[Gavoi] L’isola delle storie 2007.


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Ci sono certe esperienze che non si possono raccontare. E ci sono sensazioni, per esprimere le quali non ci sono parole!

 

C’è un borgo nel cuore della Barbagia, Gavoi, incantevole e magico dove da ormai quattro anni per tre giorni, a cavallo tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, si svolge il festival della letteratura, “L’isola delle storie”.

L’idea nacque nel 2004 ad un gruppo di scrittori e abitanti di Gavoi, che insieme pensarono ad una kermesse di tre giorni d’incontri, letture, laboratori, mostre, interviste, per piccoli e grandi.

È così è stato!

 

Anche quest’anno, dal 29 giugno al 1° luglio, durante i quali si sono svolti una serie di incontri quotidiani con scrittori, illustratori, editori, giornalisti e autori che lavorano nel mondo della letteratura, dell’arte e del cinema, compresi il concerto inaugurale Superbanda della Banda Osiris, mostre fotografiche, una mostra di video arte contemporanea a cura del MAN (Museo Arte Nuoro), mostre di illustrazione.

  

Ogni giorno dalle 10 del mattino alle 22 della sera e sino a notte fonda, immersi in una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo. Dove tutte le facce sono sorridenti e curiose, dove ti ritrovi a passeggiare o chiacchierare, come tra vecchi amici, con grandi scrittori di cui hai sempre sentito solo parlare e di cui hai sempre letto tutto con avidità! Dove i grandi e i piccoli convivono.

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Dove c’è spazio per tutto e tutti, uniti dalla curiosità e la passione per la lettura e non solo.

 

Anche quest’anno ai grandi nomi si sono affiancati quelli di giovani e interessanti esordienti. Ogni incontro un suo tema da affrontare e prima di ogni incontro, la lettura di alcune delle pagine più belle dei nostri autori sardi e dolci intermezzi musicali.

 

Anche quest’anno il successo ha superato le aspettative e le previsioni. Ed è già tutto pronto per il prossimo anno. E poiché non esistono parole per descrivere al meglio questa incantevole manifestazione un solo consiglio: non lasciatevela scappare il prossimo anno.

 

Lasciatevi rapire anche voi. In un posto incantato e magico dove l’accoglienza è per tutti, dove il tempo è fresco e mite, dove la gente del posto è gentile e disponibile.

Dove l’organizzazione è impeccabile e non sbaglia un colpo. Dove un esercito di 140 magliette rosse (Più storie per tutti) ha lavorato ininterrottamente “per amore e quest’amore rompe le acque della diffidenza, per far passare fino a trentamila di uomini e donne e bambini”.

 

E non è solo un festival letterario. È anche un punto d’incontro per gli amanti della natura e della nostra isola, la più isola del Mediterraneo, la Sardegna. E oltre ai tanti sardi anche turisti e curiosi dalla penisola e dal resto del mondo tutto.

 

È un posto incantato dove tutto è genuino. Dove tutto è pulito. Dove c’è spazio per tutti e per tutto. Dall’arte alla letteratura, dal cinema ai giochi per bambini, dalle fotografie alla buona cucina gavoiese.

 

E tu appena arrivi vieni risucchiato da tutto ciò e ti lasci trascinare, anzi trasportare dall’onda.

E vai felice e sorridente. Ti fermi, ti siedi, se trovi posto, e ascolti. Ascolti le voci, i pensieri, le parole dei tuoi autori preferiti, degli scrittori, dei giornalisti, degli editori. Che ti sei sempre e solo immaginato. Che non hai mai conosciuto.

 

E poi ti ritrovi in un piccolo paese della Barbagia, una sera d’estate, ad ascoltare proprio lui, il suo humour, la sua voce, la sua vita. O le voci lontane e al contempo così vicine della Svezia e della Finlandia.

 

O magari in un pomeriggio caldo e soleggiato all’ombra della verde chioma di un imponente albero a chiacchierare con autrici e autori emergenti, quasi sconosciuti, quasi fossero tuoi amici da sempre. O sotto un grande e bianco gazebo ad ascoltare i racconti di giovani autori, arrivati per l’occasione, un po’ da tutta l’Italia, tanto lontana ma mai così vicina come a Gavoi! E tu sei nel pubblico.

 

In mezzo al pubblico più silenzioso e paziente, educato e attento alle parole altrui. Ti ritrovi seduto, se sei stato fortunato, con alla tua destra un panorama di montagna dei più belli che madre natura potesse regalarci e alla tua sinistra la vecchia chiesetta di Sant’Antioco. Con un cielo così azzurro e così vicino.

 

Con una luna così sorridente e luminosa. E sorridi in silenzio dentro e fuori, lontano dalla tua vita e dai tuoi pensieri, seduto e sorridente ad ascoltare. Ad ascoltare, seduto e sorridente. Mentre la fuori tutto corre veloce e vorticosamente.

Che meraviglia, quei vicoli, quelle vie, quelle piazze che piano piano con il passare dei giorni si sono riempite sino a raggiungere le 30.000 presenze di domenica.

 

Quelle vie e quelle piazze abbellite, se abbellire si potevano ulteriormente!, con l’esposizione delle fotografie degli ospiti delle precedenti edizioni del festival, S’istranzadura.

 

Quelle vie e quelle piazze con le case fatte di marzapane e decorate, nei balconi, da vasi fioriti e colorati. Quelle vie e quelle piazze attraversando le quali incontri le porte aperte e saluti gentili e cordiali dei loro abitanti. Affettuosi e accoglienti. Sorridenti e premurosi. Tutti indistintamente, giovani e vecchi, uomini e donne. Tutti.

 

È così ragazzi e se non ci siete mai stati, non potete capirlo. Andateci. Anche solo per mezza giornata. Anche solo per poche ore. O per tutti e tre i giorni. Andateci e godetevi questa meravigliosa incantevolezza. Perché sono poche le gioie della vita.

 

E il festival letterario “l’isola delle storie” di Gavoi è sicuramente una di queste. Un posto incantevole e fatato. Dove la natura incontaminata e profumata la fa da padrona. Dove l’uomo moderno, grazie al cielo, non è ancora arrivato. Dove speriamo, non ci arrivi mai!

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