa del Consiglio regionale della Sardegna in cui si riferisce sugli attacchi a l’AltraVoce, con qualche intervento in difesa del nostro giornale.[…] Il dibattito nella seconda parte della seduta è stato caratterizzato da un acceso confronto sui problemi dell’informazione.

L’on. Uras (Prc) ha segnalato, infatti, che nel sito della Regione era stato diffuso un articolo di una testata on line (l’AltraVoce, ndr) in cui si offendevano gravemente alcuni consiglieri regionali. «Mi aspetto – ha detto Uras – una immediata presa di posizione della Giunta e la rimozione immediata del responsabile di questo atto inaudito. La Regione utilizza i soldi pubblici e i mezzi di informazione istituzionali per fare informazione di parte. È una vergogna».L’on. Marrocu (Pd) ha detto che è sbagliato utilizzare il sito della Regione per diffondere notizie diffamanti.

L’on. Capelli (Udc) ha sottolineato che la comunicazione istituzionale della Regione è una comunicazione di regime. Come lo è il periodico Novas. «Credo che il Consiglio regionale debba rispondere – ha detto Capelli – con un mezzo di informazione obiettivo che arrivi ai cittadini». L’on. Vargiu (Riformatori) ha ricordato che più volte l’opposizione aveva chiesto l’istituzione di una commissione di vigilanza del Consiglio.Il presidente della commissione Informazione Alessandro Frau (Pd) ha detto che il problema dell’informazione in Sardegna è un problema serio e sociale. «Questo articolo comparso nella rassegna stampa della Regione non è condivisibile, ma io mi batto perché non si faccia una battaglia per escludere dal sito una voce che merita di essere presente».

Per l’on. Meloni (PD) non ci devono essere censure preventive e ha invitato anche l’ufficio stampa del Consiglio regionale ad inserire nella rassegna stampa tutte le testate giornalistiche. L’on. Caligaris (Misto Sdi-Socialisti Uniti) ha detto di essere sorpresa perché il presidente Frau non ha ricordato che la conferenza dell’informazione, prevista nella Finanziaria del 2007, non si sia mai tenuta.L’on. Atzeri (Misto Psd’az) ha definito «vili» gli attacchi dell’articolo diffuso anche sul sito della Regione.L’on. Porcu (Pd) ha chiesto di rinviare il tema della comunicazione ad altra discussione. […]

Salvare la Sardegna, “Altravoce”da boicottare, via dal sito-Regione Rifondazione a braccetto di An la censura è bipartisan: ma vaffa…

di Giorgio Melis

Nel giorno dello scioglimento delle Camere, mentre si evoca perfino quello del Consiglio, l’affossamento di Finanziaria, legislatura, maggioranza di Renato Soru e anche opposizione di centrodestra, vi pare serio che nel condominio-parlamentino-ballatoio sardo si metta nel centro del mirino un quotidiano on line come l’AltraVoce? Non fa sganasciare che buona parte del Consiglio si strappi le vesti e chieda la rimozione dei nostri articoli “eversivi” e offensivi dalla rassegna stampa della Regione, per proteggere l’Autonomia minacciata? Sarebbe da strafogarsi dalle risate ma davvero non ci resta che piangere.La maggioranza dell’assemblea si leva indignata (per fortuna con alcune voci di netto dissenso) o tace e acconsente contro il nostro giornale. Lo mette al centro del dibattito e molti onorevoli concludono: per il trionfo della democrazia, imbavagliate quella voce, fatela tacere. I cannoni contro un moscerino su Internet. Va schiacciato: la Sardegna non ha altri problemi, potrà perseguire le magnifiche sorti e progressive. Ridicolo. Anche per il senso delle proporzioni e per il rispetto che portiamo alle istituzioni: nonostante certi suoi rappresentanti. Per l’imbarazzo di dover scrivere per fatto personale contro un’assemblea e la sua maggioranza numerica che si scaglia contro una voce pungente ma pur sempre piccina. Un peso zanzara contro i pesi massimi delle corazzate informative, scritte e radioteletrasmittenti pubbliche e private di e al servizio o finto ecumeniche che danno quotidianamente conto dei sospiri, delle storiche parole, delle azioni memorabili del parlamentino….

 

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