[CagLiArI] Open source, una denuncia e un appello al Comune di Cagliari


ee_ooo.jpg

 

Pubblico molto volentieri la lettera aperta di Claudio Cugusi, consigliere comunale di minoranza del comune di Cagliari che suggerisce a Giunta e Consiglio comunale della sua città l’installazione di software libero sui computer in dotazione agli uffici dell’importante ente locale.

Esistono infatti software open source in grado di sostituire perfettamente quelli proprietari, ma a differenza di questi ultimi sono liberamente scaricabili dalla rete, altamente personalizzabili in base alle esigenze specifiche di chi li adotta (persona fisica o ente) e, soprattutto, sono completamente gratuiti e il loro utilizzo non grava sulle tasche dei contribuenti.

 

*********

 

Egregio Sindaco, egregi Assessori e Consiglieri,

anche in seguito a una sommaria analisi degli ingenti costi sostenuti da questa amministrazione comunale (centinaia di migliaia di euro non meglio quantificati nemmeno dagli uffici) per l’acquisto di licenze proprietarie di software installati nei Pc del personale, Vi sottopongo la possibilità di adottare il software libero, azzerando così esborsi inutili di soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati per contribuire, ad esempio, ad innovazioni tecnologiche virtuose come il wi-fi e il sistema di produzione energetica mediante fotovoltaico. O, più semplicemente, a ridurre la pressione fiscale sopportata dalle fasce più deboli della città.

Nel bilancio di previsione 2007, il Comune di Cagliari ha approvato un emendamento a firma mia e dei capigruppo Serra, Angius e Carta a favore della sperimentazione dell’open source. A quell’emendamento non è ancora stato dato seguito, per quanto ci consta, né sappiamo con esattezza quanto denaro il Comune nel suo complesso spenda ogni anno per acquisto e rinnovo di software altrimenti reperibili gratuitamente. Di certo, si tratta di centinaia di migliaia di euro l’anno: un autentico spreco incontrollato che dovrebbe interessare non poco chi dei costi della politica parla giustamente oggi. Ma tant’è.

E il fatto che nei giorni scorsi il Comune abbia acquistato duecento computer nuovi con altrettante licenze, profumatamente pagate, rende l’idea della gravità del fenomeno che Vi segnalo.

Nel mentre la comunità Linux di Cagliari, cooperative, società di ricercatori, la Regione e altre istituzioni come Sardegna ricerche, la facoltà di ingegneria procedono speditamente, quasi inascoltati, in un’opera meritoria di promozione gratuita dei software liberi anche a favore degli enti locali.

Ancora, in questi mesi, altre Amministrazioni, senza particolare impiego di tempo e risorse, hanno adottato il software libero e lo stanno facendo utilizzare ai propri impiegati.

In primo luogo c’è il caso del Comune di Bollate, che ha adottato gli applicativi di Open Office (ossia la versione completamente gratuita del gemello Office della Microsoft a cui si pagano diritti salati per l’utilizzo): nel giro di pochi mesi è stato installato il nuovo software nei Pc, sono stati convertiti tutta la modulistica e i modelli di documento utilizzati dai dipendenti in formato free ed è stato formato il personale alla conversione dei documenti nei nuovi formati. Azzerati i costi delle licenze e considerati i soli costi per la formazione del personale, l’amministrazione di Bollate ha stimato che il costo dell’operazione sia stato ripagato ampiamente con un anno di mantenimento di licenze di software proprietario.

Altro esempio che viene direttamente da un Comune vicino: quello di Sestu. Dopo aver realizzato il sito internet completamente open source, con una delibera della Giunta l’amministrazione ha adottato il software libero, e in particolare del formato standard Open Document Format (Open Office). Attualmente su tutti i Pc degli impiegati, con il supporto dei tecnici informatici del Comune, si stanno installando i software free e a giorni si inizierà la formazione al personale per l’utilizzo dei modelli dei documenti e dei moduli già realizzati dai dirigenti e dai funzionari, sempre in collaborazione con i dipendenti tecnici informatici.
Alla luce di questi due esempi di risparmio del denaro pubblico e di reale democrazia dei mezzi di produzione della comunicazione, aspettiamo valutazioni in merito auspicando anche in occasioni di confronto pubblico su questi temi e confidiamo in un impegno concreto e rapido da parte della Giunta.

Saluti.
Cagliari, 5 novembre 2007
Claudio Cugusi

Annunci

One thought on “[CagLiArI] Open source, una denuncia e un appello al Comune di Cagliari

  1. Che spreco di soldi e che arretratezza… Nella stessa Africa si portano avanti progetti di informatizzazione con Linux e programmi open source e grazie alle scarse risorse richieste dai sistemi Ubuntu, Kubuntu e simili si fanno partire vecchi pc, che noi stessi dai Paesi occidentali doniamo in quanto “obsoleti” al terzo mondo…

Esprimi la tua opinione

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...