[San vERo miLiS] “L’identità non si baratta!” Intervista alla consigliera comunale Sara Diana.


 

 

Finalmente riusciamo a varare anche questa sezione del nostro gioco corale dedicata alle inter-viste. Romperà il ghiaccio una giovane donna, meno di trent’anni, laurea in filosofia, oggi consigliera del Comune di San Vero Milis, eletta nella lista civica “San Vero identità e progresso”: Sara Diana.

 

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Sara, com’è maturata questa tua elezione?
Nel 2004 ho preso parte ad una serie di incontri. C’era molto fermento per le imminenti elezioni amministrative. Nel mio paese al “potere” c’è da trent’anni sempre la stessa gente.

C’era…
Il gruppo che si è proposto come alternativo alla “lobby dei geometri” era allora in minoranza. Nei primi mesi del 2005 si è concretizzata la possibilità di candidarmi, semplicemente perché chiudere una lista, cioè trovare 12 persone disposte a candidarsi a volte è più difficile che scindere l’atomo.

A questa candidatura è seguita una campagna elettorale appassionante o no?
Insomma. Io all’inizio ero una semplice sostenitrice del gruppo alternativo all’amministrazione uscente, poi come ho detto, un po’ per forze di causa maggior, un po’ perché volevo vedere le cose da vicino, mi sono candidata.

Per il resto, posso dire che in una realtà così piccola la campagna elettorale si fa casa per casa, come per la battaglia di Stalingrado.

Quali temi hanno caratterizzato il tuo gruppo in campagna elettorale?
Il recupero del centro storico, il verde pubblico, lo sviluppo turistico e culturale e la promozione dell’artigianato locale.

Qual’è invece un punto programmatico su cui tu in particolare ti sei impegnata in campagna elettorale e su cui ti stai impegnando ora?
Attualmente sono membro della commissione politiche sociali. Il mio interesse quindi è orientato prevalentemente in questo campo. Sollecito l’attuazione di progetti di inclusione sociale delle categorie svantaggiate (anziani, minori, disabili).

Risultati?
Qualcosina si è smossa. È stata creata una cooperativa sociale di tipo b.

Che si occupa di cosa?
Gestisce quel po’ di verde pubblico che c’è.
Inoltre sono la referente per la scuola civica di musica. Nel mese scorso hanno preso il via i corsi di chitarra. Nel complesso la scuola civica permette di abbattere i costi per le famiglie che vogliano incoraggiare le attitudini musicali dei figlioli. Il Comune copre infatti oltre la metà dei costi, fornisce strutture e coperture assicurative, paga gli insegnanti. Siamo e sono convinta che la musica debba poter essere accessibile a tutti.

Al di là della tua attività: quali sono i problemi che stanno impegnando l’amministrazione che tu sostieni?
Non abbiamo un P.U.C.; non abbiamo un piano urbanistico. Quindi il problema fondamentale è l’edilizia.

E lo state affrontando?
Sì certo. In accordo con la Regione Sardegna abbiamo fatto il piano particolareggiato per il recupero del centro storico. Ma ci siamo dovuti scontrare con una fortissima opposizione.

Da parte di chi?
Da parte dei geometri. Tutti.

Parli dei geometri dell’ufficio tecnico del Comune?
No! Parlo dei privati.

Perché c’è questa opposizione che tu definisci “fortissima”?
In primo luogo perché la cultura del recupero è completamente assente. In secondo luogo, le costruzioni in ladiri sono difficili da recuperare e non ci sono professionisti nel paese con competenze tali da permettere un recupero che sia rispettoso delle tradizioni costruttive.

E dunque?
Dunque, è molto più facile proporre al committente di buttare giù e ricostruire, piuttosto che imbarcarsi in un recupero troppo complesso.
Ma così facendo negli anni si è perso completamente il dna del paese. Che non conserva più quasi nessuna delle specificità di San Vero. Diventa un paese anonimo: potrebbe essere trenquillamente Silì o Simaxisi.

Si certo, capisco perfettamente. Ma per la tracciatura dei confini del centro storico come vi siete mossi? Quale documentazione avete consultato?
Un documento di fine 800, il vecchio catasto per il nucleo più ristretto, poi si è proceduto con un’analisi degli isolati, dal centro verso l’esterno. E proseguiremo cercando di salvare il salvabile, recuperandolo.

Quindi se non ho capito male i geometri si oppongono perchè temono che altri professionisti più qualificati arrivino a lavorare in paese?
Beh… sì… hanno la coda di paglia. Ma soprattutto il restauro non viene caldeggiato; si cerca piuttosto di convincere i titolari di abitazioni nel centro storico a venderle, per acquistare terreni nelle zone b, dove è possibile fabbricare senza vincoli: in questo modo il guadagno del geometra è totale!

Ma in questo modo il centro si spopola e si crea un paese col buco al centro?
Bravo!
Grazie.

E infatti, poi, arrivano gli stranieri e comprano. Quest’estate ho lavorato in un agriturismo. Sei clienti, dico 6 clienti abituali, hanno comprato una piccola casa nel centro storico di San Vero. Case che restaureranno e utilizzeranno d’estate, come residenza per le vacanze. San vero è appetibile anche per i golfisti: c’è il campo da golf qua vicino.

Eppoi c’è il mare.
Certo! Questa è comunque solo la prima e fondamentale battaglia che riguarda il Sinis. Ce ne sono altre. Ad esempio, appena insediati abbiamo approvato il piano regolatore delle zone agricole. Abbiamo stabilito che per costruire una casa agricola si debba essere agricoltore, e vincolare almeno 2 ettari: il tutto in accordo con la legge regionale (che però è meno restrittiva: 1 solo ettaro).

Che senso ha questa regolamentazione?
L’idea di fondo è tutelare un terreno a vocazione prevalentemente agricola, che negli ultimi anni è diventato oggetto di speculazione edilizia. I contadini vendevano a prezzo d’oro i terreni a chi voleva costruirsi una casa agricola.

Che poi magari si trasformava in una villa di campagna magari con piscina?
Esatto!!!

Reazioni?
Anche qui critiche, volantini anonimi, marcia dimostrativa per le vie del paese a maggio di quest’anno. I detrattori sostengono che “non è mica vero che il Sinis è un territorio agricolo, chi vuole dev’essere libero di costruire!”.
Insomma… ci dipingono come una giunta e una maggioranza contrari alla proprietà privata!!!

Non è così?
No. In realtà è un problema di vocazione. Ci sono altre zone dove poter costruire. Le case agricole inoltre non pagano nemmeno l’Ici.

Io però potrei anche fare l’avvocato del diavolo e chiederti: chi decide la vocazione di un terreno o di una regione?
La storia! Prima di tutto!

In che senso?
Tra la marina e il centro abitato di san vero c’è sempre stata quest’area agricola di stacco. E va tutelata! Altrimenti diventerà un continuum tra San Vero e Putzu Idu, una vera e propria urbanizzazione cammuffata. Dove adesso c’è la casa agricola potranno poi chiedere il cambio di destinazione d’uso e per il comune saranno problemi seri. Si dovrà provvedere a infrastrutture costosissime e via discorrendo.

Insomma l’identità non si baratta con gli interessi particolari?
No! Soprattutto quand’è così fragile.

Senti Sara, uno dei temi di cui si discute oggi è la distanza dei cittadini dalle istituzioni: voi fate qualcosa per avvicinarli o è meglio che la gente non si occupi di politica?
Su ogni tema scottante promuoviamo sempre un’assemblea pubblica. San vero è uno dei pochi paesi che non ha aderito ad Abbanoa. Quando ne abbiamo parlato in Consiglio comunale la sala era gremita. Tuttavia, non c’è un’azione progettuale di informazione e coinvolgimento sistematico dei cittadini.
Stavamo pensando al consiglio comunale dei giovani.

Anche con la rete o con un giornale potreste chiamare la gente al dibattito. Avete l’adsl a San Vero?
Sì. Abbiamo il sito istituzionale del comune, con gli indirizzi di posta.

Bene andremo subito a vedere com’è e se è di nostro gradimento !!
umh…

Pubblicate le sedute del consiglio? le delibere?
Io curavo un bollettino informativo, nell’ultima pagina, con anche le delibere. Ma per fare un lavoro ad hoc è necessario un direttore editoriale e dobbiamo denunciare la testata al tribunale. Troppo lungo e non se n’è fatto più nulla.Tu sai se esiste un modo per aggirare questa cosa?

Il comune di Serrenti ha attivato un servizio di newsletter che aggiorna gli iscritti di tutte le attività del comune. Mi sembra un buon modo per fare informazione ottimale a costi ridotti.
Ci penseremo. Comunque la nostra gente non rimane a corto di informazioni, complice anche la nostra opposizione, che è molto agguerrita.

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per saperne di più:

 

 

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9 thoughts on “[San vERo miLiS] “L’identità non si baratta!” Intervista alla consigliera comunale Sara Diana.

  1. Mmmh certo che certi giornalisti sono davvero impertinenti! Eppure Donna Sara di San Vero non demorde e risponde ad hoc, con la fermezza e la cordialità che la contraddistingue. Con quali personcine ho vissuto io eh? Assessori comunali, dipendenti dell’ONU, Storici, Rappresentanti dell’Italia all’Estero, importanti pallavoliste, musicisti…tutti rigorosamente di origine sarda. Ehh, che terra fertile la nostra!

  2. Molto interessante. Ci si fa proprio un idea – utile -di come butta nel paese fra il silenzio del mare e il rumore del mondo.
    Bel pezzo. Bravo Jemp e complimenti alla giovane consigliera.

  3. Pingback: [Orosei] «Dimissioni? Neanche dopo cento bombe» « ::su:Barralliccu::

  4. la mafiosità aumenta col diminuire delle persone facenti la comunità, La provincia di Oristano ha 88 comuni per una popolazione totale di circa 170000. Detratto il capoluogo vi è un comune ogni 2000 abitanti. Tutti sanno tutto di tutti e quindi l’arma del ricatto è notevole. La delazione non può pagare e poi perchè rompere un sistema che tra aiuti statali ed europei consente di lavorare poco e di vivere “bene”?

  5. Come si spiegano gli annessi agricoli verso la marina del comune (seconde case o case per affitti estivi)cresciuti come i funghi se non come azione gestita dai geometri e dalla partitocrazia col benestare dei cittadini?
    Legiferare e subito dopo superare le leggi con la cultura dei condoni e dei cambi destinazione d’uso è patrimonio dei sistemi Italia, dal Nord al Sud. alle Isole. Evviva l’Italia e gli italiani che malgrado ma grazie alla partitocrazia vive e vegeta.

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