[Sardegna,Ghilarza]Siamo tutti frammenti dello stesso paese.


Le leggende hanno sempre un fondo di verità. Che lo si debba raschiare il fondo, che lo si tocchi il fondo, che si arrivi in assetto costante o variabile, o che lo si legga con un’espressione di sufficienza tenuta su dall’argano dello scetticismo, le leggende, hanno sempre un fondo di verità.

Questa, che vi sto per raccontare, non è una leggenda, è più una diceria, una regola tramandata oralmente, e quindi, in quanto tale priva di ogni pretesa di veridicità.

Mi piacerebbe però capirne la portata e avere la vostra opinione fredda e disincantata.

“E’ vero che ovunque si vada si incontrano dei ghilarzesi?” (“Ghilarzesi” è ovviamente una variabile e come variabile può assumere ogni volta un valore differente, nel caso specifico, uno dei 377 aggettivi che qualificano gli abitanti di uno dei 377 comuni della Sardegna).

Per anni ho pensato, creduto che si trattasse di una delle innumerevoli storie raccontate dai nostri genitori per scongiurare una notte di incubi, veglie prolungate e assicurarsi (loro) una notte di sollazzi:

-Non ti preoccupare figlio mio, in ogni luogo, in ogni paese, angolo di mondo o buco infame ci sarà sempre un ghilarzese- Suonava tanto come una minaccia.

-Mamma, scusa, a che pro mi racconti questo? C’è forse una morale che non riesco a cogliere? E perché cerchi di incutermi terrore?-

-No, nessuna morale, stai tranquillo. Se un giorno ti perderai, che so, a Pechino, Saprai di poter contare sempre su un altro ghilarzese per ritrovare la via di casa, almeno, io l’ho sempre pensata in questo modo-.

Poi l’angelo custode, sciorinato senza troppa convinzione (faceva pendant con la storia del ghilarzese), e si spegneva la luce.Se fossi stato un bambino con una quota minima di sale in zucca, avrei presto capito che si trattava di un espediente meschino per farmi dormire, e che matematicamente la storiella non reggeva.

ang_nat.jpgMi ricordava un po’ la questione dei frammenti della croce di cristo che periodicamente venivano ritrovati nei luoghi più disparati della terra. Apparivano chissà come, e tutti erano perfettamente combacianti. La croce sembrava ingrandirsi a dismisura fino a raggiungere un’area tale da accogliere tanti di quei salvatori che ora dovremmo stare, a seconda dei punti di vista, o in una botte di ferro o bruciare nell’inferno degli inferni per la poca perspicacia dimostrata. Per non parlare dello stato confusionale in cui verserebbe la religione ebraica.

Negli anni, nonostante il buon senso mi sconsigliasse di pensarci, l’interrogativo si faceva via via più pressante, urgente, per cui iniziai la mia personalissima ricerca, devo dire ben documentata. In qualsiasi posto mi recassi: museo, chiesa, monumento, macellerie con eccessiva autostima controllavo il “libro delle firme” nella speranza riconoscere, tra i tanti Kuico e John, qualcosa di familiare. “Saluti da Ghilarza”, “Ghilarza regna”. Ma mai niente.

Poi pensai che chiunque avesse inventato questo enigma fosse ben più scaltro di Edipo e della Sfinge riuniti per una sanguinolenta quanto meritata rivincita a Risiko, e che la soluzione non stava nell’ubiquità dei ghilarzesi, della quale ho sempre dubitato, bensì in ognuno di noi, era li sotto il mio naso.

La regola poteva essere, infatti, sempre valida per ognuno, bastava esserci, in un posto, per rendere valida la regola, anche la mia sola presenza in un posto era sufficiente a confermare la regola. Sono qui, sono residente a Ghilarza e la mia carta d’identità ne è la prova inequivocabile. Fottuta leggenda o diceria che dir si voglia, sono ubiquo.

 

Ora che credo di essere giunto finalmente ad una soluzione, due nuovi problemi si fanno largo con una certa prepotenza: “Come torno a casa?” e soprattutto “cosa mi garantirà sonni tranquilli?”

 

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11 thoughts on “[Sardegna,Ghilarza]Siamo tutti frammenti dello stesso paese.

  1. Col milese non vale, hai sempre detto che sono arrivati sulla luna prima degli americani, sempre che gli americani ci siano arrivati, il milese è fuori dai giochi. Non so, saranno le arance, sarà l’eccesso di vitamina C

  2. Dannazione, anche io contavo sul ghilarzese di turno per ritrovare la strada di casa e ora?
    Che mi dici invece della regola per cui dove sta scritto “Ghilarza regna”, poco più sotto o più sopra o più a fianco, miracolosamente compare “Paulle merda”?

  3. PAULE POMPOSU
    NORGHIDDO TINDZOSU
    ABBASANTA PADZOSU
    ILARTZI SU FRORE
    OMOS NOAS PADIDZONE

    PAULILATINO POMPOSO
    NORBELLO TIGNOSO
    ABBASANTA PAGLIOSO
    GHILARZA IL FIORE
    DOMUS NOVAS CANALES PENTOLINO

  4. NE SO PURE IO UN’ALTRA!!!TRATTASI DI UN’IMPRECAZIONE.

    ANCU T’ISCURIGHEDE IN BILARZI E T’ARBESCHEDE IN SORGONO!
    (che ti colga il buio in Ghilarza e albeggi quando sei a Sorgono, cioè non ti cagherebbe nessuno!)

  5. sono senza connessione fino al mio arrivo in capitale… cmq … secondo me il punto è (al di là delle vostre poesie nazionaliste su ghilarza) che io nn mi sento più nuraminese fino a quando nn ne incontro uno. è come un’amnesia momentanea – la mia- e involontaria. quello che (sono) stato – la mia cittadinanza – risorge solo quando la posso condividere con qualcuno che l’ha vissuta come me. se rimango solo (ad esempio circondato da gaudenti ghilarzesi o romani chiassosi – la mia nuraminesità si scolora fino a liquefarsi nelle urgenze del quotidiano che mi circonda.
    caro Herrschwein, la tua identità nn si nutre di se stessa. ne deve incontrare un’altra affine e diversa per ristorarsi! o no?

  6. Caro jemp, il mio era un puro esercizio, se vuoi un “espediente meschino”, ho voluto risolvere il luogo comune, l’enigma in maniera ironica e tra l’altro illogica. (La mia conclusione non segue logicamente dalla premessa). Quanto alla ghilarzesità, in parte la penso (inevitabilmente) come te, la “liquefazione” è fisiologica, la spinta propulsiva dell’incontro è necessaria, ma non sufficiente. Esiste il ricordo.
    Il ricordo si nutre anche di se stesso, per quanto la “liquefazione” lo nutra e lo muti (inevitabilmente)
    L’identità ha bisogno del ricordo.
    Ma neanche il ricordo è sufficiente. (oh cazzo)
    Con tutta probabilità la pensiamo, quasi, allo stesso modo.
    a presto

  7. Caro jemp, ma se è solo una questione di CONDIVISIONE stiamo a cavallo e stiamo a posto. Non è solo il ricordo, è una formazione di base, i miei amici ghilarzesi (tra cui brilla herrschwein) hanno mangiato il mio stesso cibo e lo sanno riconoscere, quando è buono e quando è cattivo. Io non smetterò mai di aver bisogno di questo

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