[Fuoriusciti] Dedicato a noi isolani….”Viaggiamoci”


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“Viaggio ergo sum, un andirivieni di chi usa mezzi che fan l’intero, un viaggiar sincero di uno spostarsi senza sentirsi degli spostati.

Si può viaggiar via velivolo, via navibolo, via pulmibolo, al traino, alla traina se sei un pesce che abbocca, col pollice se sei un autostoppista, con l’indice se vai per naso, col cuore se sei romantico, con gli alluci se sei allucinato e scalzo, con la mente se sei fantasioso, con la macchina se sei un deus ex, perchè andare è sempre andare e l’uomo si sa che non si può fermare, deve comunque deambulare, peripateticamente, tra la gente o solo in compagnia pur che sia, adagio, piano, forte, con la musica, a tastoni se vede poco, a gattoni se ama gli animali, a carponi se ama le scarpe da montagna senza esse, col fiuto se tartufa??

Io prendo raramente mezzi di trasporto che non siano la macchina, son viziato e dell’auto sotto il culo abituato, ma so che girare è il modo più bello per assecondare la terra che gira per non andare per terra, sorretta da una forza di gravidanza che partorisce viaggi in abbondanza, vacanze lavoro, piazzole di sosta ma solo per ristoro?

Chi parte ritorna ma chi resta ormai è andato? La vita è il solito tram tram e quel tram è un tram chiamato desiderio? Chi vuol viaggiar lo fa per scappare? Le vie del Signore sono infinite, e quelle delle signore? Donna al volante pericolo costante?

Mai domatore domerà le domande, ma sta di fatto che gli interrogativi sul trasporto sono senza fine, un trasporto eccezionale che ogni scherzo vale, un trasporto carichi emotivi e sospesi tra l’andare a Canicattì e l’esser mandati a Iesi; magra consolazione il moto per gli obesi, cicli e ricicli sulle due ruote, biciclette del sesso a sei rapporti in salita. “Che vita la vita!”, disse la cintura piena di buchi!

E’ difficile pensare a un’esistenza senza “va e vieni”, un mondo che non gira secondo me non và, e ben gli stà…? Ci si ammalerebbe e come disse il più famoso autista d’autobus un po’ raffreddato: “l’influenza non guida il pullman, l’influenza è solo passeggera!!!”. Condizionata come un’aria, l’umanità deve andare sempre immantinente, costantemente, ineluttabilmente, anche se chi si ferma non è perduto, ma è soltanto arrivato.

Con trasporto.

Vostro Alessandro Bergonzoni”

 

Tratto da “Scrivere è viaggiare” , racconti. Edizioni Full Color Sound – (Moltissimi racconti di giovani sardi sono stati pubblicati su questo libricino che raccoglie i brani di 150 autori emergenti di tutta Italia, premiati al concorso indetto dall’Associazione Trasporti Pubblici Nazionale- agosto 2004).

Bergonzoni non ha bisogno di essere commentato!

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