[Barbagia] La vittoria dei barbaricini contro l’ecomostro.


 Inceneritore.jpg

di Francesco Casula 

Bonas novas  – buone notizie -per i sardi ma soprattutto per le popo lazioni nuoresi: a Ottana non si farà più il mega termovalorizzatore. Dopo le indiscrezioni delle settimane scorse è arrivata la conferma da parte dell’Assessore regionale all’Ambiente Morittu: ma, ha sottolineato, occorrerà spingere la raccolta differenziata dei rifiuti fino al 60%.

Bene: è esattamente la proposta che le comunità barbaricine contrarie al maxi inceneritore hanno sempre sostenuto. L’importante è che Ottana e i comuni vicini abbiano evitato quella che rischiava di essere una vera e propria bomba ecologica, con rischi concreti e sicuri per la salute della popolazione, degli animali e dell’ambiente complessivo, peraltro già compromesso dall’industria petrolchimica.

L’incenerimento dei rifiuti urbani provoca infatti l’immissione di ceneri, fumi carichi di metalli pesanti come piombo, arsenico e diossina, una sostanza fortemente cancerogena. A Ottana e nei comuni del territorio ci sono 140 mila pecore, si producono 2‚ milioni di litri di latte all’anno 3 mila e 800 tonnellate di formaggio.

A quel punto il pericolo arriverebbe anche dalla catena alimentare, visto che la diossina viene assorbita dalla terra. Sarebbe stata una vera e proprio catastrofe ambientale oltrechè occupazionale. Bravo Soru che ha avuto il coraggio di ricredersi. Ma brave soprattutto le popolazioni di Ottana e dintorni che con una opposizione ferma euna mobilitazione capillare sono riuscite a convincere la Regione a fare marcia indietro.

Il Sardegna, del 26/11/2007
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