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Archivio per la categoria ‘fluMiniMaGGiore’

Accoltelliamoci. Quello che non so sulla Leppa.

Giugno 24, 2008 Giampaolo 6 commenti

C’è un mio amico che ha un sorriso a forma di leppa.  In genere usa questa sua smorfia per dare colore alle sue battute alla stricnina. Se scrivo leppa ho quasi la presunzione di essere capito anche dai non sardi, come se anche loro sapessero quale nome si dà in Sardegna al coltello tipico dell’isola.
Leppa appunto (oppure arresoja).

Non ho idea di quale sia l’etimologia della parola. Magari ci aiuterà a capirlo qualche filologo. In verità, so poco anche in merito a tutto quello che riguarda le leppe.
So che ve ne sono diverse varianti (come la lingua sarda): forse la più nota è la Pattadese insieme a quella arburese.

Ne esitono poi altre fabbriche sparse un po’ dappertutto. A Santu Lussurgiu, a Guspini. Mi risulta che vi sia un artigiano che le fa a Nuraminis, e leggevo da qualche parte che a Flumimaggiore c’è una coltelleria che ha fatto dello studio e della produzione di questo coltello tipico uno dei punti forti della sua attività.

Fino a poco tempo fa si svolgeva a Montevecchio - comune di Guspini – un ottimo festival dedicato proprio ai coltelli tradizionali: “Arresojas, Biennale del Coltello Sardo”. Speriamo che questa bella iniziativa abbia un seguito, perchè ci farebbe piacere andarci e scoprire altre cose sul coltello sardo.

[PErchE' doVREi Votarti?/2] Oggi e domani l’assalto alle Bidde.

Giugno 15, 2008 Giampaolo Lascia un commento

Domenica 15 e lunedì 16 giugno, si voterà in 34 comuni sardi. Il passaggio elettorale è importante anche in vista delle regionali del 2009. Sono 118.221 i cittadini sardi chiamati alle urne per rinnovare i consigli comunali ed eleggere i sindaci.

Dieci sono le amministrazioni rette da un commissario straordinario nominato contestualmente allo scioglimento degli organi politici. Nessuna lista e’ stata, invece, presentata in altri due comuni commissariati: Bidoni(Provincia di Oristano) ed Illorai (Provincia di Sassari).

Uno solo, invece, il comune che ha una popolazione superiore ai 15 mila abitanti con possibilità, quindi, di andare al ballottaggio. Si tratta di Assemini, in Provincia di Cagliari, dove quattro candidati si sfideranno per la carica di sindaco: Simone Rivano (Pd), Massimo Sanna (Idv), Giancarlo Lecis (Rifondazione comunista) e Paolo Mereu (Pdl).

Villacidro, capoluogo della provincia del Medio Campidano insieme a Sanluri. I candidati per la carica di primo cittadino sono Efisio Luigi Meloni, centrosinistra, e Ignazio Fanni (lista civica).

A Macomer, uno dei comuni del centro Sardegna più colpiti dalla crisi industriale, si confronteranno il sindaco uscente, Marco Mura, medico del centro sinistra, ed il consigliere uscente di minoranza, Riccardo Uda (lista civica).

Infine ad Arzachena, capoluogo della Costa Smeralda e una delle roccaforti del centrodestra, si sfideranno Alberto Ragnedda e Piero Filigheddu, entrambi sostenuti da liste civiche.

Questa la suddivisione per province dei 34 comuni che dovranno rinnovare i propri Consigli: Provincia di Cagliari (39 sezioni e 42.634 elettori), sei: Assemini (23.973 elettori) Decimomannu (6.836) Donori (2.138, commissariato) Maracalagonis (6.731 , commissariato) Ortacesus (1.009) Villaspeciosa (1.947); Provincia del Sulcis (3 sezioni e 3.134 elettori), uno : Fluminimaggiore (commissariato); Provincia Medio Campidano (17 sezioni e 17.469 elettori), tre: Collinas (1.014 elettori) Furtei (1.723) Villacidro (14.732); Provincia di Oristano (21 sezioni e 13.015 elettori), dieci: Ales (1.470 elettori) Boroneddu (162, commissariato) Cabras (7.948 ) Modolo (219, commissariato) Narbolia (1.570) Nugheddu Santa Vittoria (532) Pompu (267) Simala (345) Tadasuni (188, commissariato) Villaverde (314); Provincia di Nuoro (28 sezioni e 16.918 elettori), cinque: Macomer (9.392 elettori) Galtellì (2.124) Irgoli (2.027) Meanasardo (1.774) Sarule (1.601); Provincia dell’ Ogliastra (9 sezioni e 7.880 elettori), tre: Jerzu (2.943 elettori, commissariato) Seui (1.595, commissariato) Tertenia (3.332); Provincia di Sassari (4 sezioni e 2.410 elettori), tre: Cheremule (503 elettori) Putifigari (623, commissariato) Sedini (1.284, commissariato); Provincia della Gallura (17 sezioni e 14.771 elettori), tre: Aglientu (997 elettori) Arzachena (9.869) Budoni (3905).

Dati forniti da fonte

[PErchE' doVREi Votarti?] All’assalto delle Bidde: cento mila al voto

Giugno 13, 2008 Giampaolo 1 commento

Da qualche parte ho letto che sono cento mila i sardi che andranno a votare per le imminenti elezioni amministrative. Perché dovremmo andare a votare? Perché dovremmo sostenere questo o quel candidato?

Chi conosce le realtà locali, sa bene che spesso le elezioni si decidono per una manciata di voti, sa che le ideologie contano poco, sa che conta avere una famiglia numerosa.

Le bidde per qualche settimana sembrano divenire il centro dell’universo: sommerse da propaganda, da promesse, da programmi, da impegni, da una mobilitazione popolare intensa. Tutti sanno che poco si può fare e tutto si può promettere.

Gli esiti sono sempre incerti (fanno eccezione quei comuni – tristissimi, mogi, per nulla appassionati e appassionanti – dove si candida una sola lista.

Dove invece la gara c’è, a volte è determinante “la voglia di cambiare”, dopo decenni di governo di un’unica parte politica.

Altre volte invece, per oscuri motivi si continua a votare sempre le stesse persone, anche se si sa bene che il loro sgoverno ha messo le basi per la dissoluzione del tessuto connettivo del paese.

Le elezioni comunali, per quello che ne so, sono le più belle, le più appassionanti. Il porta a porta ricostruisce un rapporto frontale tra i cittadini, ridefinisce e rilancia le ragioni dell’esistenza di una comunità, che altrimenti sembra insistere su un dato territorio, solo perché là ce l’hanno messa degli oscuri antenati.

In tutta la vacuità e la superficialità che si respira in queste tornate elettorali, si rinviene dunque, anche qualcosa di più profondo, che ha certo a che fare con la politica più vera, ma ne supera la logica e gli atteggiamenti, per ricollegarsi e richiamarsi all’anima vera del paese, quella profonda, silente, che tocca le corde più sensibili della comunità e di ciascuno.

Una volta fatto il sindaco, però, quasi sempre, questo guadagno viene disperso tra i mille rivoli dell’azione burocratica. Non è sempre così, ma troppo spesso.

I nuraghi sventrati, villaggi medievali mai scavati, gli archivi storici mai riordinati e mai aperti al pubblico, il territorio mai veramente difeso dagli abusi ambientali ed edilizi, il non rispetto dei centri storici, la rimozione del dialogo e del confronto, spesso perfino l’assenza di scontro, sono i segnali della rivincita che lo s-governo e l’apatia si riprendono dopo essere stati sospesi per un attimo dalla campagna elettorale.

Ci vuole molto a levare via dalla nostre bidde il luogo comune che le vuole pigre, smorte, vuote e secche. Forse perchè non c’è solo un luogo comune, ma pure una verità. E forse perché non basterebbero cinque anni di ottimo governo del paese, figurarsi una campagna elettorale.

Bisogna essere vigili, invece. Inchiodare i sindaci alle loro promesse. E metterli in croce con le loro incompiute. Altrimenti, i cittadini, che votano a fare?

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