[Sardegna] Come sopravvivere sotto i 5000 ab. (spiriti guida)


Premessa: per sopravvivere sotto i 5.000 ab. è essenziale disporre di uno spirito guida.

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La mia prima volta con il mio spirito guida.

Visto da dietro – per uno poco pratico – aveva l’aspetto di un Darth Vader votato allo scrittoio, un individuo scoliotico, sguardo fisso e raggelante, uno di buona fattura. Un’analisi più attenta svelava un cartonato alto all’incirca un metro e cinquantacinque, spesso qualche millimetro e avvolto in un consunto completo marrone, di buona fattura.

Si rivelò una mattina di metà anni ottanta. Quel giorno, tutti eravamo schierati sul piazzale della scuola elementare di Ghilarza in formazione da parata, grembiulino d’ordinanza e fiocchetto di regime. A metà di noi scappava da pisciare. Paolo la fece sul piazzale. Col tempo avremmo capito che non si era trattato di una debolezza occasionale. Paolo si immolava. Ogni qualvolta l’aria intorno s’addensava e acquistava uno spessore vagamente istituzionale, Paolo decretava il suo intimo olocausto e con atto iconoclasta lasciava che il liquido purificatore lo mondasse e sancisse il suo suicidio sociale, la sua gloriosa rivoluzione.

Quel giorno si intitolava la scuola ad Antonio Gramsci. Nella mano sinistra stringevo un’edizione straordinaria dell’Unitá priva della pagina sportiva, fatto che aveva destato un certo disappunto tra i miei compagni di classe. Nella destra stringevo “l’albero del riccio”, una coppia autografa.

Mi prese alle spalle. Antonio G. mi prese alle spalle. Basso, patinato, sguardo fisso e raggelante, sembrava fosse appena fuggito da una vetrina di blockbuster, una sorta di Eastwood in “Firefox, volpe di fuoco” ma al contrario, se capite cosa intendo. Sventolava senza alcun criterio e con una certa soddisfazione un depliant di caldaie. Parlava velocemente, e altrettanto velocemente esordì:

– sono il tuo spirito guida.

– tu sei quello della targa – lo incalzai io prontamente.

Istruzioni per l’uso dello spirito guida.

Lo spirito guida, non si sceglie, viene assegnato d’ufficio da una coscienza collettiva. Ne si può rifiutare per eventuali incompatibilità, ne si può rimandare indietro.

Ma lasciate perdere, non approfondite, sono affari più grandi di voi.

Portatelo al mare invece, rimanete fino al tramonto. Antonio G. ci sguazzava sulla spiaggia, andava ramingo di ombrellone in ombrellone catalogando persone, cibo e abitudini; la sera, una volta a casa, mi sottoponeva i suoi appunti pregandomi di controllare la media armonica delle ore di attesa dopo il pranzo e prima del bagno.

Portatelo sui mezzi pubblici, sull’ascensore. Ci rimase un intero pomeriggio sull’ascensore. Si fermava ad ogni piano, saliva scendeva, guardava la porta scorrere, suonava l’allarme. La sera venne da me con aria stravolta, era particolarmente deluso, disse soltanto – E’ una sovrastruttura – ancora oggi non capisco cosa intendesse.

Andate alla ricerca di animali fantastici. S’iscurzone, per esempio. Antonio G. aveva un’autentica passione per s’iscurzone, nonostante pronunciasse il nome con una certa difficoltà, non si perdeva d’animo, diceva di averne visto una dozzina durante l’infanzia.

Fate una crostata ma con cura certosina, la marmellata sceglietela voi, ricordate di non lavorare troppo l’impasto per evitare che burro e uovo si separino.

Scrivete a quattro mani un’opera titanica: l’epopea del fondatore del vostro significativo borgo, create miti, leggende, una stirpe da cui debba necessariamente discendere il leader della classe dirigente, aggiudicatevi un genocidio. Poi distruggetela. Create una o due leggende ufficiali intorno alla vostra opera, all’occasione date alla stirpe un nome diverso, per garantire democrazia e qualche guerra intestina. Serbate la verità per l’unica leggenda apocrifa.

Dopo le venti e trenta, mettetelo di fronte alla televisione, sintonizzate su un programma qualunque, aspettate che si addormenti, svegliatelo con delicatezza, invitatelo a usare la toilette, poi ripiegatelo con cura, riponetelo sotto il letto. E, a domani.

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One thought on “[Sardegna] Come sopravvivere sotto i 5000 ab. (spiriti guida)

  1. Eh va beh… dovrò aspettare prima di inserire il mio articolino, date il tempo di celebrare il poema… je v’en prie!

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