[Macomer] Appunti sonori


Ieri sera ho pagato le mie buone dieci euro per entrare al MADE IN S. a Macomer. Volentieri, devo dire, nonostante la minacciosa presenza, in cartellone, di un gruppo che non è nè Kenze Neke né Askra, ma, addirittura, quattro elementi di una e quattro elementi dell’altra band.

Insomma, mi son detta, un bel festival che renda giustizia alla scena musicale sarda, organizzato nel Capesusu… bisognava andarci.

Non posso fare un reportage completo ma solo esprimere qualche impressione, perché del festival ho visto solo le ultime ore dell’ultima serata. Quindi prendete con le pinze quanto sto per dirvi: impressione positiva.

Bel campo sportivo di morbida erbetta. Un po’ di bella ed eterogenea gente. Buona birra. Un palco come si deve, da concerto serio e rispettabile, insomma. E, per il poco che ho sentito, gruppi motivati e bravi.

I BURRO BROWN ENSEMBLE si distinguono ai miei occhi profani come abbastanza originali, i MAQOM V mi evocano, e non è male, l’ arcana voce del boe muliache della nostra tradizione. Il TRAIN TO ROOTS funziona parecchio bene, la gente balla.

ALBERTO SANNA & ANIMA NERA, ok, niente di nuovo, non fanno roba che ti sconvolge la vita, però sono onesti. Non hanno quindici anni ma l’energia ce la mettono tutta. E comunque, se io credo in quello che sento dentro me lo canta Ligabue mi lascia perplessa. Però cantato da uno che si accompagna a un chitarrista dal look così graziosamente out of time, che non è difficile incontrare in Via Is Mirrionis, ci sta, amici, ci sta. Sono onesti.

I pipistrelli nostrani, i RATAPIGNATA sono sempre simpatici, bravi, la loro esibizione non fa una grinza.

Poi, basta, dei KNA non dico niente, se no, come al solito, mi accusano tutti di gettare ingiustamente cacca sui poveri Kenze Neke e Askra.

Ok, non dico niente.

Però come cavolo si fa nel 2007 a inneggiare alla rivolutzione.

Si, pure col tz.

Catz.

A fare questo rock scontato, a metà strada tra una qual certa attitudine bombarola e un nauseabondo ubriacamose tutti e volemose bene. Adesso, non per scomodare gente famosa, vi sembra che Battiato non faccia politica nella sua musica? La fa, però ci mette un po’ di classe! Comunque, se siete convinti che uno lo charme se non ce l’ha non se lo può dare, scusate, non si può fare come Alberto Sanna? Uno canta io credo in quello che sento dentro. E ne esce più che dignitosamente. No?

Ad ogni modo, dieci euro ben spesi. Per la buona causa della musica fatta in Sardegna.

Un appello ai miei compaesani ghilarzesi che sembrano tutti sempre molto impegnati in sala prove: dove eravate voi che sicuramente ne capite più di me?

Questo, così, con parziale cognizione della cosa, ripeto, visto le poche ore di musica che ho potuto seguire. Fatemi sapere, sono curiosa di avere impressioni più complete, motivate e competenti!

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24 thoughts on “[Macomer] Appunti sonori

  1. Concordo con la tua disamina, anche se posso aggiungere qualcosa in più visto che mi sono sorbito la due giorni per intero. Come volevasi dimostrare la scaletta era direttamente proporzionale all’importanza dei gruppi. Ottimi MUCCAMACCA, quasi da collasso umorale cardiocircolatorio, buoni PRIMOCHEF DEL COSMO, che dimostrano di saper scrivere buone canzoni, non male il lotto sassarese FIGLI DI IUBAL, ORCHESTRA BARTALI e NASODOBLE, anche se troppo accomunati dal capossela’s style, interessante VANVERA anche se il disco è troooOOOOooopo nick cave (tributo che sfocia nel plagio)… il resto non mi viene in mente… ah… evitabili ed opinabili le MAB e i KNA…. fuori tempo, fuori luogo, fuori tutto… (compresa la cover di bella ciao.. ma per favore!)

  2. sono andata via circa 10 anni fa da macomer e con nostalgia
    guardo tutto cio’ che interessa i miei compaesani…pero’…
    ogni volta che ritorno mi viene l’angoscia e’ sempre piu’ morto…
    lo so non c’entra niente con l’argomento in questione ma e’ comunque quello che volevo dire!!!
    ciao a tutti
    ALESSANDRA

  3. Siamo nel 2010 e mi capita di leggere questo post. E mi spiego come si sia potuti arrivare allo schifo in di società in cui ci troviamo. Ma d’altronde queste sono le controindicazioni della democrazia; da una parte che si possa ancora cantare di rivoluzione e dall’altra che dei borghesi piccoli piccoli si mettano a criticare il lavoro musicale di un gruppo che nel bene o nel male ha fatto storia. Poi mi piacerebbe sapere anche qual’è il momento giusto per parlare di rivoluzione..forse un momento in cui la modernità sta portando alla luce tutte le sue contraddizioni? io credo che sia vero adesso come lo era nel 2007. Battiato parla di politica? e da quando è diventato il termine di paragone assoluto?

  4. Grazie per il borghesi. Per quanto mi riguarda è un complimento. Anche perché le rivoluzioni sono sempre state solo borghesi. Per il resto, ognuno è libero di parlare di rivoluzioni quando e come gli pare. Allo stesso tempo esiste e resiste la possibilità di avere un pensiero critico rispetto a certe retoriche spuntate, dal momento che, da borghesi, siamo ferocemente contrari ad ogni sistema di pensiero e giudizio unico.

  5. L’unica retorica che sento fare è la tua e non solo è spuntata ma proprio monca del tutto.

    Saluti

  6. Forse oggi ha ancora senso parlare di rivoluzione (la t ce la puoi aggiungere tu visto che sai fare poco altro), prova a chiedere a Tunisini ed Egiziani. Poi nella discussione con KR ci sono un paio di appunti che vorrei fare: Quali sono state le rivoluzioni borghesi? Quelle che conosco io sono state fatte dal proletariato. Poi non si capisce perchè dici che essere borghesi rivoluzionari sia un complimento visto che sfotti tanto quelli che inneggiano ad essa (la rivoluzione intendo).
    Un ultimo appunto retorico e spuntato; prova a chiedere ai francesi come fanno ancora ad intonare la marsigliese dopo che sono passati quasi 300 anni.
    Io ti consiglierei vivamente di occuparti di musica o di cambiare mestiere

  7. Ma perchè dovrei farlo? è così bello vivere in un mondo chiuso, refrattario al confronto e alla critica, capace di argomentare con categorie storico-politiche spuntate. Io non voglio mettere il naso fuori di casa, e voglio anche pensare che l’interpretazione politica della storia, abbia valore maggiore della ricerca storica.
    Niente naso, abbasso la casa, egemonia culturale e dittatura del proletariato. Violenta ovviamente.
    saluti rock’n’roll!

  8. Malgrado la tua ironia spuntata (ti piace tanto spuntare le cose?) si capisce lo stesso che non hai argomenti a parte la demagogia. Per quanto ne so io di rivoluzioni borghesi ci sarebbe quella francese nella interpretazione di Marx, che viene comunque contestata ma te la posso concedere. Poi le rivoluzioni russe messicane cubane io non le posso considerare borghesi. Per quanto riguarda l’Italia non dimentichiamo che il fascismo è nato per parare le natiche ai padroni quando operai e contadini stavano inziando a organizzarsi (lo so non c’entra nulla con l’argomento rivoluzione ma può in parte spiegare il mio astio).
    saluti libertari
    :)

  9. Guarda Iosto, sul serio è meglio che ti dai una bella ripassata di storia. La rivoluzione russa inizia come rivoluzione liberale, sostenuta dal ceto medio borghese intellettuale. Alle prime elezioni libere i bolscevichi conquistano un numero molto limitato di seggi. E passano all’azione. Smantellano tutte le forze laiche e liberali (borghesi) con cui prima si erano alleati in funzione anti-zarista e prendono il potere. Mi fermo qui.
    Per quanto concerne Cuba, forse dimentichi che Castro è figlio di un grande proprietario latifondista cubano. Lui e la sua cerchia era cioè esponente della borghesia progressista e padronale cubana.
    Anche i movimenti rivoluzionari sudamericani hanno una forte componente liberale e borghese, dal momento che i concetti di nazione e libertà civili sono strettamente legate alla nascita dello stato di diritto europeo che è, notoriamente, edificato dai ceti medi borghesi rivoluzionari.
    Il fascismo è una rivoluzione che in particolare all’inizio ha una fortissima componente anti-borghese. Non a caso utilizza tutta la retorica anti-italiana e anti-borghese che matura a fine ottocento dall’incrocio tra il pensiero meridionalista e quello socialista di matrice marxista.
    Ora la smetto e metto il naso fuori di casa
    ;)

  10. Forse tu confondi l’interpretazione storica con il revisionismo. Già dalla tua tesi sulla rivoluzione russa si capisce che ci si è arrivati solo dopo avere scaricato tutti le zavorre borghesi che ci si portava dietro.
    Poi affermare che solo perchè Fidel Castro era figlio di un proprietario terriero allora la rivoluzione era figlia della classe padronale è una cosa che mi fa torcere le budella. I piccoli proprietari terrieri erano neutrali perchè erano stufi delle vessazioni di Batista e se ne volevano liberare, ma guardavano con diffidenza anche all’esercito dei ribelli. I grossi proprietari l’avversavano in pieno. Per quanto riguarda il messico non ti rispondo nemmeno, perchè le idee di libertà non rappresentano certo una classe.
    Poi viene il bello!!! I fascisti erano anti-borghesi. Un negazionista in confronto a te è Paolo Mieli.

    Qualche borghese è stato di sicuro rivoluzionario, ma tu non lo sei e non lo sarai mai.

    Saluti anticlericali

    :-)

  11. Secondo me sei tu che confondi le tue convinzioni politiche con la Storia. La storia – così come tutte le discipline scientifiche – è in primo luogo revisione. Revisione delle certezze del passato, delle ricostruzioni date per scontate. Revisione, continua revisione e messa alla prova attraverso la ricerca delle certezze delle generazioni precedenti.
    In storia come nella scienza in genere, non esistono verità assolute. Può far male pensare che le rivoluzioni delle quali siamo estimatori abbiamo avuto un motore liberale e il sostegno originario dei ceti medi, ma se i documenti provano questo le convinzioni politiche sono destinante a restare tali.
    Castro – è stato già abbondantemente documentato – appena preso il potere fa di tutto per dimostrare di non essere comunista, ma di lottare per le libertà civili ed economiche del popolo cubano. La sua rivolta è appoggiata anche dal ceto intellettuale e dalla borghesia cubana. E fa infatti un viaggio negli Stati Uniti – dove viene accolto tra le ovazioni dei democratici e dei liberal americani – per chiedere sostegno agli americani.
    Solo che il governo americano fa un errore enorme e gli volta le spalle.
    È solo a quel punto che Castro si rivolge all’URSS e radicalizza le sue posizioni politiche.
    Su Cuba e sulla sua rivoluzione mi permetto di suggerirti la lettura del romanzo del poeta cubano Reinaldo Arenas che si chiama “Prima che sia notte”.

    Per quanto riguarda la patente di rivoluzionario, ti consiglio di aprire una scuola guida. La potresti chiamare “come si diventa e si dà il diplomino da rivoluzionario”.
    Sono sicuro che ci sarebbe la fila di gente desiderosa di essere riconosciuta ed etichettata come rivoluzionaria da uno come te.

    Saluti senza aggettivi.
    ;)

  12. Su su Giemp non diventarmi permaloso, d’altronde uno se il coraggio uno non ce l’ha non se lo può dare (piaciuta la citazione?).
    Poi non credo che ci sia la fila di musicisti che si facciano fare il patentino da te eppure questo non ti impedisce di scrivere le tue penose recensioni.

    Saluti Manzoniani

  13. Ma chi se la prende? La recensione nemmeno l’ho scritta io (se leggi tutte le cose con questa attenzione stiamo freschi). Comunque, come vedi, i tuoi argomenti sulla storia tengono come un budino messo sotto il sole di mezzogiorno.
    Quindi di corsa a studiare, che la ricreazione è finita :D

    Eppoi, carissimo, la vita è bella perché è varia, e poter avere opinioni è una delle cose belle delle democrazie liberali.
    Invece, il pensiero unico è tipico di certi regimi alla pastafrolla in stile fascio-comunista che a noi di questo blog davvero non ci garbano.

    Punti di vista. Solo punti di vista.
    Saluti vistati.

  14. Non l’hai nemmeno scritto tu l’obbrobrio? beh si in effetti ti ho sopravvalutato. Per quanto riguarda la storia tanto tu la interpreti un pò come i fondi di caffè quindi come posso controbattere, è inutile. Potrei citare una interpretazione ma tu me ne tireresti fuori una che è l’esatto contrario e siamo punto e a capo. Ma poi il pensiero unico…ma ancora con questa storia che quando uno fa la recensione della recensione (penosa) si parla di pensiero unico fasciocomunista? ma dai non ci cascano nemmeno i bambini, la contraddizione è evidente.

    Saluti aruspicati

  15. Ma io mica la interpreto! Io la studio. Tu la interpreti. Ai fondi di caffé ci sto per arrivare, ma con calma prima devo finire le buste del té indiano. In merito al pensiero unico non mi riferivo alla recensione della recensione, mi riferivo a tutto il resto della discussione. Ma tanto ormai poco importa e poi. Meglio chiudere qui, tanto quello che dovevamo dire l’abbiamo detto.
    I bambini, quelli non ci sono mai cascati. Sono i grandi che hanno fatto le cazzate con tutte quelle robe tipo egemonia culturale e dittatura del proletariato. Non so perché, forse erano un po’ sfigati.
    bo.

  16. Va bene Gemp è stato un piacere interfacciarsi con te..però io la storia non la interpreto.

    Buon San Valentino

  17. Mi sono accorto solo dopo aver letto il post che si trattava di una pubblicazione del 2007. Sarà che è tutt’ora validissimo il giudizio su Saporito & co.? Pensare che Kenze Neke+ Askra esiste ancora, si chiamano TZOKU. Nel 2011 la minestra è sempre la stessa, riscaldata per l’ennesima volta. Che noia.

  18. e chi è questa fascista, berlusconiana di merda….. spiegarle come stanno le cose è perdere solo tempo, . che vada a farsi fottere.

  19. cazzo, sapete solo sparare minchiate, perchè prima di criticare, non fate vedere cosa fate voi…. massa ‘e porcoso.

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