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[Tharros-Gonnesa] Che succede all’archeologia in Sardegna?

Settembre 27, 2008 Giampaolo 6 commenti

Il Messaggero riporta la notizia. Dopo quasi due secoli di ipotesi e di ricerche, gli archeologi avrebbero finalmente individuato i resti del porto di Tharros, la città fenicio punica sulla costa occidentale della Sardegna, considerata da alcuni la seconda Cartagine del Mediterraneo.

Era “solo” una città fenicio punica? Non sarà mica quella Tartesso che si cerca da secoli in Spagna? Oltre le colonne di Gibilterra? E se avesse ragione Sergio Frau quando scrive che le colonne stavano al Canale di Sicilia? Molti studiosi di caratura internazionale hanno condiviso questa sua intuizione, che poi costituisce la prima parte del suo amato/odiato volume “Le colonne d’Ercole”.

E’ bellissima, in ogni caso, la notizia annunciata, in conferenza stampa, dagli archeologi Raimondo Zucca (Università di Sassari) e Carla Del Vais (Università di Cagliari).

Nelle stesse ore, però, La Nuova Sardegna ci informa che la Procura della Repubblica di cagliari ha indagato l’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni (uomo chiave della controversa vicenda legata all’edificazione di Tuvixeddu.

L’ex sovrintendente è indagato per concorso in abuso d’ufficio, usurpazione di funzione pubblica e violazione delle norme del Codice Urbani che regolano le ricerche archeologiche. La contestazione della Procura è riferita all’articolo 175 della legge 42 (Codice Urbani) che punisce con l’arresto fino a un anno chi esegue ricerche archeologiche senza concessione e chi non denuncia le cose ritrovate fortuitamente o non provvede alla loro conservazione temporanea. L’inchiesta giudiziaria della Procura riguarda anche l’archeologo Ginetto Bacco e il geometra comunale di Gonnesa Angelo Floris.

Si perché l’inchiesta concerne proprio il furto di tre reperti archeologici dal villaggio nuragico di Seruci, denunciato il 14 febbraio ai carabinieri di Gonnesa.

Sono due fatti, quelli di Tharros e di Gonnesa, molto diversi, ma entrambi epocali, per certi veri. Che succede all’archeologia in Sardegna?

[PErchE' doVREi Votarti?/2] Oggi e domani l’assalto alle Bidde.

Giugno 15, 2008 Giampaolo Lascia un commento

Domenica 15 e lunedì 16 giugno, si voterà in 34 comuni sardi. Il passaggio elettorale è importante anche in vista delle regionali del 2009. Sono 118.221 i cittadini sardi chiamati alle urne per rinnovare i consigli comunali ed eleggere i sindaci.

Dieci sono le amministrazioni rette da un commissario straordinario nominato contestualmente allo scioglimento degli organi politici. Nessuna lista e’ stata, invece, presentata in altri due comuni commissariati: Bidoni(Provincia di Oristano) ed Illorai (Provincia di Sassari).

Uno solo, invece, il comune che ha una popolazione superiore ai 15 mila abitanti con possibilità, quindi, di andare al ballottaggio. Si tratta di Assemini, in Provincia di Cagliari, dove quattro candidati si sfideranno per la carica di sindaco: Simone Rivano (Pd), Massimo Sanna (Idv), Giancarlo Lecis (Rifondazione comunista) e Paolo Mereu (Pdl).

Villacidro, capoluogo della provincia del Medio Campidano insieme a Sanluri. I candidati per la carica di primo cittadino sono Efisio Luigi Meloni, centrosinistra, e Ignazio Fanni (lista civica).

A Macomer, uno dei comuni del centro Sardegna più colpiti dalla crisi industriale, si confronteranno il sindaco uscente, Marco Mura, medico del centro sinistra, ed il consigliere uscente di minoranza, Riccardo Uda (lista civica).

Infine ad Arzachena, capoluogo della Costa Smeralda e una delle roccaforti del centrodestra, si sfideranno Alberto Ragnedda e Piero Filigheddu, entrambi sostenuti da liste civiche.

Questa la suddivisione per province dei 34 comuni che dovranno rinnovare i propri Consigli: Provincia di Cagliari (39 sezioni e 42.634 elettori), sei: Assemini (23.973 elettori) Decimomannu (6.836) Donori (2.138, commissariato) Maracalagonis (6.731 , commissariato) Ortacesus (1.009) Villaspeciosa (1.947); Provincia del Sulcis (3 sezioni e 3.134 elettori), uno : Fluminimaggiore (commissariato); Provincia Medio Campidano (17 sezioni e 17.469 elettori), tre: Collinas (1.014 elettori) Furtei (1.723) Villacidro (14.732); Provincia di Oristano (21 sezioni e 13.015 elettori), dieci: Ales (1.470 elettori) Boroneddu (162, commissariato) Cabras (7.948 ) Modolo (219, commissariato) Narbolia (1.570) Nugheddu Santa Vittoria (532) Pompu (267) Simala (345) Tadasuni (188, commissariato) Villaverde (314); Provincia di Nuoro (28 sezioni e 16.918 elettori), cinque: Macomer (9.392 elettori) Galtellì (2.124) Irgoli (2.027) Meanasardo (1.774) Sarule (1.601); Provincia dell’ Ogliastra (9 sezioni e 7.880 elettori), tre: Jerzu (2.943 elettori, commissariato) Seui (1.595, commissariato) Tertenia (3.332); Provincia di Sassari (4 sezioni e 2.410 elettori), tre: Cheremule (503 elettori) Putifigari (623, commissariato) Sedini (1.284, commissariato); Provincia della Gallura (17 sezioni e 14.771 elettori), tre: Aglientu (997 elettori) Arzachena (9.869) Budoni (3905).

Dati forniti da fonte

[Cabras-Sardegna] Lo “Scoop mondiale” di Monte Prama

Febbraio 14, 2008 Giorgio 9 commenti

monti_prama_pugilatore.jpg

Recentemente ho avuto modo di vedere lo “scoop mondiale” di TeleIndipendentzia su YouTube che mi ha colpito per il commento, in cui si denuncia il fatto che per 30 anni le statue di Monte Prama sono state tenute nascoste, addirittura in un sottoscala, dalla Sopraintendenza Archeologica di Cagliari e soltanto grazie alla Sopraintendenza di Sassari hanno potuto rivedere la luce.
A fronte di queste dichiarazioni sono andato a verificare la cosa presso la Sopraintendenza di Cagliari e ne è uscita fuori una verità completamente diversa.
Alla mia domanda su come mai questi reperti sono stati tenuti nascosti per 30 anni, mi hanno accompagnato in biblioteca per mostrarmi qualcosa di veramente interessante.
Partendo da lontano, da libro del Lilliu del 1977 in cui vi erano già le foto (in quantità) delle statue!
Con tanti saluti allo “scoop mondiale”…..
Prima di continuare meglio sgombrare il campo da equivoci: di statue intere non ne esistono, esistono una marea di frammenti più o meno grandi di arenaria (pietra abbastanza fragile e delicata) che dovranno essere rimessi insieme pezzo a pezzo.
Ma torniamo alla documentazione: una bella mole di pubblicazioni ed una valanga di fotografie, documentazioni di convegni sulla materia. Insomma una quantità di scritti sulle statue che ci vorrebbe un mese a leggerli tutti.
E senza contare il fatto che i frammenti con minori problemi di conservazione delle statue sono state sempre esposte al Museo di Cagliari.
Il tema del restauro è un argomento dolente ma facilmente spiegabile.
Un laboratorio di restauro costa una quantità di soldi spaventosa e Cagliari non ne ha mai avuto uno degno di tal nome. Il perchè? Semplice: non sono mai stati stanziati i fondi per realizzarlo; però, in tempi recenti, Sassari è riuscito a dotarsi di un laboratorio di restauro tra i migliori d’Italia e quindi i reperti da restaurare sono stati inviati a Sassari.
Questa è, in sintesi, la storia (tutta facilmente documentabile peraltro) delle statue di Monte Prama.
Che è esattamente il contrario di quanto affermato nel video di TeleIndipendentzia.
Come la mettiamo?